Attenzione
Profughi, anche in Toscana c'è chi dice no: 180 i sindaci riluttanti
Il prefetto di Firenze accusa: "La Toscana sta facendo poco, un po' come quelli che critica". Ma tra i Comuni, da Grosseto a Forte dei Marmi, il refrain è lo stesso: "Non abbiamo alloggi per i migranti"
FIRENZE. La Toscana non è il Veneto né la Liguria. E non è neppure la Lombardia. Non ha governatori sulle barricate. Non ha i Maroni pronti a punire i sindaci discoli, quelli che d’ora in poi si macchieranno dell’onta peggiore, secondo il presidente lumbard, la solidarietà. Eppure non è un caso che la prefettura di Firenze abbia deciso di bypassarli, i sindaci, varando un bando che dà la caccia a maxi strutture da 100-150 posti. E non è un caso neppure che un’altra chiamata pubblica a «soggetti diversi dalle istituzioni» l’abbia lanciata cinque giorni fa il prefetto Attilio Visconti con un bando che punta a scovare 300 nuovi posti in provincia di Pisa.
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Il motivo è semplice: in quella che si annuncia come la fase più incandescente dell’emergenza umanitaria, i Comuni della Toscana stanno mostrando una cinica freddezza. Per ora – dicono dall’ufficio immigrazione della Regione – solo poco più di un terzo di loro ospita migranti sul proprio territorio». Dei 278 sindaci almeno 180 sono i “riluttanti”. Non hanno mai messo a disposizione piccole strutture. Nicchiano, recalcitrano, a volte offrendo improbabili e comiche soluzioni.
Così a Pisa, ad esempio, continuano a sottrarsi 14 Comuni su 37: Montecatini Val di Cecina, Lajatico, Santa Luce, Castelnuovo Val di Cecina e San Miniato. Altro che virtù civiche. Stessa ritrosia la sta riscontrando anche Luigi Varratta, prefetto fiorentino a cui spetta il coordinamento delle operazioni in regione. Nelle prossime ore lancerà una «manifestazione di interesse» per trovare «capannoni, palestre e palazzetti dello sport». L’idea è «di tenerli in stand by, pronti per nuove ondate di arrivi – dice – Una misura inevitabile, perché in troppi non stanno rispondendo».
La Toscana ora ospita circa 4.000 persone, il 5% del totale nazionale. «Per le prossime due o tre settimane sappiamo di dover fronteggiare 850 nuovi arrivi», dice Varratta, «facendo le proporzioni, ce ne toccherebbero 25 mila». Un’enormità. «Esagerazioni – dice il prefetto che coordina le operazioni in regione - Certo sarebbe moltissimo anche 5.000. Ma voglio ricordare agli amministratori che si lamentano che la Toscana, come le regioni del Nord, sta accogliendo poco, dovrebbe fare di più. Tutto il carico se lo sta sobbarcando il Sud».
Vallo a dire ai comuni turistici, tipo quelli della Versilia. «Per ora reggiamo, soprattutto grazie all’entroterra – dice il prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro – ma aspetto al varco i nuovi eletti di Pietrasanta e Viareggio, anche da loro mi aspetto un contributo». E da Forte dei Marmi? «Sorvoliamo…», risponde Cagliostro, che non glissa a caso. Il sindaco della cittadina rivierasca frequentata da magnati russi e vip, una di quelle in cui la Lega ha fatto boom con il 30%, nei giorni scorsi aveva messo sul piatto una dimora per le ferie che il Comune possiede all’Abetone.
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«Purtroppo abbiamo verificato – mette le mani avanti Umberto Buratti – l’associazione che la gestisce ha già prenotazioni per i mesi estivi. E noi non abbiamo strutture di proprietà sul territorio». Non solo. «I cittadini mi dicono: “Sindaco abbiamo già tanti senegalesi sulle spiagge, c’è la stagione da affrontare”», disse due settimane fa. «Se un ruolo maggiore per la Regione per noi significa solo cambiare interlocutore allora dico “no, grazie” - dice Alessandro Del Dotto, sindaco renziano di Camaiore - Del problema deve farsi carico lo Stato. I Comuni non hanno immobili, forse è giunto il momento di pensare alle caserme».
«C’è in corso uno scarica barile e di rimbalzo in rimbalzo finisce per lasciare la patata bollente in mano a noi – dice Emilio Bonifazi da Grosseto – Io sono sulla linea della Serracchiani. Alla provincia di Grosseto va il 6% dell’accoglienza, non possiamo dare di più. Né il Comune né la Provincia hanno strutture di proprietà idonee. E anche se ce le avessero non le metterebbero a disposizione. Si rischia di innescare scontri sociali».
La suddivisione per quote stabilita sulla base della popolazione non piace molto. Il 5 Stelle Filippo Nogarin la giudica fredda aritmetica: «Lo ribadisco, Massa Carrara, la nostra città e Piombino vivono una crisi profonda. Probabilmente ci sono altre zone più attrezzate. Ma io non dico noi ai migranti. La mossa di Maroni non solo è pura propaganda, ma è immorale».
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