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Tfr in busta, l'impiegato incassa 105 euro in più (con le stesse tasse)

Tfr in busta, l'impiegato incassa 105 euro in più (con le stesse tasse)

L'Iperf annuale aumenta di 50 euro se l'imponibile è basso, molto meno del costo del prestito

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Si fa presto a dire che il Tfr erogato mensilmente in busta paga non conviene economicamente, cosa comunque assolutamente vera: il problema è che, se si ha bisogno di uno stipendio un po’ più consistente, come dimostra la simulazione, può fare anche molto comodo. La tabella mostra infatti che cosa arriva effettivamente in tasca in fondo al mese, quanto sarebbe invece il trattamento di fine rapporto su base annua e quanto si finisce di versare in più per quanto riguarda l’Irpef. Il calcolo è complesso e non tiene conto di altri parametri, come le conseguenze sull’Isee o sugli assegni familiari, ma rende abbastanza l’idea di fondo del provvedimento: aiutare le fasce più deboli della popolazione, in particolare quelle che si trovano ai limiti della soglia di povertà che, restringendo l’attenzione all’Italia centrale, secondo l’Istat nel 2013 era di poco più di 1.500 euro per una famiglia di due adulti e due figli nella fascia di età tra i quattro ed i dieci anni.

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Comunque, per chi ha una retribuzione lorda di 15mila euro all’anno, la richiesta del Tfr su base mensile, naturalmente fino alla data del giugno 2018 (salvo eventuali proroghe), porta in tasca 66 euro, ma soprattutto non va a aumentare la quota di Irpef dovuta per quel reddito. Le cose cambiano leggermente se il salario sale a quota 18mila euro, con lo stipendio che sale di 76, ma con la tassazione complessiva annuale che aumenta di circa 50. La situazione resta più o meno simile (e quindi magari conveniente se si ha difficoltà ad ottenere un finanziamento per le vie bancarie o di qualche società finanziaria) anche se si sale a 20mila, 23mila o 25mila euro di retribuzione annua.

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Cambia invece radicalmente quando si entra nel mondo degli stipendi medi: bastano infatti 10mila euro in più e, per 125 euro al mese, l’Irpef complessiva sale subito di 300 euro all’anno, una cifra decisamente più importante. Si mantiene comunque su questo livello anche in caso di uno stipendio interessante come 50mila euro lordi, ma la rimessa schizza letteralmente verso l’allarme rosso quando si arriva ai redditi più alti: ben oltre i 400 euro in più se si superano i 70mila euro lordi per un anno di lavoro, addirittura quasi 600 quando si sfiorano i 100mila. Da tenere presente che comunque queste categorie, molto più esigue rispetto al resto dei lavoratori italiani, sono anche quelle che hanno meno difficoltà ad ottenere, in caso di necessità, un “aiuto” da parte delle normali istituzioni finanziarie.

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