Il Tirreno

Toscana

Scomparsa nell'Aretino: riesame, il frate è pericoloso e simulatore

Padre Gratien Alabi, ancora in carcere
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Padre Gratien Alabi, ancora in carcere

Per i giudici padre Gratien  ha tendenza ad avvicinare donne sprovvedute

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AREZZO. Un uomo dall'indole fredda e priva di remore morali, un soggetto pericoloso e pronto a commettere un atroce delitto. Emergono nuovi dettagli circa la personalità del frate congolese Padre Gratien tracciata dal Tribunale del Riesame di Firenze nelle motivazioni del dispositivo che ha lasciato il religioso dietro le sbarre del carcere di Arezzo. L'accusa per lui quella di omicidio volontario e soppressione di cadavere di Guerrina Piscaglia, scomparsa un anno fa da Ca Raffaello frazione del comune di Badia Tedalda nella montagna aretina.

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Per il Riesame "Gratien Alabi non avrebbe avuto remore a commettere un atroce delitto". La sua è descritta come un'indole fredda e priva di remore morali "che ne fa un soggetto pericolosissimo, con tendenza ad avvicinare donne sprovvedute". Il Riesame avrebbe poi descritto Gratien come "persona abituata alla più disinvolta simulazione" in virtù della sua doppia vita di sacerdote, frequentatore di prostitute e amante di donne. E ancora, Gratien sarebbe stato pronto ad adeguare la sua versione alla bisogna "si veda il caso dello zio Francesco inventato quando c'è da giustificare l'sms al prete nigeriano, abbandonando la storia della fuga con il marocchino".

L'avvocato Luca Fanfani che lo rappresenta si è incontrato con lui ieri sera, martedì 19, decidendo al momento il mantenimento della linea difensiva del silenzio scelta fino ad ora.

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