Il Tirreno

Toscana

Occhiali neri, giubbino rosso e rock duro

Gabriele Rizza
Un momento del concerto di Vasco Rossi al "Franchi"
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Un momento del concerto di Vasco Rossi al "Franchi"

Vasco Rossi scatenato al "Franchi" per il primo concerto della tappa fiorentina davanti a 40.000 fan arrivati da tutta la Toscana

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FIRENZE. Occhiali neri, giubbotto rosso, berrettino in testa. È salito sul palco, senza dire una parola. Un attimo e poi via al concerto. Rock duro, con tanta batteria e chitarra. Un rock viscerale, forte, quasi violento. Un rock osannato subito dai fan, che in quarantamila sono accorsi allo stadio Artemio Franchi per assistere al primo dei due concerti (il secondo è stasera, sabato 13 giugno) della duplice tappa di Firenze del Live Kom 015 Tour che il Blasco, dopo il debutto a Bari, sta portando in giro per l’Italia.

Un concerto “monstre” per i numeri del pubblico (stadio sold out, che probabilmente sarà ripetuto anche stasera: disponibili fino al tardo pomeriggio di ieri solo pochissimi biglietti per la curva Fiesole, che potrebbero essere già andati esauriti), per il mega-palco il cui allestimento, cominciato il primo giugno, è proseguito fino a poco prima del concerto, e per la rabbia rock che Vasco Rossi ha deciso di infondere alle sue canzoni.

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Come previsto, è partito snocciolando uno dietro l’altro “Sono innocente”, “Duro incontro”, “Deviazioni” e “L’uomo più semplice”. Poi batteria, chitarre, e “Siamo soli”, seguito da “Quanti anni hai”. Il microfono giù verso il pubblico, per “rispondere” ai versi delle canzoni ad una sola voce. Per scaldare i fan che per ore hanno stazionato fuori dai cancelli del “Franchi” prima di poter prendere posizione.

Completi i posti in Tribuna Coperta e in Maratona, idem in curva Fiesole. In migliaia, invece, hanno preso possesso del prato dello stadio che non è stato protetto con gli appositi telone in quanto la Fiorentina ha deciso di rifare completamente il manto erboso prima dell’inizio del campionato di serie A 2015/2016. Una scelta risultata molto gradita ai fan che seduti sull’erba sono stati più freschi nonostante la serata all’inizio afosa, poi movimentata da qualche refola di vento.

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Il pubblico di Vasco pare aver preferito raggiungere il Franchi in treno, grazie ai convogli speciali delle Ferrovie e alle navette in arrivo alla stazione di Campo di Marte. Vietata la vendita di superalcolici, il servizio d’ordine e di assistenza allo stadio ha visto coinvolte circa 250 persone.

Complessivamente il Komandante ha cantato una trentina di canzoni, lasciando verso la fine del concerto i classici come “Sally”, “Vita spericolata” e “Alba chiara”. Un concertone da vero rocker che - ne sono certi tutti i fan - anche stasera sarà capace di crrare la giusta atmosfera.Non è esclusa la presenza di bagarini, come è accaduto ieri, che vendevano i biglietti triplicati, fino a 150-200 euro.
 

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