Il Tirreno

Toscana

#Toscana15 - Il candidato senza rivali nel posto più renziano d'Italia

Mario Lancisi
Enrico Sostegni, candidato del Pd al consiglio regionale
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Enrico Sostegni, candidato del Pd al consiglio regionale

A Empoli il Pd punta su Sostegni. E nella piana fiorentina la sfida è tra chi è pro e contro la nuova pista di Peretola

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EMPOLI. «Eh mi raccomando, il Ragazzo fatelo governare», raccomanda un signore di mezza età al candidato del Pd alle elezioni regionali Enrico Sostegni. Siamo al mercato di Empoli, tra i banchi di porchetta, prosciutti, magliette, slip, frutta e verdura. Brusio di voci. Grida di venditori di una volta: «Donne, tre paia di calze a solo otto euro». Piccoli capannelli di gente che al mercato una volta alla settimana si racconta. E lì, in un angolo, c’è il gazebo del Pd e Sostegni, il segretario di federazione e candidato forte alle regionali, distribuisce volantini, ascolta, prende appunti. Pacche sulle spalle e «mi raccomando, fammi votare anche da Tizio, da Caio...». Strette di mano. Abbracci.

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E il Ragazzo? «Qui la gente stravede per Matteo Renzi. E non sopportano le liti nel Pd. Temono che il Ragazzo, così chiamano il premier, venga imbrigliato nei veti del Palazzo», spiega Sostegni, 40 anni, appena venti giorni più giovane di Renzi, laurea in giurisprudenza, ex sindaco di Capraia e Limite, convivente, due figli, Sofia di dieci anni e Edoardo di sei, e un passato di bersaniano. Poi la folgorazione sulla strada di Renzi. Che è fortissimo nell’Empolese Valdelsa, 120 mila votanti, undici comuni, tra i quali oltre a Empoli i più importanti sono Vinci di Dario Parrini, Montelupo di Luca Lotti, Fucecchio, Montespertoli e Castelfiorentino.

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L’Empolese è il regno del giglio magico renziano del contado. Basti dire che qui Renzi vinse le primarie del dicembre 2013 con oltre l’85% contro l'8% di Cuperlo e il 7% di Civati. Un record nazionale. Così come il successo riportato dal Pd alle europee del maggio scorso, che nell’Empolese Valdelsa si attestò al 63,8%: prima federazione dei democratici in Italia per numero di voti.

Sostegni guida quindi il Pd più forte d'Italia come percentuale di voti. E il più renziano, secondo i dati dell'ultimo congresso 2013. La forza del Pd trova conferma in un altro record nazionale. Il collegio dell’Empolese Valdelsa (175 mila abitanti in tutto) ha eletto infatti 4 parlamentari del Pd. Tre deputati: Lotti, Parrini e Irene Tinagli. Una senatrice: Laura Cantini. Cioè un parlamentare ogni circa 45 mila abitanti. per non dire di un’altra renziana empolese potente, la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi.

Insomma qui c’è posto per tutti nel gotha del potere Pd. Questo spiega la coesione dei democratici e anche l’accordo tacito per le regionali tra i quattro candidati in lizza per un solo seggio. La capolista è Serena Buti, 41 anni, avvocato. Segue Luca Belcari, 30 anni, vicesindaco del comune di Montaione. Terza Denise Latini, 37 anni, avvocato, ex presidente del consiglio comunale di Certaldo. E poi Sostegni. Che è il candidato su cui punta il partito. Con l’obiettivo di farlo eleggere consigliere regionale mentre l’assessore uscente Vittorio Bugli dovrebbe essere confermato nel Rossi bis.

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«Qui il renzismo è forte perchè l’Empolese Valdelsa è stata sempre una zona storicamente rossa, ma di una sinistra riformista. Dove c’è grande attenzione ai diritti ma anche ai doveri. Se in azienda per raggiungere un obiettivo produttivo c’è da lavorare sodo, i dipendenti sono i primi a rimboccarsi le maniche», spiega Bugli, ex sindaco di Empoli, prima di approdare in Regione. L’Empolese Valdelsa, terra dell’abbigliamento, del vetro, ma anche di grandi aziende come la Sammontana, è «una zona straordinariamente operosa e solidale, con un forte tessuto industriale, alta coesione sociale e un radicamento dell’associazionismo e del volontariato. Qui c'è una diffusione di case del popolo per abitante che non ha eguali», spiega Parrini, segretario regionale del Pd ed ex sindaco di Vinci.

Di là dalla Firenze-Pisa-Livorno, direzione nord, si stende la Piana fiorentina, altro collegio, altra storia. Dal giglio magico del contado empolese dove trionfa il renzismo delle piccole aziende, delle botteghe artigiane e delle piccole banche del credito cooperativo, nate all’ombra del campanile e delle case del popolo(basti pensare alla Banca di Cambiano, presieduta da Paolo Regini, sponsor di Renzi, e dove lavora Marco Lotti, il padre di Luca) si passa nel collegio della Piana con quasi 200mila votanti tra Firenze e Prato e con comuni forti come Scandicci, Sesto, Campi Bisenzio, dove c’è un grande concentrato di industrie, alti fatturati.

Zona ricca e produttiva ma con i problemi tipici della Grande Periferia di Firenze. L’aeroporto? Lo facciamo nella Piana. L’inceneritore? Nella Piana. Gli snodi autostradali e ferroviari? Il depuratore delle acque fiorentine? A Signa nella Piana. La cittadella viola proposta dai Della Valle (stadio più centri commerciali)? Nella Piana. I mega store, le grandi catene dei cinema, l’Ikea come i Gigli? Nella Piana. «I fiorentini hanno costruito le loro ville nell’Empolese, a Montespertoli come a San Casciano, mentre i servizi, dai rifiuti ai trasporti li hanno tutti dislocati nella Piana», polemizza Paolo Bambagioni, consigliere uscente e candidato alle regionali. Che se la dovrà vedere con altri due consiglieri in lizza per una conferma: Vanessa Boretti e Simone Naldoni. Tutti e tre al congresso hanno votato per Cuperlo. E forse anche per questo il Pd regionale ha scelto come capolista la renziana Monia Monni, 40 anni, ex assessore ai lavori pubblici di Campi Bisenzio.

Se l’Empolese, buen retiro dei fiorentini bene, è il giglio magico del contado fiorentino, la Piana è l’eresia rossa che si è opposta senza tanta fortuna all’avvento di Renzi. Che da sindaco di Firenze era preso di mira da molti sindaci della Piana proprio perché quest’ultimi non accettavano di diventare la zona discarica della città. La Grande Periferia tra ricchezza e degrado. Madre di tutte le battaglie è la nuova pista dell’aeroporto.
In un’accesa assemblea c’è chi ha minacciato di non votare per protestare contro la pista da 2400 metri voluta da Renzi. La Boretti sostiene che la pista peserà sul voto, la Monni replica di no. E il voto della Piana sarà interessante anche per capire il futuro della pista della discordia.
(2-continua)

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