Italia
#Toscana15 - I candidati ci credono poco e non investono sui social
L'analisi dell'Osservatorio della comunicazione politica: soltanto il Movimento 5 Stelle ha sfruttato al massimo le possibilità della Rete. Twitter più usato per le polemiche nazionali, Facebook per la campagna locale
La campagna elettorale che sta per concludersi ha dimostrato ancora una volta quanto poco contendibile sia il sistema politico toscano: la forza elettorale del Pd disincentiva gli altri partiti a intraprendere una vera e propria “horse race”, vista la fuga del cavallo renziano. Per la verità, gli sfidanti avrebbero potuto giocare una partita del tutto diversa, sfruttando le potenzialità dei nuovi media, Twitter e Facebook, per cercare un coinvolgimento maggiore dei cittadini elettori toscani, bypassando i media tradizionali anche loro poco interessati ad una gara vinta in partenza.
Effettivamente, tutte le organizzazioni regionali dei partiti, movimenti e delle liste che partecipano alle elezioni regionali hanno un profilo Facebook; tra queste, soltanto tre non hanno un account Twitter: Sì Toscana a Sinistra, Passione per la Toscana (Ncd-Udc) e Democrazia Diretta (sic!). L'elaborazione dei dati sull'uso di Twitter e
Facebook nel periodo compreso tra 5 e il 27 Maggio, forniti dal Cnr e da Wevo, mostra però una sostanziale “arresa” anche su questo terreno. Nonostante il Pd abbia sostanzialmente tralasciato Facebook (meno di un post al giorno per tutta la campagna) per concentrarsi sui brevi e veloci tweet (ben 6 al giorno), solo il Movimento 5 Stelle ha mostrato veramente di credere nella Rete (più di 7 tweet e 5 post al giorno), superando il Pd anche sul terreno social da esso scelto.
A destra, è soprattutto la Lega Nord a valorizzare sia Twitter che Facebook (più di 3 tweet e quasi 2 post), mentre a Sinistra, SI si è concentrata soltanto su Facebook (quasi 2 post al giorno). Se la metafora della corsa di cavalli è stata spesso utilizzata per descrivere il funzionamento della campagna elettorale nei media tradizionali, la scansione temporale dell’uso dei social nella campagna in Toscana, mostra che dietro ai cavalli di razza (Movimento 5 Stelle, e, solo su Twitter, il Pd), si intravedono lontano alcune stanche lumache.
Tra l’altro, l’attivismo sui social solo raramente è accompagnato da una reale interattività, spesso post e (soprattuto) tweet vengono totalmente ignorati. M5S è certamente di gran lunga il più "popolare" in base all'indice “buzz” (che somma i tweet "preferiti", quelli "re-tweettati" e i "reply"), seguito a distanza dalla Lega Nord e dal Pd.
Tuttavia tutti i partiti, movimenti e liste dimostrano una scarsa propensione all'interattività con gli utenti. M5S si conferma tra gli attori politici più popolare anche su questo social. Gli slogan elettorali e i messaggi registrati del candidato alla presidenza, ad esempio, rappresentano i tipi di post più apprezzati presso coloro che si informano sulla pagina Facebook di Sì Toscana a Sinistra.
Gli eventi elettorali – soprattutto gli incontri pubblici con i candidati alla presidenza – sono invece i più apprezzati e condivisi dai frequentatori delle pagine del M5S e del Pd. L’analisi del contenuto dei tweet e i post più popolari ha anche messo in evidenza differenze interessanti sul piano dell’uso dei due strumenti, mentre Twitter è stato più usato per polemiche nazionali o per appuntamenti elettorali, Facebook ha veicolato più messaggi sui temi della campagna elettorale toscana. Non sappiamo in che modo l’uso dei social possa veramente influire sulla campagna, ma certamente tra i partiti sfidanti, solamente il M5S sembra aver investito sulla rete per rendere almeno un poco più competitivo il confronto con il Pd.
(gli autori sono ricercatori dell'Osservatorio di comunicazione politica, Dipartimento scienze politiche, Università di Pisa)
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