Il Tirreno

Toscana

M5S all'attacco di Rossi: "Perché non rinuncia al vitalizio?"

Mario Lancisi
Giacomo Giannarelli, candidato dei Cinque Stelle alla guida della Regione
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Giacomo Giannarelli, candidato dei Cinque Stelle alla guida della Regione

Il candidato grillino Giannarelli: "Sono cifre immorali, noi le cancelleremo"

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FIRENZE. «Uno dei primi atti in Consiglio regionale sarà quello di chiedere l’assoluta trasparenza sui vitalizi. Si pagano 6 milioni l’anno, una cifra immorale, ed è giusto che i cittadini sappiano quanto percepisce un ex consigliere e quanto ha versato», polemizza Giacomo Giannarelli, 36 anni, carrarino, candidato alla presidenza della Regione per il movimento 5Stelle.
Ha letto Il Tirreno ed è rimasto colpito dalla proposta di Enrico Rossi: «Ci fa piacere leggere che vorrebbe copiare la nostra proposta di abolizione retroattiva dei vitalizi, ma a lui come a tutti coloro che si ricordano del tema solo in campagna elettorale ricordiamo che non serve una legge per non prendere il vitalizio, basta rinunciarvi come hanno fatto 22 consiglieri regionali. E lui, Rossi, non ha rinunciato».

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In realtà Rossi non vuole abolire i vitalizi già in atto. Propone un tetto in modo da non prendere oltre una certa cifra, il divieto di accumulo con altri vitalizi e il godimento a partire da 65 anni.
«Noi del Movimento 5 Stelle aboliremo i vitalizi dei rappresentanti regionali. Così come rinunceremo a metà dell'attuale stipendio incassato da Rossi, i suoi assessori e i consiglieri comunali».
Rinunciate a qualcosa che non c’è più.
«Sì, vero: i vitalizi sono stati aboliti, anche se solo a partire dalla legislatura che si aprirà dopo le elezioni. Però anche se non fossero stati aboliti, noi non li avremmo accettati».
L’uva troppo acerba.
«No, è la verità. Già noi ci comportiamo così dove ci sono i vitalizi. E poi ho preso un altro impegno forte: il dimezzamento dell’indennità. Gli altri candidati stanno zitti».
Torniamo ai vitalizi che ogni mese vengono corrisposti ad oltre 150 ex consiglieri. Niente tetto?
«La nostra proposta è radicale: vanno aboliti. Le casse della Regione non possono tirar fuori fior di milioni l’anno per pagare quello che è un vero e proprio privilegio».
Per molti, soprattutto per quelli che hanno vissuto la politica come una professione, il vitalizio equivale alla pensione.
« Un normale cittadino deve lavorare e versare contributi almeno per vent’anni per ottenere una pensione. Ad un consigliere regionale bastano cinque anni trascorsi in consiglio regionale per ottenere il vitalizio. Le sembra paragonabile alla pensione?».
Per quanto lei possa criticarli i vitalizi sono diritti acquisiti. Come fa a cancellarli?
«Se vinciamo noi li aboliamo. Chi oggi percepisce il vitalizio non lo riceverà più».
E i soldi risparmiati li spenderete in avvocati.
«Sì, lo so: faranno ricorso. Ma noi andiamo in giudizio. Vediamo cosa dirà la Corte. Non sono così convinto che perderemo».

 

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