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Rossi dà l'ultimatum a Poste Italiane: "Se chiude gli sportelli, addio convenzione"
Il presidente invita l'azienda a ritirare il piano che fa sparire 59 uffici in Toscana. "Se cambiamo operatore, perderanno 6,5 milioni l'anno di introiti". D'accordo anche l'Associazione dei Comuni
FIRENZE. “O Poste ritira il piano di chiusura di 59 sportelli in Toscana, oppure disdetteremo tutte le convenzioni per l’invio della corrispondenza che avevamo con lei allacciato”. Il presidente della Regione Enrico Rossi lancia un ultimatum all’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio: “Se dobbiamo prendere atto - spiega Rossi - che Poste è un’azienda privata come tutte le altre, vuol dire che d’ora in poi, per l’invio di tutte le tasse e tributi regionali, ci avvarremo del servizio di un altro operatore. Per Poste - continua Rossi - significherà perdere ogni anno 6,5 milioni di euro di introiti, una cifra ben superiore rispetto a quanto le costerebbe il mantenimento in servizio di tutti gli uffici postali che annuncia adesso di voler chiudere”.
“Qua - dice Rossi facendo ricorso al dialetto napoletano - nessuno è fesso: non può Poste - aggiunge - venirci a dire a febbraio che il piano di tagli era ritirato per poi ripresentarlo a luglio una volta passate le elezioni regionali. Se prima eravamo agguerriti - avverte - adesso lo saremo molto di più. E lo dimostreremo attraverso i fatti”.
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Oltre al taglio netto della corrispondenza effettuata tramite Poste Italiane, da tutti gli uffici della Regione, comprese Asl e enti dipendenti, Rossi annuncia che si farà poi anche promotore di una campagna rivolta a tutti i cittadini toscani, per invitarli a ritirare i propri risparmi dai conti correnti postali: “si tratta di un’azione di solidarietà - afferma - verso tutta quella parte di popolazione anziana, ma non solo, che abita in montagna e nelle aree marginali, che verrebbe lasciata tramite il taglio di 59 uffici postali, in uno stato di completo abbandono”.
A fianco dell’iniziativa di boicottaggio di Poste Italiane annunciata da Enrico Rossi, annuncia di voler schierarsi anche l’associazione dei comuni toscani: “Tramite Poste - spiega il sindaco di Sesto Fiorentino e presidente di Anci Toscana, Sara Biagiotti - inviamo a casa le multe fatte da tutte le Polizie Municipali della Toscana. Se l’azienda dovesse decidere di andare avanti con il proprio piano di tagli, siamo pronti fin da ora ad annunciare la disdetta di tale contratto che vale per Poste svariati milioni di euro l’anno”.
Per il presidente di Anci Toscana quello che dovrebbe fare Poste Italiane è convocare immediatamente un nuovo tavolo per discutere dell’intero piano di tagli: “i nuovi 59 sportelli - continua Biagiotti - si aggiungerebbero infatti agli oltre 150 già chiusi in Toscana negli ultimi anni. E non sarebbero probabilmente neanche gli ultimi: ciò che occorre - sottolinea - è ripensare il modello di organizzazione di tutti gli uffici postali minori, che dovrebbero aprirsi ad accogliere al proprio interno ulteriori servizi per i cittadini, oltre a quelli postali, che sarebbero così in grado di renderli economicamente sostenibili”.
Per Regione e Anci Toscana, la cifra di 59 nuovi uffici postali da tagliare rimane comunque da respingere per intero al mittente: “Laddove si dovesse non riuscire a scongiurare la chiusura di uno sportello - avvertono Rossi e Biagiotti - lo stesso servizio dovrà comunque poter essere garantito un pulmino di Poste-Mobili, che assicuri la propria presenza nelle piazze dei piccoli paesi e frazioni per alcuni giorni fissi della settimana. Di tutto questo - concludono - contiamo di poter parlarne attorno al tavolo di confronto che Poste, ci auguriamo possa convocare già entro i prossimi giorni”.
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