Il Tirreno

Toscana

Maxibonus per gli inquilini delle case popolari: detrazioni fiscali fino a 900 euro

di Stefano Bartoli
Maxibonus per gli inquilini delle case popolari: detrazioni fiscali fino a 900 euro

I canoni aumentano ma gli assegnatari possono rifarsi con la maxi detrazione fiscale: ecco come si fa col 730

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I canoni d'affitto delle case popolari aumenteranno, se non sono già aumentati: i minimi, da 12 a 40 euro, e quasi sicuramente anche gli altri. Ma a parziale risarcimento degli inquilini ecco arrivare una novità di cui ancora si parla poco: gli inquilini con un reddito fino a 30mila euro possono recuperare fino a 900 euro di Irpef. Per ottenere il credito d'imposta, ovviamente, devono presentare il 730. La possibilità è offerta da una legge, la numero 80 del 2014 (in particolare per quanto riguarda gli articoli 7, commi 1 e 2) giunta alla sua prima applicazione. Uno sconto importante che, pur essendo soggetto ad una serie di paletti, ha mandato in fibrillazione inquilini ed associazioni che li rappresentano, pur con commenti non sempre positivi, visto che comporta comunque la necessità di compilare un modello 730 e quella di produrre una serie di dichiarazioni. Ma come vedremo ne vale la pena, a patto naturalmente, che si versi un'Irpef abbastanza "capiente" da contenere in parte o totalmente lo sconto.

COME FUNZIONA. Dall’Unione Inquilini della Toscana (ci sono sedi tra l’altro a Viareggio, Livorno, Pistoia, Pisa, Carrara, Sesto Fiorentino e Siena) si sono quindi affrettati a far circolare la novità che, a quel che risulta, in molti non conoscono. Come spiega Paolo Gangemi, componente della segreteria nazionale della stessa associazione, si tratta appunto di una legge applicabile sia a chi usufruisce di un alloggio pubblico, sia comunale, sia appartenente ad altri enti, o anche a chi aderisce a situazione di “social housing” che è poi il meccanismo per cui vengono ospitate in appartamenti di proprietà privata persone anziane, sole o comunque bisognose. «I 50mila alloggi disponibili in Toscana sono praticamente tutti occupati - prosegue Gangemi - e questo, al di là della mia contrarietà all’aumento degli affitti sostenuto sia dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che dalla sua vice con delega alla casa Stefania Sccardi, dà comunque l’idea della platea a cui può interessare una possibilità del genere. Vero che serve la dichiarazione dei redditi con il Modello 730 da presentare entro il 7 luglio, ma le nostri sedi sono a disposizione per fornire un aiuto».

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La legge (vedi anche la grafica) prevede comunque la detrazione di 900 euro nel caso di un reddito dell’intestatario del contratto inferiore a 15.493,71 euro, cifra che scende a 450 se il reddito oscilla invece tra 15.493,72 a 30.987,4. Sono necessari inoltre il contratto di locazione/assegnazione oppure una dichiarazione dell’ente che attesti che si tratta di alloggio sociale; inoltre, si dovrà produrre una autodichiarazione sul fatto che si usi come abitazione principale.

UN PO’ DI CONTI. Con l’aiuto di Monica Azzini, responsabile del Caaf della Cisl di Firenze, abbiamo provato a ricostruire varie situazioni (vedi la grafica) con risultati che vanno stabiliti caso per caso. «Si tratta della prima applicazione di questa detrazione che andrà avanti in via sperimentale per i prossimi tre anni - spiega - ed i problemi da superare non mancano, primo tra tutti il fatto che il contratto deve contenere il riferimento al decreto ministeriale sugli alloggi popolari del 22 aprile 2008, o in alternativa una dichiarazione della società di gestione, documento che in alcune città toscane per adesso non rilasciano. C’è poi da stare attenti alla “capienza” dell’Irpef: lo sconto, tanto per essere chiari, non si applica se, per ragioni di reddito, non si paga l’Irpef. E se si paga si può arrivare al massimo a quanto si è versato: è il caso di chi, pur avendo diritto a 900 euro di rimborso in base al reddito come riportiamo in uno degli esempi, ne ha versati di Irpef solo 749. Il consiglio è comunque quello di rivolgersi a un Caaf o alle associazioni degli inquilini per farsi fare i relativi conteggi».

CRITICHE DA PISA. Ed a proposito di associazioni, in controtendenza rispetto alla linea nazionale, si trova infine l’Unione Inquilini di Pisa: «Non trovo giusto che prima si sia aumentato il canone minimo d’affitto da 12 a 40 euro e poi si proponga un bonus che favorisce solo chi ha un reddito e versa l’Irpef - spiega il presidente Virgilio Barachini -. Non diciamo chiaramente no ad uno sconto, ma in questo modo chi ne esce peggio sono proprio i più poveri».

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La maxi detrazione

La legge 80/2014 ha previsto una detrazione fiscale sull'Irpef per i redditi relativi al triennio 2014-2016 degli assegnatari di case popolari dell'edilizia residenziale pubblica.

Il 730 da presentare

E' necessario compilare il modello 730 presso le sedi dell'Unione inquilini o i vari Caaf, con la scadenza fissata quest'anno al 7 luglio 2015.

I documenti da allegare

Vanno allegati il contratto di locazione/assegnazione registrato o una dichiarazione dell'ente che attesti che si tratta di alloggio sociale e un'autodichiarazione che attesti l'uso come abitazione principale.

Gli importi dei rimborsi

La detrazione si applica al titolare del contratto e non può andare oltre l'Irpef versata:

1) se il reddito è inferiore a 15.493,71 euro si ha diritto ad una detrazione di imposta di 900 euro.

2) se il reddito è 15.493,72 e fino a 30.987,41 euro si ha diritto ad una detrazione d'imposta di 450 euro.

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Alcuni esempi

Pensionato titolare di assegno al minimo

Reddito 2014: 6.531 euro.

Irpef pagata: 0

Rimborso possibile: 0

Persona singola attualmente disoccupata senza familiari a carico

Reddito 2014: 9.122 euro

Irpef pagata: 749

Rimborso possibile: 749

Pensionato con un familiare a carico

Reddito 2014: 15.882 euro

Irpef pagata: 2.446

Rimborso possibile: 450

Lavoratore dipendente (operaio) con un figlio a carico

Reddito: 22.036 euro

Irpef pagata: 3.166

Rimborso possibile: 450

Fonte: elaborazione del Il Tirreno su dati forniti dal Caaf Cisl di Firenze

 

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