Il Tirreno

Toscana

Regione, soldi anti-noia per far lavorare i migranti

di Ilaria Bonuccelli
Immigrati in un centro di accoglienza della Toscana
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Immigrati in un centro di accoglienza della Toscana

Centomila euro per permettere ai profughi di svolgere attività utili: dopo gli appelli degli immigrati ecco uno stanziamento per permettere di farli lavorare volontariamente 

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Non potranno più dire che si annoiano. Che sono costretti a passare il tempo a bordo piscina con l’iPad in mano. I migranti in Toscana potranno lavorare. In cambio di vitto e alloggio saranno impiegati in attività socialmente utili. Non percepiranno salario. La loro sarà un’attività di volontariato, ma alla Regione costerà lo stesso centomila euro in sei mesi di assicurazione e spese per eventuali attrezzi del mestiere.

Lavoro anti-noia. Il progetto è stato approvato di fresco. Porta la data del 25 maggio. La giunta Rossi l’ha votato alla vigilia delle elezioni per «restituire dignità» ai migranti in attesa dello stato di rifugiato. Una risposta anche a una delle prime lamentele degli immigrati, accolti nelle strutture, soprattutto sulla costa, nelle scorse settimane: la noia, appunto. Troppo tempo a disposizione e nulla da fare. Ora non potranno più dirlo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11554524:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/06/04/news/un-modo-per-sentirsi-utili-e-ringraziare-chi-li-accoglie-1.11554524]]Attività per 1000 migranti. L’iniziativa è presto sintetizzata: su circa 2.000 migranti che, si prevede, si fermeranno in Toscana entro fine anno, circa la metà potranno partecipare «ad attività di volontariato, senza fini di lucro, finalizzate a favorire un ruolo attivo e partecipe all’interno della comunità nella quale sono accolti e a realizzare uno scopo sociale o di pubblico interesse». Magari potranno tingeggiare le panchine pubbliche o svuotare i cestini o rastrellare le foglie secche. Così recita la delibera presentata dal presidente Enrico Rossi e dalla vicepresidente Stefania Saccardi. Di fatto, quindi, a un migliaio di migranti sarà consentito di impegnarsi in attività di pubblica utilità in contesti di carattere «civile, sociale, educativo, ambientale, sportivo e culturale».

Flusso continuo dal 2011. Considerato lo situazione particolare dei migranti, l’attività deve essere regolamentata e monitorata con attenzione. Anche perché il fenomeno della migrazione non è destinato a estinguersi in tempi brevi. Anzi. La Toscana ricorda che «sin dall’emergenza Nord-Africa del 2011 abbiamo sperimentato un modello di accoglienza diffusa sul nostro territorio, caratterizzato da moduli di piccole dimensioni (niente tendopoli, quindi) alla cui attuazione hanno attivamente concorso soggetti pubblici e del privato sociale». Poi a partire dai primi mesi del 2014 si sono intensificati «flussi migratori di cittadini stranieri provenienti dai paesi del nord e centro Africa, nonché dai paesi del Mediterraneo».

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Accordi con prefettura e Comuni. Così la Regione ha deciso di sottoscrivere un protocollo con la Prefettura di Firenze che ha il compito di coordinare in Toscana le politiche di accoglienza, Anci (l’Associazione dei Comuni), associazioni di volontariato, di promozione sociale, cooperative sociali e gestori delle strutture di accoglienza. Ai Comuni che aderiscono all’iniziativa, la Regione riconoscerà un contributo massimo di 100 euro a migrante coinvolto nei progetti di «inserimento, a copertura delle spese assicurative per la responsabilità civile verso terzi e contro gli infortuni, per eventuali strumenti, attrezzature e dispositivi di protezione individuale per l’esercizio delle attività, nonché per l’eventuale partecipazione ad attività di orientamento e formazione necessarie alle attività di inserimento».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11491739:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/05/25/news/profughi-in-toscana-noi-annoiati-con-tablet-e-cuffie-a-bordo-piscina-1.11491739]]Con il lavoro, più sicurezza. Cento euro per massimo 1000 migranti, quindi, fino a dicembre fanno 100mila euro necessari per «favorire l’accoglienza, prevenire e contrastare fenomeni di esclusione sociale e di emarginazione». Del resto, anche la legge regionale sull’accoglienza degli stranieri in Toscana «afferma il primato della persona e il riconoscimento dei suoi diritti inviolabili e il rafforzamento della società toscana come comunità plurale e coesa». Inoltre i processi di integrazione contribuiscono anche «al miglioramento generale delle condizioni della sicurezza pubblica».

Solo migranti “volontari”. La Regione, però, non può (e non vuole) imporre l’attività di volontariato ai migranti. Quindi saranno coinvolti nei progetti di inserimento, stranieri che «abbiano richiesto l’adesione volontaria a un’associazione o organizzazione di volontariato o promozione sociale che ha sottoscritto il protocollo». Inoltre lo straniero deve aver presentato istanza per il «riconoscimento della protezione internazionale (status di rifugiato)» .

Lavoro dalle 7 alle 19. Il lavoro sarà “regolamentato”: le associazioni potranno impiegare i migranti solo fra le 7 e le 19 e dovranno affiancare agli stranieri un referente che «coordini i volontari nelle attività previste, nonché curi la verifica costante delle attività e la predisposizione di report periodici». Alle prefetture, invece, il compito di fornire informazioni sui posti disponibili attraverso “mediatori culturali” che parlino le varie lingue. A gestire tutto, comunque, sarà la Prefettura di Firenze attraverso il “tavolo di coordinamento regionale per la governance del fenomeno immigratorio”. Per le polemiche, invece, nessuno si è ancora attrezzato.

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