Il Tirreno

Toscana

Diciassettenne muore durante la cena, era allergico ai latticini

L'ospedale delle Scotte a Siena
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L'ospedale delle Scotte a Siena

Siena: la tragedia davanti ai genitori e agli amici. Sarebbe morto per choc anafilattico, forse provocato dal formaggio utilizzato in una pietanza

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SIENA. Uno studente di 17 anni è morto in una casa di campagna in località San Polo di Gaiole in Chianti, durante una cena nella quale, con i genitori, era ospite di una famiglia di amici suoi coetanei. La tragedia si è consumata nella notte tra martedì 16 e mercoledì 17. Arturo Barberini si è sentito male durante la cena ed è morto nel giro di pochi minuti per un arresto cardiaco. Inutili sono stati i tentativi dei genitori e degli amici di salvarlo. Quando poi è arrivato il medico dell’emergenza sanitaria per l’adolescente non c’era più nulla da fare. 

Secondo il Corriere di Siena, si tratta di una morte misteriosa e ancora tutta da spiegare. Una spiegazione la dà invece La Nazione che parla di uno choc anafilattico dovuto a un'allergia. Arturo Barberini sarebbe stato allergico ai latticini, e il malore sarebbe la conseguenza di aver mangiato un piatto di pastasciutta nel quale i padroni di casa, non avvertiti della sua allergia, avevano messo del formaggio. Se così fosse, sarebbe bastata una fiala di adrenalina per salvare il giovane, ma nessuno dei presenti in quel momento ce l’aveva. I carabinieri di Gaiole hanno informato dell'accaduto il pubblico ministero di turno.

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Nella nottata fra martedì e mercoledì la salma del giovane è stata trasportata all’obitorio del policlinico delle Scotte dove mercoledì mattina è stata sottoposta ad autopsia per giungere ad accertare le cause del decesso. Il professor Mario Gabbrielli, che ha effettuato l’esame autoptico, avrebbe intanto confermato che il diciassettenne è morto per choc anafilattico.  

Sembra che al giovane fosse stato disgnosticata fin dalla nascita l'allergia ai latticini. Un’allergia forte, tanto che all’età di 11 anni avrebbe avuto un altro episodio grave, con un altro choc anafilattico. Allora era stato salvato per il rotto della cuffia. L’altra sera, invece, non è stato possibile fare nulla, complici anche l'assenza di una fiala di adrenalina e la posizione isolata del casolare lontana dai possibili soccorsi.

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