Il dolore
La Toscana ha scelto: Rossi confermato governatore
Il governatore centra il 48%. Borghi (Lega Nord e FdI) al 20%. Il grillino Giannarelli al 15%. Male Forza Italia: si dimette il coordinatore Parisi. Crollo dell'affluenza: sotto al 50%.
FIRENZE. La Toscana ancora ad Enrico Rossi. Exploit della Lega, che diventa il secondo partito. Regge il Movimento 5 Stelle. Crolla Forza Italia. Sono questi i temi principali della tornata elettorale, segnata anche dal forte astensionismo: sono andati a votare meno della metà degli aventi diritto (48,24%).
Quel segnale forte lanciato dalla Costa a Rossi di Massimo Braglia
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ROSSI BIS, BORGHI AL 20%
Emrico Rossi supera il 48% e si conferma presidente al primo turno, senza dover ricorrere al ballottaggio previsto dalla nuova legge elettorale toscana. L'economista milanese Claudio Borghi (Lega-Fdi) balza al 20,2%, mentre Giacomo Giannarelli per i Cinquestelle si ferma al 15,05%. Stefano Mugnai di Forza Italia non supera il 9% e Tommaso Fattori di Sì Toscana a sinistra supera di poco il 6%.
Non ce la fanno invece a raggiungere il quorum Giovanni Lamioni di Passione per la Toscana Ncd-Udc (1,2%) e Gabriele Chiurli di Democrazia Diretta (0,3%).
- I DATI DEFINITIVI IN TOSCANA
- LE PREFERENZE NELLE CIRCOSCRIZIONI
- LA GEOGRAFIA DEL VOTO: ECCO DOVE SONO FORTI I PARTITI
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ROSSI: LA VITTORIA AI RAGGI X
Rossi (Il profilo) esce dalle urne con il 48% un risultato che gli consentirà di governare con tranquillità e che soprattutto lo mette al primo posto tra i governatori eletti in questa tornata elettorale. A premiare il confermato presidente è soprattutto la città di Firenze dove Rossi è stato votato da oltre il 54% mentre la parte degli scontenti tocca ai pratesi dove il presidente uscente ha raccolto poco meno del 44%, ai lucchesi e ai massesi. A penalizzare Rossi, a Prato, pare evidente, sia stata la scelta della realizzazione della nuova pista, alcune scelte in campo sanitario (dopo la costruzione del nuovo ospedale) poco digerite e probabilmente una politica sui rapporti con la numerosa comunità cinese che non è piaciuta a tutti come invece dimostrerebbe l’ottimo risultato di Borghi che nella città tessile ha ottenuto il 24 per cento dei voti.
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Un risultato buono anche nelle altre città toscane dal momento che il candidato di Fratelli d’Italia e Lega Nord ha battuto tutti gli altri concorrenti con circa il 20%. Prestazione non ottima per il Movimento 5 stelle che ha invece attecchito a Massa e Carrara (quasi al 20%) e e a Livorno e Pisa (con risultati leggermente migliori rispetto alla media).
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Rossi ha parlato per la Toscana di un "risultato importante in un quadro politico nuovo". La destra, ha aggiunto il presidente della Toscana, "vira verso l'egemonia della Lega, ma non raggiunge risultati come furono quelli della mia competitrice di cinque anni fa, pari al 34-35%.
Esce comunque ridimensionata, con Forza Italia che ha fatto flop". Quanto alla crescita dell'astensione, anche in Toscana, Rossi ha evidenziato la necessità di un "riallineamento delle tornate elettorali" e ha sottolineato come abbia pesato il fatto che questo fosse "il primo lungo ponte per le vacanze". Rossi ha confermato che la giunta regionale sarà composta da 8 assessori.
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LA GIORNATA ELETTORALE
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Il voto del premier. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha votato domenica 1 giugno alla sezione numero 3 alla scuola De Amicis a Pontassieve (Firenze). Accompagnato dalla moglie Agnese, Renzi è arrivato intorno a mezzogiorno e dopo aver salutato tutti gli scrutatori e il presidente del seggio, ha presentato il documento e la scheda elettorale e subito dopo l'ha depositata nell'urna.
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Un caso a Firenze: due schede fuori dal seggio. Problemi nelle sei sezioni della scuola Kassel, in via Svizzera a Firenze, dove stamani due schede, siglate ma non timbrate, sono state trovate nel giardino, vicino alla cancellata esterna. Le operazioni di voto partite regolarmente alle 7 sono state interrotte poco dopo, per circa 45 minuti, quando si sono presentati i funzionari della Digos chiedendo a tutti i presidenti di controllare il numero delle schede e se tutto era regolare. Nessun segno di effrazione era stato trovato nelle sei sezioni e, in un primo momento, i presidenti hanno confermato che tutto era regolare. Gli agenti, poco dopo, sono risaliti alla sezione, sembra la 168, e uno degli scrutatori avrebbe riconosciuto la sua sigla. Mentre riprendevano le operazioni di voto il presidente stato ascoltato dai funzionari della Digos.
Le due schede, secondo quanto ricostruito, potrebbero essere cadute da una delle finestre nel pomeriggio di sabato 30, e poi fatte volare dal vento, durante le operazioni di apertura del seggio e la validazione: in entrambe c'era la sigla dello scrutatore ma ancora non era stato apposto il timbro. Il problema è che i componenti del seggio hanno confermato che tutte le schede erano state ricontate. Su quanto successo indaga la polizia.
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