Il dolore
Fallimento Imperial, proprietari condannati a 3 anni di bancarotta
Il Tribunale li assolve da accuse più gravi su operazione da 12 mln
FIRENZE. Il tribunale di Firenze ha condannato Giuseppe Ingrà e Giancarlo Mangini, proprietari ed amministratori della nota catena fiorentina di negozi di elettronica Imperial, fallita nel 2008, a tre anni per bancarotta, accogliendo la tesi dell'accusa secondo cui i due hanno percepito insieme 305.000 euro a titolo di compenso personale nell'arco di un paio di anni: denaro che venne attinto al patrimonio della società mentre era in regime di concordato preventivo, e quindi attuando una 'bancarotta preferenziale', privilegiando cioè alcuni creditori, ovvero se stessi, rispetto ad altri.
Il pm Gianni Tei aveva chiesto cinque anni per bancarotta fraudolenta. Inoltre, lo stesso tribunale ha assolto Ingrà e Mangini, difesi dall'avvocato Alessandro Guerra - "perché il fatto non sussiste" - dall'accusa di aver voluto distrarre circa 12 mln di patrimonio societario attraverso un'operazione di cessione di quote partecipate in un gruppo dello stesso settore merceologico. Mentre Imperial era in concordato preventivo (dal 2005), la proprietà tentò di costituire una nuova società con un 40% di quote date ai creditori: questa soluzione però non andò in porto e quindi, per reperire risorse finanziarie, gli amministratori pensarono ad un'azione alternativa, ossia cedere - attraverso un piano finanziario complesso - le quote possedute in un altro gruppo. La questione però fu denunciata dal liquidatore del concordato come attuata in frode ai creditori, quindi si andò verso il fallimento e la successiva accusa di bancarotta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
