Sicurezza
Mostro di Firenze, il Tar: non promuovere Giuttari fu uno sbaglio
Accolto il ricorso dell'ex capo della mobile di Firenze, ora scrittore di gialli tradotti a estero
Giuttari: rifletterò se rientrare in polizia
FIRENZE. Sbagliò la polizia a negare la promozione "per merito straordinario" a Michele Giuttari che, come dirigente della squadra mobile di Firenze, "ha dato un contributo determinante" all'individuazione dei complici di Pietro Pacciani nei duplici delitti del Mostro.
Lo scrive il tar del Lazio - questa la sentenza - , accogliendo per la seconda volta un ricorso di Giuttari, oggi scrittore di gialli conosciuto a livello internazionale. I giudici amministrativi scrivono che nel negare la promozione, non è stato "preso in considerazione l'acume investigativo, del tutto straordinario, mostrato" da Giuttari "nell'assicurare alla giustizia gli esecutori materiali di almeno alcuni dei delitti in questione; tale acume denota quelle 'eccezionali capacità richieste dalla norma per il riconoscimento della promozione per merito straordinario". La scoperta degli autori dei delitti, scrivono i giudici, fu una "impresa" che non era riuscita a "una apposita task force investigativa, coadiuvata da esperti criminologi".
In udienza è stato lo stesso Giuttari, che anche avvocato, insieme al legale Alessandro Avagliano, a sostenere la propria posizione.
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Già con una sentenza del 2013 il tar del Lazio aveva ordinato "all'Amministrazione di riesaminare la proposta di promozione" di Giuttari che era stata avanzata dal questore di Firenze nel dicembre 2000 ma che era stata bocciata nel 2003 con decreto del capo della Polizia. Ora il tar, con la sentenza nel giudizio "per l'ottemperanza", chiede alla polizia di "dare corretta esecuzione" a quella sentenza del 2013, "conformemente a quanto meglio esplicitato nel presente provvedimento" entro 90 giorni o "sarà nominato un commissario ad acta".
Giuttari, rifletterò se rientrare in polizia. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia, apprezzo l'estrema correttezza dei magistrati del tar del Lazio. Rifletterò sul mio rientro in polizia, la mia seconda famiglia". Lo dice Michele Giuttari, commentando la sentenza del tar del Lazio sulla sua mancata promozione, quando era a capo della squadra mobile di Firenze. Giuttari non è più in polizia dal 2010. Oggi è uno scrittore di gialli. La sentenza del tar, spiega, implica una sua promozione a questore, con decorrenza dal 2000. "A me - conclude - premeva soprattutto che venisse ristabilita la verità e tutelata la mia professionalità".
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