Attenzione
Belle e inaccessibili: le spiagge negate della Toscana
Il mare è di tutti ma alla spiaggia non si riesce ad arrivare. Perché il sentiero è impervio o nascosto. O perché, come avviene a volte, è proprio sbarrato. Si tratta di soprusi a cui è necessario ribellarsi: segnalateci le spiagge inaccessibili, costruiremo la mappa del mare proibito e racconteremo la storia di quel particolare tratto di costa
Lucchetti, paletti, recinzioni: ci sono molti modi per ostacolare l'accesso al mare. A volte i sentieri scompaiono per incuria, altre volte sono nascosti o sbarrati a causa di veri e propri soprusi. Perché le sentenze dei tribunali parlano chiaro: in nessun caso la proprietà privata può impedire l'accesso al mare, se è attraversata dall'unica via possibile per raggiungere una determinata spiaggia. Un principio sancito ormai da molti anni ma che ancora oggi trova tantissimi ostacoli alla sua applicazione.
In vista dell'estate 2015, il Tirreno mette a disposizione dei lettori una mappa "partecipativa" dove è possibile segnalare i sentieri sbarrati. Compilate il modulo qui sotto con la vostra segnalazione: basta indicare il nome della spiaggia, l'indirizzo (il più preciso possibile) e il motivo dell'inaccessibilità. Racconteremo la storia della spiaggia negata e inseriremo la segnalazione dentro alla mappa.
Ma prima, ecco alcuni casi raccolti da noi:
Castiglioncello, spiaggia della Cianciafera. La spiaggia della Cianciafera a Castiglioncello a nord della scogliera di Punta Righini è raggiungibile dalla Torre sul promontorio della frazione attraverso un percorso ripido di alcune centinaia di metri che porta al mare.
Mare più volte al centro di un braccio di ferro con i proprietari del cancello che conduce alla baia, a picco sotto Villa Godilonda. Sono i proprietari di una villa vicina, ex Torre medicea, che hanno chiuso l’accesso al pubblico, sollevando le proteste dei residenti. Accesso riaperto solo di fronte a un’ordinanza del sindaco di Rosignano anche se resta una battaglia legale: i proprietari rivendicano infatti il diritto di salvaguardare la proprietà privata, mentre l’amministrazione comunale ritiene indispensabile tenere aperto il cancello che consente l’acceso alla strada per il mare. Mentre i residenti danno vita a una petizione per il diritto di usucapione.
Portoferraio, Cala dei Frati. Spiaggia storica situata nella costa degli “Argonauti” di Portoferraio. Non è dotata di un accesso da terra, in quanto i terreni che sovrastano la caletta sono tutti nelle disponibilità dei proprietari delle ville. I vecchi cittadini di Portoferraio ricordano un vecchio sentiero di accesso tramite il quale si scendeva fino alla spiaggia. Cala dei Frati è stata per anni al centro delle battaglie degli ambientalisti che hanno chiesto – fino ad oggi invano – una soluzione per ridare un accesso alla caletta. Nel 2014 il vice prefetto ha organizzato un incontro tra l’amministrazione comunale, Legambiente e i proprietari. Ma, dopo mesi, non è accaduto niente.
Procchio, Lamaia e Porticciolo. E’ il luglio del 2012. La sindaca di Marciana Anna Bulgaresi decide di rompere con delle tronchesi il lucchetto, sistemato dai proprietari di una villa, che chiude il passaggio lungo il sentiero numero 45 della Guardiola di Procchio, che porta fino alle spiagge della Lamaia e del Porticciolo. Il viottolo è da sempre utilizzato dai cittadini marcianesi ma, secondo i proprietari della villa, è privato. A distanza di tre anni il Tar ha dato ragione alla sindaca che è diventata un esempio da seguire per le associazioni ambientaliste.
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