Il Tirreno

Toscana

I consiglieri pagati per non fare nulla ci costano caro

Mario Lancisi
Il salone del consiglio regionale
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Il salone del consiglio regionale

Oltre un milione e 700 mila euro è l'importo che la Regione si è accollata per retribuire gli uscenti, fermi dal 28 marzo

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FIRENZE. Da 13 giorni sono stati eletti i nuovi consiglieri regionali ma quelli ormai ex, in tutto 47, continuano a riscuotere lo stipendio regionale, il quale poi incide, come per ogni lavoratore, sull’indennità di fine rapporto e sul vitalizio. Più in generale è dal 28 marzo scorso che il consiglio regionale è fermo, non si tengono sedute, neppure delle commissioni. Tutto fermo. Meno che gli stipendi. Pagati senza svolgere l’ordinario lavoro. E la situazione è destinata a protrarsi nel tempo.

I vecchi consiglieri smetteranno di essere pagati il giorno antecedente il primo consiglio della XV legislatura regionale, previsto a fine mese, tra il 23 e il 26 giugno. Fate due conti: tre mesi, grosso modo 1 milione e 700 mila euro sborsati a consiglieri già ex. Mentre sono stati eletti i nuovi, i quali inizieranno ad essere pagati ovviamente solo dal primo giorno della nuova legislatura.

Quella che raccontiamo è una storia di ordinario spreco del denaro pubblico. La quale, per correttezza, necessita di una premessa. I consiglieri in scadenza non hanno alcuna responsabilità. La responsabilità è di chi, come ad esempio il governo, ha fissato le elezioni al 31 maggio, prolungando così il normale periodo che intercorre tra la fine di una legislatura e l’inizio della nuova. E’ vero che di mezzo ci sono le elezioni, momento basilare in democrazia, per il nuovo consiglio.

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Ma il passaggio dalla vecchia alla nuova assemblea regionale potrebbe essere più rapido. E’ una riflessione che la politica dovrebbe fare per rendere più snelli e rapidi i rinnovi degli organi politici delle istituzioni. Così come per legge potrebbe forse essere deciso che l’indennità economica dei consiglieri cessa, o quantomeno viene ridotta, al momento della fine della legislatura.

Ciò premesso la storia del passaggio di legislatura è quasi incredibile. L’ultimo consiglio si è svolto il 28 marzo. E le commissioni? Hanno chiuso i battenti ancora prima. Come abbiamo verificato (è tutto on line, sul sito del consiglio regionale). La prima commissione, presieduta da Marco Manneschi, ha approvato le modifiche alla variazione di bilancio il 23 marzo. La commissione agricoltura (presidente Loris Rossetti) si è riunita il 12 marzo per dare il proprio parere favorevole alle norme per la protezione della fauna selvatica.La commissione sullo sviluppo economico, presieduta da Rosanna Pugnalini, invece ha tenuto l’ultima seduta il 26 marzo. E così fino alla settima commissione: lavori finiti a marzo.

Che con la fine della legislatura i consiglieri non possano più fare il loro lavoro (attività legislativa e di indirizzo del lavoro della giunta, cioè del governo regionale) è sacrosanto: se lo facessero potrebbero venire accusati di fare leggi e approvare atti che potrebbero influenzare la campagna elettorale. Ragione per cui vanno in letargo.
Ci si chiede perché questo letargo debba durare tre mesi e visto che a fine luglio solitamente i consigli vanno in ferie c’è il rischio concreto che la macchina regionale torni a pieno regime solo a settembre. Sei mesi dopo la fine della legislatura. E soprattutto ci si chiede la giustezza di pagare chi ha svolto il proprio compito e si appresta a ritornare al proprio lavoro professionale.
 

Ma c'è anche una buona notizia: risparmi su affitti e indennità

Ma ci sono anche buone notizie per le casse regionali. La riduzione da 55 a 40 consiglieri, come spiega l’assessore al personale Vittorio Bugli, produce quasi 2 milioni e mezzo di risparmi. Intanto le sedi. La Regione disdice infatti gli affitti di palazzo Vittori (346mila euro di affitto l’anno), palazzo Pucci (282mila euro) e la biblioteca di palazzo Gerini (335 mila euro).
Quasi un milione di risparmio l’anno. Al quale si aggiunge quello derivato dal fatto che per via della riduzione dei consiglieri e degli assessori le indennità scendono da 9 milioni e 337 mila euro del 2014 ai 7 milioni e 763 mila euro del 2015. Quasi un milione e mezzo di risparmio. «Non solo, anche i dipendenti da 270 diminuiranno a 240 mila», conclude Bugli.

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