Il Tirreno

Toscana

Paolo Brosio: a Medjugorje ci sono fedeli, non fanatici

Paolo Brosio con Claudia Koll a Medjugorje
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Paolo Brosio con Claudia Koll a Medjugorje

L'ex giornalista replica a Papa Francesco sulla polemica scoppiata sul culto mariano. Dalla Toscana migliaia di pellegrini ogni anno in cerca della parola di Dio "non di veggenti o falsi profeti"

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"Ho visto guarire la gente dai tumori, ma non sono un fanatico. Credo e come me tanti, ma non ho bisogno di veggenti".  Sono piene di calore le parole di Paolo Brosio. Le pronuncia come se Papa Francesco fosse lì, davanti a lui, a pochi centimetri, la stessa distanza dell'incontro del 9 aprile 2015.  Difende Medjugorje, il luogo della fede e della conversione. Dove la gente arriva in cerca della Madonna, "non dei falsi profeti" e torna via con un "rosario in tasca dal quale non si separerà mai più".

VIDEO: COSI' PAPA FRANCESCO SUI FALSI VEGGENTI

NON CERCHIAMO VEGGENTI

Con il suo "amato Papa", Paolo Brosio non vuole entrare in polemica. Anche perché nell'omelia pronunciata durante la messa di qualche giorno fa a S. Marta a Roma, Francesco non ha "mai pronunciato (né offeso) il culto di Medjugorje".  Ha messo in discussione l'identità cristiana di chi va in cerca dei veggenti nei luoghi della fede e tutti hanno voluto vedere in queste parole un riferimento a Medjugorje. Ma questa ricerca di simboli che vengono scambiati per fede può avvenire ovunque, anche a Lourdes", sottolinea Brosio.

OGNI ANNO MIGLIAIA DI PELLEGRINI DALLA TOSCANA

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Di quel luogo di fede ne parla con cognizione di causa. Perché dal 2009 - dal 12 maggio 2009 - con l'associazione Le Olimpiadi del cuore (www.olimpiadidelcuore.it tel. 0584/752757) - porta decine di migliaia di pellegrini a Medjugorje. Li fa partire da Roma, Napoli, ma soprattutto Firenze, Pisa, dalla Versilia dove l'associazione no profit ha sede. Lui la presiede, ma Elena, la vicepresidente di Livorno la gestisce in modo operativo. Se uno crede ai segni, non può essere un solo un caso che abiti con il marito e i due figli "tifosi del Livorno calcio" sotto il santuario della Madonna di Montenero, a Livorno. Una sorta di circolo perfetto del culto mariano. "Sono milioni i pellegrini che a Medjugorje arrivano in cerca della fede e non di falsi profeti. Per questo mi sono permesso di scrivere al Papa una lettera nella quale spiego la differenza fra chi crede e chi ha bisogno di simboli per credere".

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  • LA LETTERA INTEGRALE DI BROSIO AL PAPA

Caro Papa Francesco, probabilmente è vero, c’è chi va a Medjugorje anche per curiosità, per vedere il sole girare come una trottola, per vedere se riesce a scoprire i segreti che custodiscono i veggenti, per assistere o ricevere un miracolo ma, ti garantisco per esserci andato tante e tante volte, che ho visto con i miei occhi gente guarire da tumori, cecità e infermità gravissime come la SLA e la sclerosi multipla nell’ora dell’apparizione o durante la Santa Messa o durante l’Adorazione senza che ci fosse un veggente vicino. Ho visto anche malati guarire nel corso dell’apparizione con il veggente presente. Ho visto inoltre migliaia di persone andare là, camminare sulla collina del Podbrdo e piangere ininterrottamente cambiando vita per sempre e tornando a casa con il Santo Rosario in tasca per non abbandonarlo mai più. Non solo, ma nel pellegrinaggio di ritorno, quello più difficile, hanno riscoperto il valore della parrocchia del paese dove abitano e soprattutto gli affetti della famiglia. Famiglia e parrocchia, proprio le cose che tu vai dicendo dal 13 marzo 2013.

GRANDE FUCINA DI CONVERSIONI

La Madonna in quei messaggi tanto contestati va dicendo le stesse cose che tu stai sostenendo ogni giorno da Santa Marta. Medjugorje non è curiosità per il futuro o miracolismo o novità per essere alla moda, Medjugorje è la più grande fucina di conversioni del mondo. Tu hai ragione a lanciare l’allarme: non siate curiosi per il futuro, non aspettate a credere dopo aver letto il messaggio. Non si può vivere solo di questo. E’ vero, questa non è identità cristiana ma se qualcuno ti ha detto queste cose riguardo a Medjugorje, ti ha mentito, ti ha detto una bugia per gettare discredito su un luogo di culto dove al primo posto ci sono confessione e Santa Messa, Rosario e digiuno. Al centro delle catechesi dei francescani c’è la Parola di Dio, la Preghiera del Cuore che ho imparato a meditare con il Messalino ed un piccolo Vangelo che, come dici sempre tu, non deve mai mancare nello zainetto dei pellegrinaggio e nelle nostre tasche quando siamo in città.

IL PERICOLO A MEDJUGORJE

Però c’è ora un pericolo a Medjugorje ma non è colpa né dei veggenti né dei frati. Questo luogo sta per esplodere poiché milioni di persone attirate da questa grande sorgente di spiritualità e provenienti da tutti i paesi del mondo arrivano con ogni mezzo con diverse e variegate organizzazioni di pellegrinaggi e spesso non hanno né una guida laica che abbia un’adeguata preparazione né, peggio ancora, una guida pastorale.
Infatti i sacerdoti sono sempre più restii e difficilmente rintracciabili ad accompagnare i pellegrini. I frati francescani della provincia di Mostar fanno veramente gli straordinari per cercare di offrire una guida pastorale adeguata ma sono in tutto solo undici e spesso a Medjugorje da marzo a dicembre due milioni di pellegrini affollano un piccolo paese di quattromila abitanti. Le cabine dei confessionali sono una quarantina e per confessarsi e ricevere l'assoluzione spesso ci vogliono tante ore di coda e il rischio è quello di saltare la Messa o non conoscere e non riuscire a realizzare il programma del pellegrinaggio. I sacerdoti vengono letteralmente placcati dai pellegrini disorientati ma spesso sono costretti a stare troppe ore a confessare tutti e così non riescono a guidare il loro gruppo.

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LA LATITANZA DEI VESCOVI

E il vescovo di Mostar? Sua Eccellenza Monsignor Ratko Peric, come il suo predecessore Pavao Zanic, sono rimasti latitanti per 34 anni e addirittura hanno ostacolato tutto quello che riguarda Medjugorje, i frati, i veggenti e, quello che è più grave, hanno ignorato il loro compito pastorale nei confronti dei pellegrini: mai una messa, mai una catechesi, mai confessioni, mai una parola di benvenuto.
I frati minori si sono fatti in quattro per garantire l’assistenza spirituale ma quando milioni di pellegrini si abbattono come una fiumana inarrestabile in un piccolo paese, inevitabilmente il gregge nei periodi di massimo affollamento rischia di disperdersi e può anche succedere che qualcuno abbia curiosità di sapere o desiderio di novità che lo allontana dalla Parola di Dio. Medjugorje rischia di essere penalizzata senza un minimo di riconoscimento da parte del Vaticano e il continuo contrasto e la denigrazione quotidiana di una parte della Chiesa in Italia e nel mondo scoraggia i sacerdoti ad accompagnare i pellegrini. Chi va a pregare là, quando torna in Italia, viene preso per fanatico. Ma non è così.

NON SIAMO FANATICI

Non siamo fanatici. La maggior parte dei pellegrini che rientra da Medjugorje è colma di entusiasmo per la Fede ma necessita di una guida pastorale che sia misericordiosa e paziente. Io invece vedo oggi in Italia un vento di razionalismo ce si è abbattuto con forza su una parte della Chiesa e dei pastori e mi chiedo: che cosa si insegna nelle facoltà teologiche? Medjugorje ci insegna che per amare Gesù nel migliore dei modi bisogna farlo attraverso la pedagogia e gli insegnamenti di Maria.

Noi tutti abbiamo il desiderio di trasmettere questo entusiasmo alla nostra famiglia e alla nostra parrocchia però spesso troviamo sguardi stupiti ed increduli.

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IN ITALIA SPESSO UNA FEDE STANCA

Spesso ritroviamo in Italia una Fede stanca e poca voglia di accontentare questo entusiasmo. Solo grazie a te, Papa Francesco, si sta muovendo qualcosa e per grazia di Dio i tuoi appelli hanno rinnovato la gioia per la Fede, una gioia che avevo visto solo a Medjugorje e che ora ha bisogno di avere una sua autonomia, un potenziamento dei francescani e finalmente un vescovo che si dedichi alle necessità di questo santuario.
Medjugorje  e la Madonna hanno bisogno di un attestato di fiducia da parte della Chiesa di cui la Madonna è Madre come ha voluto suo Figlio. Non c’è bisogno di dimostrare che esista il sovrannaturale, sarebbe solo una probatio diabolica. Per il popolo di Dio sarebbe sufficiente dire che è “Luogo di culto e di preghiera riconosciuto da Papa Francesco e quindi da tutta la Santa Chiesa”.

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