Il dolore
"Settore strategico, basta con il Far West"
Corchia (Federalberghi): ok ai b&b, ma la nuova giunta regionale deve combattere l'abusivismo
«Noi non siamo assolutamente contrari alle nuove forme di ricettività, e questo perché è lo stesso mercato che lo richiede. Vogliamo soltanto che chi opera nel mondo del turismo, a tutti i livelli, debba seguire le stesse, identiche regole».
È molto articolato il commento di Paolo Corchia, presidente toscano di Federalberghi, sul boom dei Bed and breakfast di cui parliamo in queste pagine: nessuna pregiudiziale, ma una richiesta secca alla nuova giunta regionale appena eletta affinché, finalmente, si facciano controlli più accurati, non solo sul rispetto della normativa, ma anche su un sempre più diffuso abusivismo».
In realtà, la vostra categoria nella sua totalità, quindi non solo Federalberghi, si è opposta alla riforma della legge che regola il settore perché prevedeva un’espansione proprio di queste nuove forme di ricettività.
«La sua domanda mi fornisce l’occasione per spiegare meglio la nostra posizione. Quella legge, che doveva essere varata nei mesi scorsi e per la quale abbiamo chiesto il rinvio alla nuova legislatura che nel frattempo è arrivata, non dava sufficienti garanzie proprio per l’abusivismo che è poi il fenomeno che ci spaventà veramente. Vista la riconferma convinta del governo politico regionale da parte degli elettori, chiediamo quindi che il centrosinistra sostenga i suoi valori anche nel campo del turismo: in sostanza, più tutele per le imprese ed ovviamente anche per coloro che vi lavorano».
Regolamentazione e abusivismo: costa sta accadendo in Toscana secondo voi con i Bed and breakfast?
«Le regole, come dicevo, devono essere identiche per tutti, ad esempio nel campo della sicurezza, dell’igiene,della tassazione, dei contratti di lavoro. Di fatto, il settore dei B&B non è affatto regolamentato. Un esempio? Nel Lazio e nel Veneto chi gestisce una struttura del genere deve averci la residenza, aspetto che a quel che ci risulta, viene fatto rispettare. In Toscana si viaggia invece tra residenze fittizie e, appunto, mancanza di controlli».
Quindi nessuna opposizione di principio a strutture che stanno diventando così popolari?
«Noi non vogliamo altro rispetto a quanto ho detto, per carità. Come dicevo, se il mercato lo richiede non possiamo che adeguarci. Vorrei soltanto che non accadesse come per gli agriturismi che, come ormai in molti hanno notato, di “agri” hanno veramente sempre meno». (s.b.)
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