Il Tirreno

Toscana

CALCIO GIOVANILE

Addio vincolo, le società giovanili a rischio

di Alessandro Bientinesi
Una partita del campionato Juniores in Toscana
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Una partita del campionato Juniores in Toscana

Potrebbero saltare i premi che le società maggiori riconoscono ai vivai per la formazione dei talenti. I club: fateci vivere

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LIVORNO. Giampaolo Pazzini, Jack Bonaventura, Federico Ceccherini, Francesco Bardi ed Emanuele Rovini. Ottimi calciatori già affermati tra serie A, serie B e Lega Pro danno la misura della qualità del lavoro svolto da Margine Coperta, Pro Livorno Sorgenti e Polisportiva Palazzaccio.

Tre tra i settori giovanili più importanti della Toscana e che, in caso di conferma su scala nazionale della sentenza di Verbania, rischierebbero la chiusura. «Questa sentenza è stata fatta da un giudice di pace e, per il momento, ha validità solo sul territorio di competenza – spiega Antonio Bongiorni, direttore sportivo del Margine Coperta, legato a doppio filo all’Atalanta – le regole della Figc sono diverse ma se tale sentenza dovesse essere applicata a livello nazionale ci sarebbe uno stravolgimento tale che la federazione dovrebbe riscrivere tutte le regole valide fino ad ora».

Un danno non da poco per una società come il Margine che, negli ultimi anni, lanciando giocatori come Federico Pisani, Fausto Rossini, Iglhi Vannucchi, Biagio Pagano, Tiberio Guarente, Michele Marconi, Marco Gentili, Giampaolo Pazzini, Riccardo Montolivo e Giacomo Bonaventura ha messo insieme risorse sotto forma di premi valorizzazione in grado di mandare avanti l’attività giovanile societaria.
«Chi ci conosce sa come lavoriamo, anche in relazione al vincolo – precisa Bongiorni – questa normativa è una garanzia in grado di produrre anche risorse che noi, ovviamente, investiamo totalmente nell’attività.
Per allenatori, strutture e quanto necessario a fare un lavoro di qualità. Non obblighiamo mai nessun ragazzo, e relativa famiglia, a restare a Margine e una soluzione la troviamo sempre.


Mi auguro, per tutto il movimento, che il vincolo resti. In caso contrario si aprirebbero le porte ad un mercato nero dove le famiglie stesse potrebbero essere in balia di persone e società senza scrupoli e con vere e proprie aste sui giovani. Un danno enorme per un movimento che già adesso preferisce pagare un milione di euro per un “bidone” piuttosto che investirne poche migliaia su un giovane italiano». In ballo, comunque, ci sono cifre importanti. Secondo i parametri validi per la stagione 2014-2015, infatti, il premio preparazione per un giovane che fa il suo esordio in serie A non è mai inferiore ai 15mila euro.

Tremila in meno per la serie B. Anche dovesse giocare in Promozione, il premio è di quelli importanti: 2715 euro. Inutile dire che, altro esempio lampante, una società come la Pro Livorno Sorgenti, che in 3 anni ha avviato al professionismo ben 20 giocatori, si troverebbe in grave difficoltà. «Per una società come la nostra rinunciare al vincolo vorrebbe dire chiudere o non fare più calcio ai livelli che garantiamo adesso – spiega il direttore sportivo Marco Braccini – non è un discorso semplicemente legato ai rapporti con società professioniste, in particolare Empoli e Livorno, ma anche connesso alla prima squadra. In Eccellenza quest’anno avevamo quattordici giocatori provenienti dal settore giovanile, con un occhio sempre al bilancio. Una programmazione resa possibile anche da questa normativa, dato per buone che noi rispettiamo sempre la volontà dei ragazzi e delle famiglie».


Una garanzia in più è la firma del cosiddetto 108, documento che permette ai giocatori di svincolarsi dalla società di appartenenza a fine stagione. «Alla Polisportiva Palazzaccio ci sono stati e sono ancora in corso molti casi di giovani calciatori passati a squadre professioniste intorno ai 12-13 anni – spiega Mauro Giacco, dirigente della società di Cecina – in molti casi noi cerchiamo di avere buoni rapporti con le società, in particolare Empoli (si vedano i casi di Rovini, ora alla Spal, Santi, sempre con gli azzurri, e del classe 2002 Mirco Lipari, 45 gol nella regular season con gli esordienti ndr) e Livorno (Buselli in forza alla Primavera del Livorno direttamente da Cecina).
Alcuni accordi, anche economici, vengono sanciti al di là delle tabelle e dei tariffari proposti dalla federazione. Quel che fa la differenza – conclude Giacco – è la serietà della società che deve salvaguardare da un lato il proprio patrimonio costituito dai giovani calciatori e, dall’altro, permettere a tutti di cambiare squadra in caso di necessità».
 

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