Attenzione
Mps: il gran rifiuto di Modiano, resto in Sea
Doveva sostituire Profumo, ora pensa a Polo Aeroporti Nord
SIENA. Pietro Modiano non andrà a guidare Mps al posto di Alessandro Profumo. Banchiere da una vita, il manager milanese ha pronunciato il suo 'gran rifiuto' a margine di un convegno sugli aeroporti. "Resto in Sea", ha detto rispondendo ad una domanda dopo un lungo dibattito sullo stato dell'arte degli aeroporti italiani. Da due anni esatti presidente di Sea Aeroporti di Milano, chiamato dal sindaco Giuliano Pisapia, e come ha spiegato oggi, giovedì 2 luglio, si prepara a gestire la fusione con Sacbo (Aeroporti di Bergamo) come primo passo per realizzare un Polo del Nord Ovest. "Ho sempre fatto altro", ha detto ai suoi nuovi colleghi in un convegno alla Torre Unicredit, ed ora sembra proprio determinato a proseguire nel mondo dei trasporti e si è dato pure una missione: "le grandi compagnie - ha detto - possono determinare lo sviluppo dei nostri territori anziché coloro che sono stati democraticamente eletti per farlo". Attraverso le aggregazioni, ha spiegato, "siamo ancora in tempo per riappropriarci della capacità di sviluppo che ci viene altrimenti sottratta dal monopolista di turno".
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Quanto ad Mps, il presidente Alessandro Profumo è da tempo in uscita. Aveva dato la disponibilità ai soci di restare in banca fino al completamento dell'aumento di capitale, avvenuto lo scorso 19 giugno, con la totale sottoscrizione dell'offerta da 3 miliardi di euro. Ora manca solo la data, ma un Cda è fissato per il 6 agosto per esaminare i risultati del secondo trimestre. Insieme a Massimo Tononi, presidente di Borsa Italiana, Modiano era uno dei papabili alla guida di Rocca Salimbeni. Per lui accettare l'incarico che l'avrebbe fatto ritornare nel suo mondo, quello delle banche, sarebbe stata anche una sorta di rivincita nei confronti di Profumo, che ai tempi in cui era Ad di Unicredit non lo promosse direttore generale.
Bocconiano di sinistra, laureato con lode, il manager 64enne è entrato nel Credito Italiano nel 1987, dopo un biennio come docente all'Università di Pavia. In 17 anni è passato dalla guida dell'Ufficio Studi all'incarico di vicedirettore generale di Unicredit, vicario dell'Ad Profumo, da cui si è separato dopo qualche dissidio nel 2004, per passare alla rivale Intesa Sanpaolo (allora Banca Intesa), per diventarne il direttore generale, vicario dell'Ad Corrado Passera, un altro che ha scelto di cambiare mestiere.
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