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Accusato di traffico di migranti, si uccide in carcere dopo il Tso
Sollicciano, l'uomo si è tolto la vita nel centro clinico dove si trovava per un trattamento sanitario obbligatorio
FIRENZE. Un detenuto originario dell’Eritrea si è ucciso impiccandosi nella cella del centro clinico del carcere di Sollicciano, a Firenze nel pomeriggio di martedì 12. A darne notizia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). Il detenuto, che era ristretto per il reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina, aveva appena terminato un trattamento sanitario obbligatorio.
“In un anno - scrive Donato Capece, segretario generale del sindacato - la popolazione detenuta in Italia è calata di poche migliaia di unità, ma i problemi permangono e in carcere purtroppo si continua a morire”. “Il 30 aprile scorso erano presenti nelle celle 53.498 detenuti, che erano l’anno prima 59.683. La situazione nelle carceri italiane resta ad alta tensione: ogni giorno, i poliziotti penitenziari nella prima linea delle sezioni detentive hanno a che fare, in media, con almeno 18 atti di autolesionismo da parte dei detenuti, 3 tentati suicidi sventati, 10 colluttazioni e 3 ferimenti”.
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