Sicurezza
I bagni del Tirreno - I 150 anni del Nettuno tra signori e campioni
Da Rivera a Lippi ma anche intellettuali e nobildonne nello storico stabilimento di Viareggio: aneddoti e segreti
La colpa, o il merito, è sempre dei francesi. È Paolina, sorella di Bonaparte e maritata Borghese che nel 1822 si farà costruire una villa sulla spiaggia di Viareggio. Voleva stare vicina a Giovanni Pacini, musicista di corte a Lucca e suo amante. La bella Paolina, immortalata dal Canova, è una delle prime bagnanti viareggine.
E furono sempre i Francesi a pretendere che la capitale del nuovo Regno d’Italia si spostasse da Torino a Firenze per fermare le brame dei Savoia su Roma ed il papa. Era il 1864. L’anno dopo apre a Viareggio lo stabilimento balneare Nettuno. I funzionari piemontesi scoprono il mare e quindi Viareggio. Affittano le prime case, si aprono i primi hotel. C’erano già dei bagni aperti sul primo abbozzo di Passeggiata, ma il Nettuno (anche qui colpa dei francesi, da sempre i più aperti in fatto di sesso) sarà rivoluzionario, anzi trasgressivo. È il primo a mettere insieme in spiaggia uomini e donne, fino al giorno prima divisi negli unici due bagni (il Nereo e il Dori) aperti in città. Mentre i preti, in quei giorni dove trionfa la Massoneria, continueranno a prendere il sole a parte.
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I bagni di mare nascono come luoghi di salute, di massima igiene, ma diventano presto il trionfo del corpo. Che si libera grazie alle mode arrivate da Parigi e alla musica che sbarca dall’America. O viceversa. Leonida Repaci, fondatore del Premio Viareggio deplora la moda (hollywoodiana) delle donne depilate.
Il Nettuno sarà sempre un bagno double face. Stretta gestione familiare, con i piccoli ospiti chiamati tutti nome per nome, ma grandi aperture imprenditoriali. Nel 1906 l’ingresso al Nettuno era la galleria di un padiglione dell’Expò di Milano, smontata e rimontata a Viareggio. Negli anni Settanta (1976 per la precisione) fu il primo bagno in Versilia ad avere la piscina (Principe di Piemonte escluso, ma quello fa storia a sé: era un simbolo del Regime).
Fondato dai fratelli Barsanti, dal Dopoguerra è in mano alla famiglia Giannessi. Da nonno Oreste a papà Graziano fino ai fratelli che lo guidano oggi: Oreste jr e Simona. In questi giorni stanno attaccando alle pareti le grandi foto che raccontano di 150 anni di vita. C’è Giorgio Gaber sulla battima e un Gianni Rivera che si presenta al bagno circondato di ragazzine e piccoli fans. Sullo sfondo, di profilo, un giovane e bellissimo Marcello Lippi. Tutto in bianco e nero. Ci sono le foto di quando la sera il Nettuno diventava un dancing, con le più belle signore di Lodi ed Empoli a ballare coi bagnini e i giovani leoni viareggini.
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Al Nettuno, da sempre, vanno i signori, i calciatori, gli intellettuali, le nobildonne lucchesi. Ha 225 cabine ed un fronte mare di 103 metri, si vantava di essere lo stabilimento più grande d’Italia. Il vecchio Oreste Giannessi, detto Il Federale per i suoi modi spicci, è stato lo storico presidente dei concessionari italiani. Tutti i santi giorni a seguire i turisti e a trattare con la Marina militare, quando le concessioni erano in mano della Capitaneria di Porto.
Nonno Oreste era famoso perchè alle 17, cascasse il mondo, si metteva a friggere i bomboloni, con o senza la crema. Il bombolone è la quintessenza della vacanza in Versilia. Gianni Nannini, che da piccola senese frequentava Viareggio, ci ha intitolato un famoso album. «E allora torneremo a friggere i bomboloni» ammette Oreste Giannessi. Un omaggio al nonno e anche un agganciare la moda che ha sdoganato in questi anni i fritti. Al Nettuno si mangia a self service, c’è la pizza, c’è tanta voglia di socializzare. Due le feste comandate, una a luglio e l’altra ad agosto. Organizzate come un tempo: cena, cocomerata, i giochi in spiaggia, i villeggianti mascherati - da antichi romani o da bagnanti fin de siecle - e alla fine l’elezione della miss. E la caccia al tesoro, come insegna Sapore di mare. Perché si deve innovare (dalle 17 Simona apre il chiringuito e via ai cocktail e ai moijto) ma restando nella tradizione. Con le cabine di legno dipinte di bianco e rosso e l’idea che la vacanza in Versilia non può essere che questa.
I NUMERI DEL BAGNO ----> (per approfondire)
- Oltre 103 metri di fronte
- 220 cabine, con altrettante tende e ombrelloni
- 1 ristorante
- 1 chiringuito
- 1 piscina con vista mare
- 1 beach tennis
LA MAPPA
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