Sicurezza
#toscana15, ecco come i candidati usano i social
L'analisi dell’Osservatorio sulla comunicazione politica dell’Università di Pisa: Borghi è il migliore su Twitter, Rossi domina su Facebook
Il professor Borghi è il più interattivo e supera l'esame in social network. Rossi punta sulla potenza di fuoco della sua macchina elettorale. Giannarelli tiene il confronto con l'artiglieria leggera. Gli altri candidati arrancano e scontano l'handicap di essere partiti in ritardo e tra molte polemiche. Sono queste in estrema sintesi le prime indicazioni elaborate dall'Osservatorio sulla comunicazione politica dell'Università di Pisa su come vengono utilizzate le piattaforme social dagli attori in campo nella campagna elettorale delle regionali.
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Candidati a confronto su Twitter: meglio Borghi. Tutti gli aspiranti “presidenti” hanno un proprio account Twitter, sebbene alcuni siano “nati” solo a ridosso dell'appuntamento elettorale, come Giannarelli (febbraio 2015) e Mugnai (aprile 2015). Su tutti, spicca il chiaro stile della presenza online di Claudio Borghi: quotidiana, continua e interattiva. I suoi contenuti sono condivisi e discussi online. L'impressione è che sia un candidato molto attento alle dinamiche di utilizzo di Twitter e ad attivare un dialogo.
Enrico Rossi utilizza Twitter quotidianamente e aumenta la sua produzione nei momenti di lancio delle #25proposte. Dispone dell'apparato mediatico più strutturato, e i suoi account social sono continuamente aggiornati. Si caratterizza per uno stile piuttosto broadcasting (unidirezionale, dal comunicatore ai riceventi), ma con #iostoconipasseggini ha dato prova di una attenzione specifica alle sollecitazioni dal basso.
Il punto di forza di Giannarelli è l'alto numero di retweet quotidiani, in linea con alcune caratteristiche delle campagne elettorali del M5S: forte appoggio dei simpatizzanti e iniziative nazionali. Con un bacino di follower più contenuto (561) il numero dei retweet ottenuti è interessante se rapportato alla comunità di Rossi (21.900) e Borghi (25.000).
Gli altri competitor sono partiti piuttosto in ritardo con la campagna, e le rispettive candidature sono state caratterizzate da numerose tensioni interne ai partiti e alle aree politiche. Lamioni dispone di una comunità di follower abbastanza numerosa (827) a differenza di Mugnai (169) il cui profilo Twitter è stato creato appunto a ridosso delle elezioni. Gabriele Chiurli, fondatore di Democrazia Diretta, è il candidato con il più basso numero di follower (136). Non sembra particolarmente interessato all'utilizzo di questa piattaforma (e non dispone di una pagina Facebook).
Tommaso Fattori dispone di una discreta comunità di follower (707) ma sembrerebbe aver deciso di abbandonare Twitter (non produce contenuti originali dal 7 maggio).
Su Facebook prevale Rossi. Passando a Facebook, invece, Enrico Rossi (Pd) si propone come il candidato più attento all'interazione e al dibattito nella piattaforma, non solo tramite i suoi post ma anche rispondendo direttamente agli utenti che lo chiamano in causa. Giacomo Giannarelli (M5S) si conferma comunque come il candidato più condiviso e il secondo più interattivo, considerando anche la sproporzione tra la sua comunità di fan e quella di Rossi. E' inoltre il candidato che mostra il più ampio margine di crescita nei “like” alla sua pagina. Stefano Mugnai (Fi) risulta come il più attivo su Facebook, sebbene questa presenza non si traduca in rilevanti incrementi di like sulla sua pagina elettorale né tanto meno nei like o commenti ai suoi post. Sembrerebbe consegnare a un ruolo marginale i processi di interazione con gli utenti, identificando la sua campagna con una comunicazione unidirezionale.
Claudio Borghi (Lega Nord) è abbastanza coinvolgente anche su Facebook (Claudio Borghi per la Toscana). Si posiziona, infatti, come il secondo candidato più commentato, anche se meno interattivo e condiviso. Riesce invece a ottenere buoni risultati nelle interazioni con i cittadini con post riguardanti tematiche di interesse nazionale calate nel contesto locale.
Tommaso Fattori (Sì Toscana), invece, risulta tra i candidati più graditi, nel senso che i suoi post ottengono una buona media di like quotidiani. Appare inoltre come il terzo più interattivo e per numero di condivisioni e commenti ricevuti, a fronte di un numero di post non molto elevato. Quest'ultimo dato sembra indicare la presenza di una comunità di fan molto coinvolta nella sua campagna elettorale.
Anche Giovanni Lamioni (Passione per la Toscana), terzo candidato più attivo dopo Giannarelli e Mugnai, è poco interattivo con gli utenti. I suoi post sono prevalentemente legati a tematiche riguardanti la Toscana (burocrazia, sanità) ma il contenuto si distingue più per un attacco alle politiche del passato piuttosto che a proposte per il futuro.
(L'autrice è docente di Nuovi Media all’Università di Pisa)
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