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Toscana

Epatite C, due aziende in gara per fornire farmaci alla Toscana

Un laboratorio della sanità (foto d'archivio)
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Un laboratorio della sanità (foto d'archivio)

Presentate due manifestazioni di interesse alla gara bandita dalla Regione. Ora le proposte dovranno essere valutate

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FIRENZE. Questa volta la gara per la fornitura dei farmaci contro l'epatite C non è andata deserta in Toscana. Ci sono due manifestazioni di interesse da parte di aziende farmaceutiche. Da qui a dire che la Regione confermerà l'ordine di acquisto (da decine di milioni) dei trattamenti ancora  ce ne corre.

Prima dovrà valutare le proposte arrivate. Dovrà verificare se i prezzi dei farmaci sono congrui, considerando che il costo di partenza non è stato definito in questa seconda gara, indetta dopo che la prima - scaduta all'inizio di giugno - era andata deserta.  E' anche possibile, infatti, che le due manifestazioni di interesse per la fornitura non si concretizzino o non si possano tradurre in un contratto. Di sicuro, però, si tratta di un passo avanti nel tentativo messo in atto dalla Toscana per la più vasta azione di contrasto alla malattia mai tentata in Italia.

Questa operazione, però, non era piaciuta ad Aifa, l'Agenzia italiana del Farmaco che, dopo la decisione del presidente della Regione Enrico Rossi di bandire una gara con un prezzo di acquisto decisamente inferiore a quello di mercato, in Toscana aveva addirittura mandato gli ispettori. Il governatore, però, non si è fermato neppure davanti alla guerra dichiarata da Aifa e ha riproposto il bando. Non escludendo neppure di rivolgersi alla magistratura se anche la seconda gara fosse andata deserta.

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