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Turismo, chi sale e chi scende: Firenze a gonfie vele, giù la Versilia, exploit di Livorno
Turisti in fuga dal Giglio e dalla Versilia. All’Abetone e a Prato è profondo rosso. Resiste lo zoccolo duro delle città d’arte, guidato da Firenze e Pisa
Gli albergatori rivendicano di aver tagliato i prezzi, ma in molte zona della Toscana sono diminuiti anche i turisti. Al Giglio, come in Versilia. E all’Abetone, a Chianciano Terme e a Prato è profondo rosso. In Toscana – dove gli arrivi e le presenze accompagnano il segno più – resiste lo zoccolo duro delle città d’arte, guidato dalla costante crescita di Firenze e dalle buone performance di Pisa, ma un sorprendente balzo in avanti lo ha fatto Livorno, merito del turismo mordi e fuggi dei passeggeri delle navi. È lo spaccato fornito dai dati 2014 sui pernottamenti nelle strutture ricettive toscane.
Ci sono località che per vari motivi crescono a doppia cifra (Follonica e Livorno) e altre che salutano vacanzieri su vacanzieri. Il Giglio – senza la Costa Concordia dal luglio dell’anno scorso – continua a perdere e ora gli albergatori rimpiangono i tecnici della Titan Micoperi. In Versilia, pur di non rimanere a secco, si accettano gruppi con pacchetti- viaggio da 19-22 euro al giorno e per combattere «una tassa di soggiorno folle», i proprietari sono stati costretti ad abbassare i prezzi. L’Elba tiene: avanza Capoliveri, cede terreno Marina di Campo, mentre a correre è la parte mineraria, Rio Elba e Rio Marina, tradizionalmente meno frequentata. A Follonica e Livorno le crescite percentuali viaggiano a doppia cifra. Ma tutto ha una spiegazione.
In Maremma fondamentale è stata la riapertura di due villaggi turistici: il Mare Si e Il Girasole. A confermarlo Maurizio Parrini, presidente di Federalberghi Grosseto. «Si tratta di strutture grandissime, piene di appartamenti e piazzole – spiega Parrini – e influenzano pesantemente i dati diramati dalla Provincia». In effetti, a Follonica, nel 2012 le presenze erano 433.802 e in un solo anno sono salite a 528.805 (lo scorso anno a 536.494). «Ma il 2013 e il 2014 per me sono stati anni negativi – prosegue il presidente di Federalberghi Grosseto, che ha un albergo a Follonica – e se l’alta stagione va bene, ci manca tutto il resto. Ora speriamo di invertire il trend con il turismo sportivo».
A Livorno, invece, è aumentato il turismo mordi e fuggi. I passeggeri delle navi che partono per Corsica e Sardegna, invogliati dalle basse tariffe, nel 2014 sono aumentati in modo significativo. Analizzando le presenze (le notti trascorse nelle strutture ricettive del territorio) notiamo che se nel 2012 ammontavano a 283.981, l’anno scorso sono decollate a 345.161. Anche gli arrivi, ovvero le singole persone, nel triennio sono aumentate dell’11%. «Ma abbiamo tagliato i costi dei pernottamenti – afferma il vicepresidente degli albergatori, Gaetano Schiariti – visto che soffriamo di una concorrenza agguerrita. Chi arriva dal nord o da Roma, ad esempio, grazie alle nuove tecnologie confronta i nostri prezzi con ogni altra località attraversata durante il viaggio in auto. Per essere competitivi abbiamo fatto importanti sacrifici». Secondo Schiariti, però, il turismo mordi e fuggi non può bastare. «Chi viene a Livorno per lavoro, nella migliore delle ipotesi, ci dorme e basta – continua l’albergatore – ma la nostra è una città da scoprire. Lo dico sempre ai clienti. A farlo non possiamo però essere solo noi imprenditori. Se ne dovrebbe occupare un ufficio turistico. A Lucca, ad esempio, il Summer Festival richiama tantissime persone. La nostra città non ha niente in meno: dovremmo iniziare a programmare eventi di questo tipo. Per ottenere buoni risultati serve una programmazione seria, con due anni di anticipo».
In Versilia, invece, sia Viareggio che Forte dei Marmi nel triennio hanno perso l’8% delle presenze turistiche (da 1.024.202 a 943.805 e da 437.478 a 398.877). Ha tenuto Pietrasanta, che si mantiene sui 120.000 arrivi annui e sui 550.000 pernottamenti (nel 2014 15.000 in meno rispetto al 2012). «Dal Forte sono spariti i russi – spiega la presidente degli albergatori viareggini, Elisabetta Bellotti – mentre a Viareggio abbiamo pagato lo stato di degrado in cui versa la città e l’incapacità delle amministrazioni succedutesi nel tempo. Per controbilanciare una tassa di soggiorno folle abbiamo dovuto ridurre i prezzi. Ma l’opinione pubblica pensa ancora che noi siamo cari e la Romagna no. Non è così. Accettiamo gruppi di turisti a 19-22 euro al giorno in mezza pensione. La verità – conclude Bellotti – è che ormai non abbiamo più margini. Per ripartire servirebbe una politica di promozione al passo con i tempi e mezzi di trasporto capillari ed economici verso l’aeroporto di Pisa».
L’isola del Giglio, dopo l’ultimo viaggio della Concordia, non è ripartita. I pernottamenti sono scesi sotto quota 18.000. E gli albergatori piangono l’addio dei dipendenti della Titan Micoperi. «Con loro per due anni abbiamo lavorato tanto e bene – spiega Paolo Fanciulli, proprietario dell’hotel Bahamas – anche se il turismo abituale, a causa del caos Concordia, è sparito. Durante la permanenza del relitto alcune attività hanno aperto, mentre ora chiudono. Il costo dei traghetti è altissimo, di Tari 2014 ho pagato 10.700 euro contro i 3.500 dell’anno prima e dal 2011 non posso alzare le tariffe altrimenti non riempirei una camera. Sopravvivere sarà durissima».

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