Il Tirreno

Toscana

I candidati più condivisi, ecco i temi che li premiano

Paolo Toccafondi
Da sinistra: Rossi, Borghi, Giannarelli e Fattori
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Da sinistra: Rossi, Borghi, Giannarelli e Fattori

Rossi punta ai temi "identitari" e guarda a sinistra, Borghi fa lezioni di economia, Giannarelli denuncia la cattiva amministrazione

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Enrico Rossi su Facebook e Claudio Borghi su Twitter sono i candidati che ricevono più condivisioni ai loro messaggi. E’ una conferma prevedibile visti i dati relativi alla produzione e al gradimento dei messaggi sui due social network. Il segno della condivisione (il “retweet” nel caso di un messaggio su Twitter, lo “share” nel caso di un posto su Facebook)  che gli utenti assegnano ai messaggi altrui può essere considerato un indicatore di gradimento, ma anche il segno della presenza di una rete ampia di sostenitori o di utenti “conquistati” dal messaggio del candidato che allargano la platea del messaggio. Meno prevedibile è vedere quali sono i temi che ottengono più attenzione.  

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I più condivisi su Facebook. Intanto vediamo più nel dettaglio i numeri delle condivisioni cominciando da Facebook. Questa è la classifica dei  candidati in base al numero di “share” raccolti a partire dal 1° all’11 maggio (tra parentesi la media giornaliera).

1° Rossi 4.270 (388,2); 2° Giannarelli 2.087 (189,7);  3° Fattori 1.158 (105,3); 4° Lamioni 866 (78,7); 5° Mugnai 260 (23,6); 6° Borghi 155 (14,1). Il settimo candidato, Gabriele Chiurli, non è presente su Facebook.

Occorre fare presente che, per avere un raffronto omogeneo, sono state prese in considerazione le pagine “pubbliche” dei candidati. E quindi la pagina “Rossi presidente” e non quella personale di Enrico Rossi, la pagina “Claudio Borghi Toscana” e non quella personale Claudio Borghi Aquilani. Una precisazione che serve a spiegare anche il risultato deludente del candidato della Lega Nord. Nel caso di Borghi, infatti, la  pagina pubblica è meno seguita di quella personale. Sulla prima passano soprattutto i post legati agli appuntamenti della campagna elettorale, mentre tutto il dibattito sulle proposte economiche e anche sui temi programmatici si sposta sulla più seguita pagina personale, legata anche alla sua attività di docente universitario.

I più condivisi su Twitter. E infatti, come abbiamo già visto in precedenza con i followers e la produzione di messaggi, anche per quanto riguarda le condivisioni i risultati di Twitter ribaltano quelli di Facebook. Ecco la classifica di Twitter in base ai retweet:

1° Borghi 2.516 (228,7); 2° Rossi 1.160 (105,4); 3° Giannarelli  611 (55,5); 4° Lamioni 58 (5,3); 5° Fattori (2,2); 6° Mugnai 17 (1,5); 7° Chiurli 9 (0,8).

Rossi, Borghi e Giannarelli si confermano i candidati che usano di più e meglio i social network, avendo anche alle spalle partiti e movimenti più strutturati e radicati o più abituati alle nuove forme di comunicazione politica. Sorprende semmai la poca attività di Tommaso Fattori,  candidato di Sì Toscana a sinistra. Tra i candidati ci sono comunque alcune differenze.

Gli argomenti che funzionano di più. La comunicazione di Enrico Rossi ottiene il maggior successo quando si richiama ai valori “identitari” di un partito che Rossi vorrebbe probabilmente riaffermare di sinistra-centro, quasi a prendere le distanze dal Pd renziano di centro-sinistra e a ricompattare quella parte di elettorato tentato da Vendola e compagni, Valori e temi che,  oltretutto, allargano la platea delle persone intercettate anche al di fuori della Toscana e del dibattito elettorale. Così, se si esce dal mese di riferimento delle nostre classifiche (maggio),  i record di condivisione su Facebook arrivano con un post del 27 aprile per ricordare  Gramsci a 78 anni dalla morte (“morì in carcere dove Mussolini non riuscì a spegnere il suo pensiero”). Il post fa numeri clamorosi: 8.948 like, 1,708 share (per un engagement  complessivo di 11.249). Altro esempio, il post del 25 aprile con il video originale di “Bella ciao”  che ottiene  5.172 like e 1,372 share, e ovviamente una valanga di commenti perlopiù contrari.

Ancora oggi c'è in giro tanto fascismo, da combattere con armi pacifiche, e contro cui alzare un argine. Viva il #25aprile

Posted by Enrico Rossi Presidente on Sabato 25 aprile 2015

 

Come sempre sui social funziona la contrapposizione, la polarizzazione destra-sinistra. Così come aiuta un pizzico di populismo. Come il post da record del 6 marzo (4.370 di share e un engagement di 13,038) quando Rossi scrive che “è furioso perché il vivaismo è ko dopo la tempesta di vento e nessuno ne parla, mentre le lacrime di Moratti per i pini caduti a Forte dei Marmi sono su tutti i giornali”.

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Tornando al mese di maggio, funzionano stranamente meno i post dedicati ai temi che dovrebbero trovare più accoglienza tra gli elettori di centro-sinistra. Per esempio, il lavoro. Poca condivisione per i post sulla Breda, sulla Smith Bits di Volterra (appena 99 share), per il post del 1° maggio col saluto ai lavoratori (un misero 33, nonostante si trattasse anche in questo caso di un  messaggio non solo “regionale”). Molto meglio i post su temi più leggeri (diritti civili, ambiente, cultura): quello del 3 maggio sulla cannabis terapeutica ottiene 793 share, quello del 7 maggio sull’abbinamento bici-treno 597. Perfino quello su Dante nei 750 anni dalla nascita fa meglio del lavoro (335). E forse dipende anche dal mezzo, Facebook, più adatto alla leggerezza.  La parola che Rossi usa più spesso su Twitter è lavoro.

Da Giacomo Giannarelli,  candidato del Movimento 5 Stelle, ci si aspetta a quanto pare più attenzione alla buona amministrazione e si apprezza la concretezza degli esempi. Così il maggior numero di condivisioni le ottiene il 4 maggio per  alcuni post sul buco dell’Asl di Massa e le accuse alla Regione di non aver saputo vigilare. Poi c’è il successo dei post legati alla marcia di Assisi per il reddito di cittadinanza, appuntamento clou dei 5 Stelle in questo inizio di maggio.

Gran parte della comunicazione di Claudio Borghi su Twitter è ovviamente dedicata ai temi dell’economia e del lavoro. E sono anche i messaggi che ottengono il maggior numero di condivisioni. Borghi intrattiene un dialogo costante con gli utenti, risponde e fa lezione, il tono didattico si impone alla propaganda. Spiega con l’uso di vari strumenti come l’euro sia l’origine di tutti i problemi e della crisi dell’Italia, motiva e illustra la sua contrarietà al reddito di cittadinanza  (“Reddito di cittadinanza significa che ti pago per non lavorare a meno che non ‘spunti’ un lavoro che non puoi rifiutare pena perdita reddito”, un tweet che ottiene un engagement di 180; ma era arrivato a 376 con lo storify sull'argomento) come ribadisce anche in occasione della visita alla Smith Bits di Volterra il 10 maggio (104 di engagement).

Ogni tanto abbandona l’aplomb del professore e passa a temi più basici per l’elettorato leghista: ruspe e rom sono tra le parole che ricorrono più spesso sui post di facebook. Sulla pagina fb da candidato polemizza l'11 maggio con l'arcivescovo di Lucca che difendeva i rom (e prende 210 di engagement) e con chi propone di far lavorare gratis i profughi (266).

Borghi-Salvini e L'ARCIVESCOVO DI LUCCA. Differenti priorità.

Posted by Claudio Borghi per la Toscana on Lunedì 11 maggio 2015

Su Twitter, invece, le parole più presenti sono “euro”, “reddito”, “pensioni”, “miliardi”, “costo totale”. Poi ci sono anche i tweet legati alla battaglia politica. Il bersaglio sono spesso i grillini, forse perché è più forte la competizione elettorale a proporsi come anti-Pd. Il reddito di cittadinanza è un terreno di scontro frequente. Ma l’11 maggio vengono condivisi anche i post di commento alle elezioni in Trentino. Anche qui il bersaglio sono i grillini: “Quello scienziato di Di Maio dice di aver ottenuto un grande risultato in Trentino perché il M5S è cresciuto rispetto a quando non c'era”. E in un post dell'11 maggio sul suo profilo personale spiega esplicitamente che la battaglia finale sarà "matteo vs MATTEO"" (nel senso di Renzi contro Salvini).

Del resto anche Giannarelli aveva già preso di mira la Lega con un tweet: “Stimo Borghi come persona di cultura, ma è una foglia di fico che copre le vergogne della Lega”.

Gli exploit di Tommaso Fattori (il 4 e 5 maggio con 224 e 422 share giornalieri) sono legati ai post sui tagli della Regione all'Accademia della Crusca, alla polemica sui sistemi elettorali (l'Italicum e quello adottato per la Toscana) e alla battaglia in piazza sulla scuola.

 

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