Italia
#Toscana15, chi ha più fake tra i candidati governatori su Twitter
Tutti i candidati escono "puliti" dalla nostra analisi degli account. Neanche Rossi e Borghi, che hanno un numero di follower di tutto rispetto, hanno "gonfiato" il loro contatore di follower
Ma quanto sono corretti i sette candidati governatori su Twitter. Abbiamo analizzato i loro account a caccia di follower falsi, per verificare che nessuno abbia fatto il furbo. Risultato: nessuno ha fatto il furbo. Le nostre attenzioni si sono concentrate in particolare sui profili del presidente uscente, Enrico Rossi, e sullo sfidante sostenuto dalla Lega Nord e da Fratelli d’Italia, Claudio Borghi. I due su Twitter giocano in un altro campionato rispetto agli altri: hanno 25.000 e 22.000 follower e un’attività social con volumi importanti. Gli altri cinque (Giannarelli, Chiurli, Lamioni, Mugnai, Fattori) si muovono su numeri cento volte più piccoli, quindi anche ad occhio appariva difficile che avessero “truccato” il contatore dei follower.
Insomma, anche i sospettabili Rossi e Borghi hanno percentuali di fake assolutamente fisiologiche. Spiace averlo voluto mettere in dubbio, ma noi giornalisti siamo malfidati per natura e specie quando si tratta di campagna elettorale un controllino in più non fa certo male. I due “campioncini” regionali di Twitter hanno una componente di fake del 6,6 (Rossi) e del 5,8 (Borghi).
Ma di cosa parliamo quando diciamo “fake follower”? Di account Twitter creati da un computer, assolutamente falsi, il cui unico compito è quello di seguire l’account dell’acquirente. Sul mercato si comprano 1000 follower anche con 10-15 euro, quindi non si tratta di un grande investimento. Ma anche l’utilità della spesa è parecchio scarsa: i fake non sono audience, sono “scatole vuote” che servono all’unico scopo di gonfiare il contatore dei follower per poter dire “io ce l’ho più di te”. Di account mega farciti di fake di politici nazionali importanti si è scritto e discusso spesso in passato: dei Berlusconi, dei Grillo e dei Bersani che avevano una platea Twitter mezza vera e mezza falsa, un fenomeno a cui non è immune neanche l’account di Barack Obama. Non è questo il caso. I nostri candidati di fake ne hanno una percentuale assai più modesta: se li sono ritrovati e non li hanno comprati.
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L’altra voce riguarda gli utenti inattivi. In questo caso si tratta di account veri che poi vengono abbandonati. Perché le persone che li hanno aperti hanno perso interesse nel social network e non lo usano più. O perché, per fare un altro esempio, una stessa persona in passato si era aperto più di un account e in seguito ne ha abbandonati alcuni. Qualunque sia la ragione dell’inattività, è naturale che la percentuale aumenti all’aumentare dei follower e vari a seconda della storia complessiva dell’account: i candidati che twittano da più tempo hanno più probabilità di avere tra le proprie fila di follower un maggior numero di utenti inattivi.
L’applicazione che abbiamo usato per fare la detection dei fake follower è stata sviluppata all’interno del progetto MIB My Information Bubble del Registro.it da Stefano Cresci, Roberto Di Pietro, Angelo Spognardi, Marinella Petrocchi e Maurizio Tesconi.
Tabella: numero di follower (al 28 maggio 2015 ore 15) e percentuale di umani, inattivi e fake
| Candidato | Follower | % Umani | % Inattivi | % Fake |
| Claudio Borghi | 22.000 | 56,6 | 37,6 | 5,8 |
| Gabriele Chiurli | 164 | 75,7 | 19,3 | 5 |
| Tommaso Fattori | 788 | 76,9 | 19,2 | 3,9 |
| Giacomo Giannarelli | 760 | 83,5 | 10,7 | 5,8 |
| Gianni Lamioni | 866 | 65,8 | 30,8 | 3,4 |
| Stefano Mugnai | 228 | 87,2 | 9,1 | 3,7 |
| Enrico Rossi | 25.300 | 50,7 | 42,7 | 6,6 |
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