Sicurezza
Corrado, la voce amica degli italiani
Una lunga carriera iniziata nel '44. Poi Il colpo di fulmine con Berlusconi
(Dal Tirreno del 9 giugno del 1999)
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ROMA. Bonario e sornione, rassicurante nella sua ostentata normalità, Corrado è stato per oltre 50 anni un amico degli italiani prima dalla radio e poi dalla televisione. Con la sua voce inconfondibile, il fare ironico ma mai sprezzante, con la simpatia affettuosa, Corrado ha fondato il suo successo sulla familiarità, dote comunicativa naturale, diventando una persona «di casa».
Era nato a Roma il 2 agosto 1924 e può a buon diritto essere considerato, insieme a pochissimi altri, tra cui Mike Bongiorno, un «coetaneo» della tv. Alla radio, dove era entrato giovanissimo nel '44, rinunciando da subito al cognome Mantoni (il fratello Riccardo era già noto), gli capitò di annunciare due eventi storici: la fine della seconda guerra mondiale e la fine della Monarchia. Nell'immediato dopoguerra, chiamato a condurre le trasmissioni per le Forze Armate («Radio Naja») divenne la «voce amica» dei militari, inventando una nuova maniera di fare radio, coinvolgente e confidenziale. Con lui per la prima volta gli ascoltatori si sentivano protagonisti e non pubblico. Una formula che ha fatto la sua fortuna per tutta la lunga carriera, anticipando di anni una tendenza che si sarebbe poi consolidata in altre reti e in altri programmi.
Trasmissione simbolo fu «La corrida», culto della radio degli anni '60, esportata poi in tv nell'86. Corrado nel 1949 fu chiamato a realizzare le prime prove sperimentali per le trasmissioni tv, anche se poi tornò volentieri alla radio in cui fu popolarissimo con programmi come «Rosso e nero», «Tre per uno», «Corrado fermo posta», «Corrado otto e mezzo» e «Sorella radio». Quest'ultimo gli era rimasto nel cuore: «andavamo in onda ogni settimana da un ospedale diverso, eravamo al fianco dei malati: un'esperienza indimenticabile», disse nel '94 festeggiando i suoi primi 50 anni di carriera. Alla tv, dopo i primi esperimenti gli dissero che era «telegenico», «ma poi però non mi chiamavano. Ci vollero apparizioni casuali e apprezzamenti dei giornali nei miei confronti perchè la situazione si sbloccasse».
Il primo grande successo televisivo fu per lui «Rosso e nero», un varietà nel quale fu affiancato, era il 1960, da Sofia Loren. Dal 1964 e per più di 10 anni, Corrado condusse le trasmissioni per gli italiani all'estero: «Un'ora per voi» (tv svizzera), «Cordialmente dall'Italia» (tv tedesca), «Appuntamento italiano» (tv belga). «L'amico del giaguaro» ('61- '64) e «Canzonissima» ('70-'71 e'71-'72: con la Carrà che balla il tuca-tuca a ombelico scoperto) lo consacrarono e infatti la stagione dopo lo chiamarono a presentare il Festival di Sanremo. Nel '76 inventò «Domenica in», il programma per tenere compagnia agli spettatori nel lungo pomeriggio festivo, ancora oggi su Raiuno. Corrado fu al timone di «Domenica in» per quattro stagioni ed è il programma cui rimase più affezionato: «E' stato - spiegò - il primo vero talk show dove la gente aveva la possibilità di esprimersi sugli argomenti più svariati».
Dopo «Fantastico 3» con Raffaella Carrà, la Rai inspiegabilmente gli propose un programma minore e così nel 1982, in tempi ancora insospettabili, passò definitivamente dalla Rai alle nascenti reti Fininvest di Silvio Berlusconi senza provocare reazioni clamorose. «Il mio - disse - è stato un distacco naturale»: forse per questo non mostrò mai grandi nostalgie per la Rai. Fu «conquistato» da Berlusconi quando andò da lui portandogli l'idea del «Pranzo è servito» e lui senza battere ciglio gliene ordinò 300 puntate. In tanti anni di carriera è riuscito nell'impresa da guinness di non farsi mai coinvolgere (se non in occasioni rarissime) dalle polemiche che sono il pane quotidiano del mondo dello spettacolo specie quello televisivo. Merito del suo carattere, del suo proverbiale distacco unito ad una grande tenacia e professionalità sul lavoro.
Anche la sua vita privata è sempre stata all'insegna della riservatezza: nel '96 dopo 23 anni di convivenza sposò in Campidoglio la compagna di sempre, Marina Donato, presente Silvio Berlusconi. Per l'ultima volta lo abbiamo visto con Mike Bongiorno e Raimondo Vianello, celebrato quest'inverno da Costanzo e Mentana nei «Tre Tenori».
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