Sicurezza
Sette candidati in corsa per la presidenza
Sei sfidanti per l'attuale governatore Rossi. La sinistra si presenta divisa, il centrodestra spaccato in tre. Dieci le liste depositate
FIRENZE. Sfida a sette per la presidenza della Regione. Il 31 maggio a contendere il titolo di governatore della Toscana a Enrico Rossi ci saranno altri sei candidati, di cui uno della sinistra radicale, il candidato della Lega, uno di Democrazia diretta e poi quelli del centrodestra. Di fatto, al suo debutto la legge regionale che avrebbe dovuto "polarizzare" il voto, almeno nelle premesse ottiene l'effetto contrario: la frammentazione, per la prima volta, della sinistra, lo sbriciolamento del centrodestra.
Questo è evidente dalle candidature presentate ufficialmente per la presidenza della Regione Toscana entro le 12 alla Corte di Appello di Firenze; i tribunali, invece, hanno ricevuto le candidature delle varie liste circoscrizionali per i candidati consiglieri. Nelle prossime ore i tribunali e la Corte d'appello effettueranno le verifiche rese necessarie dal sistema elettorale toscano sull'ammissibilità delle candidature. Per essere ammessa una lista deve essere presente in almeno 9 circoscrizioni sulle 13 in cui è ripartita la Toscana. Per le ammissioni definitive bisognerà attendere dunque la giornata di domani.
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Se non emergeranno motivi di esclusione, dunque, i candidati alla presidenza saranno:
- Enrico Rossi, sostenuto dal PD e dalla lista Popolo toscano.
- Claudio Borghi, candidato della Lega Nord e di Fratelli d'Italia.
- Giacomo Giannarelli, sostenuto dal M5S.
- Gianni Lamioni candidato della lista Passione Toscana, sostenuto di Ncd e Udc.
- Tommaso Fattori, candidato della Lista Sì Toscana a sinistra.
- Stefano Mugnai,candidato di Forza Italia e di LegaToscana-Più Toscana.
- Gabriele Chiurli, sostenuto dalla lista Democrazia Diretta.
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In base alla legge elettorale della Toscana, se una coalizione (o un candidato) otterrà almeno il 40% dei voti validi, verrà proclamato vincitore della competizione elettorale. Alla lista o alle liste verranno assegnati 24 seggi; se la coalizione otterrà più del 50% dei voti, i seggi assegnati non potranno comunque essere più di 26. Scatterà, infatti, una quota di "garanzia" per la minoranza che si dividerà - in modo proporziale - 14 seggi.
Se nessuna coalizione o lista otterrà più del 40% al primo turno, è previsto ballottaggio fra i candidati che, al primo turno avranno ottenuto il maggior numero di voti. Questa riforma elettorale debutta per la prima volta, per l'elezione di un consiglio regionale ridotto a 40 membri.
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