Il Tirreno

Toscana

Bonus pensioni, fino a 833 euro di arretrati

di Giovanna Mezzana
Bonus pensioni, fino a 833 euro di arretrati

“Una tantum” ad agosto, poi scatti a settembre e gennaio. Abbiamo fatto i conti in tasca ai pensionati interessati ai rimborsi: ecco le cifre

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Il 1° agosto circa 255.000 pensionati toscani riceveranno un rimborso: è il “risarcimento” per le somme perse mensilmente per effetto della “norma Fornero” che bloccò l’adeguamento ai costi della vita delle pensioni oltre 1.405,05 euro lordi nel 2012 e oltre 1.441,56 euro lordi nel 2013, e che ha prodotto ripercussioni sugli assegni previdenziali anche nel 2014 e nel 2015. Non si tratta dell’intero importo perduto: per ridare tutto a tutti il Governo avrebbe dovuto trovare 18 miliardi di euro, cifra giudicata insostenibile per le casse pubbliche. Un decreto pensioni, approvato lunedì dal consiglio dei ministri, ha stabilito i criteri della restituzione: quanto e a chi. Si va per fasce. Tale decreto fissa anche di quanto aumenteranno le pensioni – per effetto della rivalutazione – da settembre, e poi, un po’ più generosamente, dal 1° gennaio 2016. La restituzione non riguarda chi ha un assegno mensile sotto 1.443 euro lordi perché fino a questa soglia l’indicizzazione era stata garantita; né riguarda chi ha una pensione al di sopra di 2.886 euro lordi perché il decreto ha fermato a questo limite il riconoscimento del rimborso.

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IL BONUS DI AGOSTO. Con le pensioni in pagamento il 1° agosto arriverà il rimborso che includerà gli arretrati per il 2012 e il 2013 e, presumibilmente, anche quelli relativi agli effetti sul 2014 e sui primi sette mesi 2015 della mancata rivalutazione dei due anni precedenti. Quanti denari vengono restituiti? Dipende dalla fascia in cui si rientra e le cifre le ha calcolate tutte Il Sole 24 ore di giovedì 21 maggio: si tratta di rimborsi che si muovono tra un minimo di 267 euro lordi e un massimo di 833 euro lordi. Per pensioni da 1.443 a 1.924 euro lordi la rivalutazione 2012/2013 sarà al 40%: significa, interpretano i patronati prima di avere in mano il decreto, che se mi spettava 100 avrò 40: ad esempio, per un mensile da 1.600 euro lordi il rimborso sarà di 701 euro lordi. Per assegni mensili da 1.924 a 2.405 euro lordi la rivalutazione sarà limitata al 20% (perdo l’80%): ad esempio, per una pensione lorda da 2.150 euro il rimborso sarà di 470 euro lordi. Da 2.405 a 2.886 euro lordi la rivalutazione si ferma al 10% (perdo il 90%): ad esempio, per 2.700 euro lordi ci sarà un bonus da 295 euro lordi. Il pagamento del 1° agosto sarà in effetti più alto di una manciata di euro (davvero pochi spiccioli) rispetto alle cifre dei rimborsi che abbiamo appena fornito. Perché? Perché vengono in parte restituiti anche i soldi che abbiamo perso nel 2014 e nel 2015 per il mancato “aggiornamento” delle pensioni del 2012 e del 2013, quando il blocco era in vigore: uno stop all’indicizzazione ha sempre un effetto-domino sugli anni successivi. Si tratta di pochi spiccioli: le rivalutazioni 2014/2015 sono limitate al 20% per tutte le fasce.

LE TASSE AL 23%. Tutti gli importi calcolati sono al lordo. Come si fa a sapere quanto in effetti intascheremo? I rimborsi sono in genere soggetti alla cosiddetta tassazione separata (che non fa cumulo con il reddito complessivo annuo, per avvantaggiare il contribuente): secondo i patronati, è presumibile che anche a questi rimborsi venga applicata un’aliquota del 23%, che è quella della “tassazione separata”.

LO SCATTO DI SETTEMBRE. Dopo l’estate le pensioni verranno rivalutate e cominceranno i rimborsi degli ultimi quattro mesi del 2015, sempre tenendo conto delle tre fasce. Nel 2014-2015 la rivalutazione riconosciuta per le pensioni ibernate nei due anni precedenti sarà: dell’8% per la prima fascia (da 1.443 a 1.924 euro lordi), del 4% per la seconda, del 2% per la terza.

LO SCATTO DI GENNAIO. Anche nel 2016 continueremo a portarci dietro l’indicizzazione persa nel 2014/2015. Dal 1° gennaio 2016, però, la rivalutazione riconosciuta sarà un po’ più generosa e si sommerà a quella prevista per il 2013: sarà il 20% per la prima fascia (quella che va da 1.443 a 1.924 euro lordi), il 10% per la seconda fascia (tra 1.924 a 2.405 euro lordi), il 5% per la terza fascia (da 2.405 a 2.886 euro lordi).

****

GLI ARRETRATI 
Assegno lordo mensile 2011Cifra lorda in pagamento
ad agosto (maturata nel 2012-13)
1.450635,8
1.500657,7
1.550679,7
1.600701,6
1.650723,5
1.700745,4
1.750767,3
1.800789,3
1.850811,2
1.900833,1
1.950426,7
2.000437,6
2.050448,6
2.100459,5
2.150470,5
2.200481,4
2.250492,3
2.300503,3
2.350514,2
2.400525,2
2.450267,8
2.500273,3
2.550278,7
2.600284,2
2.650289,7
2.700295,1
2.750300,6
2.800306,1
2.850311,5
2.9000

GLI SCATTI
Dal 1° settembre
Si aggiunge una nuova re-indicizzazione: dell'8%, del 4%, del 2% a seconda della fascia. L'aumento sarà permanente.

Dal 1° gennaio 2016 la rivalutazione sarà:
Al 20 % per la prima fascia (quella tra 1.443 e 1.924 euro lordi)
Al 10% per la seconda fascia (tra i 1.924 e 2.405 euro lordi)
Al 5% per la terza fascia (tra 2.405 e 2.886 euro lordi)

Tutto questo in aggiunta alla rivalutazione 2013

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