Il Tirreno

Toscana

Elton John, il mito. E diecimila in estasi

Elisabetta Arrighi
Un momento del concerto di Elton John al Summer Festival
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Un momento del concerto di Elton John al Summer Festival

Grande concerto a Lucca per il Summer Festival. Lui dal palco: "Felice di essere qui". E appena intona "Bitch" il pubblico è conquistato.

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LUCCA. C'è chi è arrivato in piazza Napoleone a Lucca per assistere per la quinta volta a un concerto di Elton John. «Quando venne qui nel 1999 avevo 22 anni, oggi sono sposata ed ho un figlio. Anche a lui piace Mister Rocket Man e mi ha chiesto se lo portavo. Non potevo dire di no anche se mio marito ed io i live di Elton al Summer ce li siamo visti tutti. Un mito, che sta invecchiando con noi, ma sempre mito resta». Angela Giannini arriva dalla provincia di Pisa ed é entusiasta della serata che sta per cominciare. Freme come un signore distinto sui 45 anni, un dirigente di banca, che é arrivato a Lucca dalla Francia. «Sono italo-francese e sto trascorrendo un periodo di vacanza nella zona di Bolgheri. Ho acquistato i biglietti online tre mesi fa, non potevo perdere questa occasione».

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È un popolo trasversale quello che ordinatamente si mette in fila dalle 19 in poi per superare la security e poi accedere alla piazza. Nei posti a sedere vincono gli over 40 mentre nell'area posti in piedi ci sono anche molti giovanissimi. Piazza Napoleone, ieri sera, ha registrato l'ennesimo sold out con circa diecimila spettatori. Una piazza multicolore, allietata - durante l'attesa - da un sottofondo musicale e dalle immagini a colori dei grandi protagonisti del Summer Festival 2015 rimandate da alcuni maxi schermi dislocati ai lati del palco e attorno alla statua ingabbiata (per motivi di allestimento tecnico) di Maria Luisa che continua a guardare con aria severa la facciata di Palazzo Granducale davanti al quale il primo luglio scorso Francesco De Gregori e Bob Dylan hanno inaugurato l'evento.

Fa parecchio caldo anche alle 20.30, sebbene qualche refolo di vento riesca ad alleggerire l'umidità che si appiccica addosso. Cominciano ad accendersi i lampioni con il globo in stile ottocento che danno un tocco di eleganza retrò alla scenografia. Tutti aspettano che l'artista si materializzi al pianoforte.
Sir Elton John è arrivato a Lucca poco prima delle 17 anche se nessuno, a parte lo staff della D'Alessandro e Galli che organizza il Festival, lo ha visto prima dell'ingresso sul palco.

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Elton, come sempre, è entrato in camerino per estraniarsi dal fermento del backstage e prepararsi con grande concentrazione al concerto della sera, dopo essere arrivato all'aeroporto di Pisa con un aereo privato proveniente da Londra. Dopo il live a Copenaghen, il tour estivo prosegue in Italia e la tappa che segue Lucca sarà questa sera a Roma alle Terme di Caracalla.

Eccolo, finalmente. L'attesa è finita, dieci minuti prima del previsto.
Erano le 21.20, infatti, quando la piazza ha cominciato a trasformarsi nel centro della musica. Con il pop rock, glamour e raffinato, di un artista che prima di tutto è un musicista con studi classici importanti alle spalle, e una creatività infinita. Allegra ma intimista, scoppiettante ma con venature di tristezza. Canzoni, quelle di Elton John, che hanno attraversato i decenni, dalla fine degli anni Sessanta ad oggi.

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Giacca lunga bluette ricoperta di glitter, camicia bluette in tessuto opaco, diamante al lobo destro, e occhialini in tinta: un outfit quasi sobrio. Riceve l'applauso, le grida quasi isteriche di gioia di un gruppetto di signore inglesi in tribuna vip si levano sul battimani. Lui aggredisce la tastiera con allegria, salta sul pianoforte a coda. Lo schermo gigantesco dietro al palco si trasforma in un muro di pixel rossi e neri in eterno movimento. Siamo in piazza Napoleone ma sembra quasi di stare a Las Vegas. Immediata la standing ovation a conclusione di Bitch, canzone con cui Elton ha aperto il live, seguita da Bernie and the Jets. Il fondale del palco si è nel frattempo trasformato in un tramonto rosso con un sole nero sfumato mentre scende sull'orizzonte.

Le luci si spengono. Il palco diventa buio. L'euforia si trasforma nell'intima Candle in the Wind, goodbye Norma Jean. Goodbye Marilyn Monroe, fiamma di una candela che si muove nel vento. Corrono brividi di emozione. La versione é quella originale, ma come non pensare al testo rimaneggiato dallo stesso Elton, per ricordare, subito dopo la tragica morte, la Principessa Diana che era sua grande amica?
Tutti applaudono, lui ringrazia. «Sono felice di essere in Italia, di essere tornato nella bella città di Lucca. Vi auguro una splendida serata». Introduce il quarto brano, Alice. Il pubblico gradisce la scaletta che racconta con lampi di grande musica (eseguita alla perfezione, con arrangiamenti che non stravolgono le partiture originali) e testi che raccontano storie reali, ma anche sogni. Il rock diventa più duro, mescola note e tendenze. La band segue Elton che muove veloci le mani sulla tastiera che va ad animarsi sul maxi video del palco. Un bianco e nero pop come la musica che scuote la notte sempre più afosa.

Arriva Tiny Dancer, la piccola ballerina, grafismi optical dominati da sfumature fucsia, nere e azzurre si materializzano sul solito schermo gigante: blue jeans baby, L.A. Lady, pirate smile, you'll marry a music man, ballerina... Ed ecco la struggente Daniel, my brother, delicata storia di un reduce dal Vietnam rimasto cieco (il testo è di Bernie Taupin). Daniel che è in viaggio su un aereo verso la Spagna, saluta con la mano, si vedono le luci rosse della coda, Dio sembra Daniel, ma devono essere le nubi nei miei occhi. Il concerto prosegue. Una carrellata musicale che rappresenta più epoche con i loro cambiamenti sociali. C'è chi aspetta Rocket Man e chi Crocodile Rock, altri vogliono Your Song, altri ancora la canzone (da Oscar) del Re Leone. Ormai é scesa la notte. Elton John si diverte. Oggi come quarant'anni fa. Suona, canta ed è felice. Un eterno ragazzo di 68 anni.
 

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