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Scuola, c'è lo sciopero generale: dai super presidi alle assunzioni, i punti della riforma che fanno discutere
Nel mirino degli insegnanti c'è soprattutto il nuovo ruolo dei dirigenti d'istituto: potranno premiare, assumere, persino licenziare. E dire no ai trasferimenti
Oggi, martedì 5, i professori in tutta Italia scendono in piazza contro "la Buona Scuola", la riforma dell'istruzione scolastica studiata in tandem dal premier Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini. Ma cosa c'è dentro il disegno di legge? La filosofia di fondo sembra quella della scuola-azienda, dove nelle mani del preside-manager verranno accentrati molti poteri. Il capo d'istituto potrà concedere "premi" in denaro ai docenti meritevoli, arruolare sponsor privati per andare a caccia di soldi, assumere e persino licenziare. Troppo, secondo gli insegnanti, che temono una scuola diretta da presidi pronti a fare il bello e il cattivo tempo. Troppo anche per i sindacati - da Cgil, Cisl, Uil a Gilda e Snals che oggi manifestano a Roma - e che un primo obiettivo sembrano averlo già ottenuto: gli emendamenti al ddl, approvati negli ultimi giorni in commissione Cultura e Istruzione della Camera, puntano a ridimensionare almeno un poco i nuovi poteri che la Buona Scuola vorrebbe a mettere in capo ai presidi. C'è poi il piano di reclutamento previsto dalla riforma; 100.701 nuove assunzioni: per i sindacati, secondo i quali in Toscana creerebbe 5.000/6.000 "esodati" tra docenti e personale Ata, è anche questo contestabile.
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I nuovi presidi. Stando al testo del Ddl (suscettibile, lo ricordiamo, di modifiche in Commissione), il capo d'istituto del futuro abbandona gli abiti del "preside", che significa alla lettera "colui che siede prima di altri", cioè una sorta di primo-tra-pari, per diventare un super-dirigente. Ad esempio, potrà assumere insegnanti con curricula coerenti alle competenze richieste dal suo Piano: attingerà da un albo insegnanti che dovrà essere costituito. Sarà anche un preside-valutatore: giudicherà - in autonomia, prima invece la decisione era collegiale - il periodo di prova dei prof neo assunti. Il capo d'istituto che dà i voti non piace affatto a Cgil: "Valuteranno monocraticamente - dice Fabrizio Rocca, segretario provinciale di Flc Cgil Lucca e Massa Carrara -e nel caso in cui la prova non venga superata li manderanno a casa con rescissione del contratto". La "leva" che amplia i poteri del preside è la redazione del Pof; nel testo originario il Ddl attribuiva la competenza di elaborarlo al dirigente scolastico; un emendamento approvato in Commissione il 28 aprile redistribuisce il compito dell'elaborazione al Collegio dei docenti, sulla base di "scelte di gestione e di amministrazione" definite dal dirigente; il piano verrà approvato dal Consiglio di istituto (dove siede anche una rappresentanza dei genitori e degli studenti); tuttavia, "l'ultima parola sul Pof rimane quella del preside" commenta Maria Cristina Zini, segretario generale Cisl Scuola Toscana.
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Premi e trasferimenti. Al dirigente è attribuita la prerogativa di dare incentivi economici agli insegnanti che lui valuta come meritevoli, seguendo alcuni criteri pre-ordinati: ad esempio, per qualità dell'insegnamento, rendimento degli studenti, progettualità e innovazione nelle metodologie di insegnamento. Potrà dire no al trasferimento di un insegnante da una scuola verso la sua, se le competenze di quest'ultimo non servono all'istituto e non rispondono ad esigenze formative del piano dell'offerta formativa.
Il piano assunzioni. La Buona Scuola prevede anche un piano da 100.701 assunzioni. Poche o sufficienti, su questo i giudizi divergono. É comunque una bella infornata di personale ma i sindacati chiedono anche un piano triennale, e che si assuma attingendo non solo dalle graduatorie ad esaurimento ma anche dalle graduatorie d'istituto, tra chi è vincitore di concorso e tra chi ha l'idoneità. All'articolo 12 del disegno di legge, poi, è previsto che chi ha lavorato per più di trentasei mesi non possa avere più supplenze e quindi esca dal meccanismo e i sindacati ricordano che "è il contrario di quanto ha affermato la Corte di giustizia europea - valuta Zini - Noi questo lo definiamo un tacito licenziamento di massa" che in Toscana potrebbe coinvolgere circa 6.000 persone tra docenti e personale Ata.
LA MAPPA DELLO SCIOPERO CON LE SEGNALAZIONI DEI LETTORI
Scuola, oggi lo sciopero generale di tutte le sigle. Ma per cosa si sciopera? Ecco, punto per punto, cosa gli insegnanti...
Posted by Il Tirreno on Lunedì 4 maggio 2015
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Novità sui banchi. Arriva il prof anti-bullismo e l'insegnante "dedicato" all'insegnamento della lingua agli stranieri. Ci saranno lezioni sulla parità di genere e per la prevenzione della violenza di genere. Più inglese a tutti i livelli. Si andrà più convintamente in direzione dell'alternanza scuola/lavoro con contratti di apprendistato dal terzo anno delle superiori. Arriverà il debutto del curriculum dello studente che documenta tutto il percorso di studio incluse le esperienze extrascolastiche. Scuole aperte anche nei mesi estivi per attività culturali e ricreative. E per evitare le classi-pollaio verrà introdotto il cosiddetto organico funzionale, cioè gli insegnanti che un preside avrà a disposizione non saranno solo per coprire le cattedre vacanti ma anche per lavorare a singoli progetti come l'alternanza scuola/lavoro o contro la dispersione scolastica e per l'integrazione degli studenti stranieri.
Primo sciopero nazionale per la riforma della scuola ma per l'ennesima volta il cerino è rimasto in mano alle famiglie... Il "Buongiorno Toscana" del direttore del Tirreno Omar Monestier
Posted by Il Tirreno on Lunedì 4 maggio 2015
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