Il Tirreno

Toscana

Migliaia di errori nel 730 trappola

di Stefano Bartoli
Migliaia di errori nel 730 trappola

Il modello precompilato fa impazzire contribuenti e Caf. Molti dati inseriti sono incompleti o addirittura sbagliati

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Gli errori sono tanti, sicuramente dell’ordine delle migliaia, e tirano in ballo un bel pacchetto di milioni di euro. Anzi, alcuni coinvolgono la totalità dei 730 precompilati, quelli che secondo il governo guidato da Matteo Renzi (e forse non è un caso che su questa novità il premier abbia in pratica spento i riflettori) avrebbero dovuto contribuire a riconciliare gli italiani con il Fisco rendendo questa dichiarazione-incubo molto più semplice: si entra nel sito dell’Agenzia delle entrate, si digita un pin, si guardano le cifre, un ok e il gioco è fatto. Purtroppo tutto questo si dimostra oggi semplicemente un flop e, dopo la partenza ufficiale dell’operazione il 15 aprile scorso, c’è già un primo dato che vale per tutti: i Caaf delle varie organizzazioni, così come i commercialisti, non sembrano proprio accusare flessioni nel loro lavoro, ma sono presi letteralmente d’assalto da contribuenti con il 730 online teoricamente pronto senza però avere il “coraggio” di inviarlo e quindi renderlo operativo senza il controllo di un esperto. Situazione a cui contribuiscono sicuramente le mani alzate dalla stessa Agenzia delle entrate che, nella finestra di accesso alla dichiarazione mette un avviso allarmante: «Nel tuo 730 precompilato non sono riportati i giorni di lavoro dipendente o di pensione, quindi l’esito non tiene conto delle relative detrazioni». Frase sibillina che traduciamo con l’aiuto di Daniele Mercati, direttore dei Caaf della Cgil della Toscana: «È una specie di correggi o paghi, perché è l’Agenzia a mettere bene in chiaro che occorre un intervento a mano - sottolinea quest’ultimo - per evitare che uno si trovi a versare delle tasse che invece non sono richieste. Sto parlando del quadro C dove vanno riportati i redditi ed i giorni di lavoro o di pensione e che è veramente rischioso soprattutto per chi vuole fare tutto da solo. Forse è meglio usare il vecchio 730 e farsi aiutare da un esperto».

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Ma i “trabocchetti” sono parecchi (vedi anche il dettaglio a parte) e comprendono, come sottolinea ancora Mercati, i mutui con gli interessi che devono essere ricalcolati senza prendere sempre per buono ciò che ha comunicato l’istituto bancario. Oltre ad un altro aspetto non proprio ideale: se si approva il modulo precompilato e si spedisce, da quel momento in poi la responsabilità passa direttamente a carico dell’interessato che dovrà risponderne anche in caso di cifre errate inserite dalle varie amministrazioni, con tutte le conseguenze del caso. Ad esempio il 30% in più per il mancato, carente o tardivo versamento delle imposte dichiarate o, nel caso di dichiarazione infedele, dal 100 al 200% della maggiore imposta, però con un ulteriore dettaglio: se ci si accorge di un errore anche prima della scadenza fissata al 7 luglio, non si può più presentare una dichiarazione correttiva per via telematica, ma serve per forza l’intervento di un Caaf o di un professionista.

Stessa sensazione di utenti confusi negli uffici del Caf della Coldiretti dove la responsabile fiscale per Livorno e Pisa, Sabrina Bonanni, parla chiaramente di flop e vede questo esordio «positivo solo se viene preso come esperimento». «Penso che abbiano voluto fare una prova in vista di un’evoluzione per l’anno prossimo - prosegue -, una prova che comunque è fallita miseramente. Il punto chiave, quello che rende inutilizzabili tutti i moduli precompilati, è proprio la mancanza dei giorni di lavoro o di pensione. Voglio dire che questa lacuna rende inservibili i 730 online e tolgono anche quella possibilità di scelta per cui un contribuente, pur di non pagare Caf o comercialista avrebbe rinunciato anche a detrarre qualche medicina».

«Alcuni contribuenti si sono rivolti a noi allarmati dalla cifra enorme (fino a qualche migliaia di euro) che risultava dovessero pagare - nota infine Saverio Corsetti del Caaf Cgil di Carrara -. L'errore discende dal fatto che, in caso di più rapporti di lavoro, il sistema non calcola correttamente la detrazione d'imposta. È un sistema che prima di essere lanciato avrebbe dovuto essere testato, anche perché coinvolge un'ampia platea di soggetti. Insomma, il “pronti, via” è stato deleterio. Prima dell'entrata a regime il Fisco avrebbe dovuto confrontarsi almeno con noi. Il consiglio è: accettate il precompilato solo se potete verificare la correttezza dei dati contenuti».

(Ha collaborato Giovanna Mezzana)

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COSA NON VA
Lavoratori dipendenti e pensionati:
manca l'indicazione dei giorni per calcolare la detrazione

Interessi passivi sui mutui:
calcolo sbagliato

Affitto di immobili:
dati parziali e da integrare

Detrazioni ristrutturazione casa:
le spese detraibili vanno integrate

Bonus mobilio:
le spese detraibili vanno integrate

Assicurazioni private:
manca proprio la quota deducibile

Colf:
divergenze nel calcolo della detrazione

Non lasciare decidere l'algoritmo:

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