Il lutto
Scomparsa nell'Aretino, la difesa all'attacco: da accusa puzzle incoerente
Lunedì 4 sarà presentato il ricorso dall'avvocato di padre Gratien Alabi
AREZZO. Un'ordinanza "ingiusta" e una ricostruzione che è "un puzzle incastrato a forza". E' il contenuto del ricorso che domani, lunedì 4 maggio sarà presentato al tribunale del riesame dall'avvocato Luca Fanfani, difensore di Padre Gratien Alabi, in carcere per omicidio volontario e soppressione di cadavere nell'ambito dell'inchiesta sulla sparizione da Ca Raffaello, nell'Aretino, di Guerrina Piscaglia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11349485:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11349485:1652097094/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Secondo il legale, nella ricostruzione della procura non quadra l'orario della morte di Guerrina, ovvero tra le 14,25 e le 14,50, visto che un testimone l'avrebbe vista dopo le 15. E nemmeno la telefonata minatoria in cui la donna avrebbe detto al frate di essere incinta. Una conversazione "mai registrata", sottolinea il legale. Anche le ricerche dello "zio Francesco" sono ritenute dall'avvocato "insufficienti".
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11297007:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/04/24/news/scomparsa-nell-aretino-parla-il-legale-del-frate-arrestato-per-omicidio-e-occultamento-di-cadavere-1.11297007]]
Il ricorso ridisegna lo scenario in cui Padre Gratien si mosse il primo maggio del 2014 e gli elementi che lo discolperebbero. "Credo fermamente nella sua innocenza e vado avanti fiducioso", ha dichiarato il legale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
