Sicurezza
Lavoro, stagionali si cambia: i nuovi sussidi per i precari
Temporanei e collaboratori: una guida agli ammortizzatori Naspi e Dis-coll
Nero su bianco, ancora non è stato messo. L’Inps, insomma, non ha ancora emesso la circolare salva-stagionali. Però, il ministero del Lavoro conferma che per il 2015 la Naspi non si abbatterà come una scure sul reddito dei lavoratori del turismo.
Il ministro Giuliano Poletti si è preso l’impegno in aula, rispondendo a un’interrogazione della senatrice toscana Sara Paglini (M5S). E i tecnici sono al lavoro: solo per quest’anno, il calcolo della nuova disoccupazione non subirà decurtazioni.
In compenso, per i contratti a progetto, si conferma la possibilità di richiedere da oggi la disoccupazione: la circolare dell’Inps di ieri “sana” un ritardo di mesi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, la “Dis-coll”, la Disoccupazione dei collaboratori.
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Un “contentino” che, però, non placa le critiche dei sindacati, a cominciare dalla Cgil, preoccupata dalla mancanza di direttive sui decreti attuativi del Jobs act, alla vigilia dell’entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali, il 1° maggio.
- Naspi
La Naspi - Nuova assicurazione sociale per l’impiego - è prevista dal decreto del 22 marzo 2015. L’indennità è valida per tutte le persone (esclusi i dipendenti del pubblico impiego e dell’agricoltura) che abbiano perso il lavoro «in modo involontario», compresi i lavoratori licenziati per motivi disciplinari e i lavoratori licenziati che accettino l’offerta economica proposta dal datore di lavoro nella “conciliazione agevolata”. Così chiarisce il ministero del Lavoro alla Cisl che ha proposto uno specifico interpello in merito.
- Requisiti
Per accedere alla Naspi , bisogna aver perso il lavoro in modo involontario dopo il 1° maggio 2015. Inoltre, bisogna aver accumulato «almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni e almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi».
- La base retributiva
La Naspi si calcola sulla base retributiva media degli ultimi 4 anni di impiego (anche non continuativi) rapportati al numero di settimane effettivamente lavorate e moltiplicati per il coefficiente 4,33%. L’indennità massima mensile non può superare i 1.300 euro.
- Il calcolo della Naspi/1
Se la retribuzione mensile è inferiore a 1.195 euro, l’indennità mensile è pari al 75% della retribuzione.
Esempio di calcolo per le settimane lavorate negli ultimi 4 anni: 20 mesi (80 settimane) a 1100 euro; 5 mesi (20 settimane) a 800 euro. Totale 26.000 euro per 100 settimane. Dividendo 26.000 per 100 si ottiene 260 che si moltiplica per il coefficiente 4,33%: il totale è 1.125,8. Su questo si applica il 75: la cifra lorda mensile da pagare, dunque, è 844,35 euro.
- Il calcolo della Naspi/2
Se, invece, la retribuzione è superiore a 1.195 euro al mese, fino a 1.195 euro si applica la stessa percentuale del 75%. Sulla cifra eccedente, si applica, invece, il 25%. Per il resto, il calcolo e la procedura è identico. Per cui se la retribuzione media è di 1500 euro, su 305 euro si applica la percentuale del 25% per tutte le settimane lavorate. Il coefficiente moltiplicatore resta ancora il 4,33%.
- Limiti dell’indennità
L’indennità può essere riscossa per un massimo di 24 mesi; dal 2017, però, il periodo massimo di riscossione scende a 78 settimane, Inoltre, a partire dal primo giorno del quinto mese, l’indennità viene decurtata di un 3%. Inoltre «l’erogazione della Naspi - si legge nel decreto - è condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale».
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- La durata
Il decreto prevede che la Naspi dura la metà delle «settimane contributive (quindi effettivamente lavorate) degli ultimi 4 anni». Ma l’articolo 5 precisa che in questo calcolo «non saranno computate le settimane che hanno già dato luogo in passato al diritto per la stessa prestazione».
- Polemica con gli stagionali
È questa la norma che fa esplodere la polemica con gli stagionali: infatti, per tutti i lavoratori del turismo è impossibile conteggiare le settimane contributive degli anni precedenti, avendone già usufruito per ottenere la disoccupazione al termine della stagione. Ed è per questo che i sindacati denunciano che «la misura rende i precari ancora più precari». Anche la possibilità di rimandare l’applicazione al 2016 non risolve il problema.
- Dis-Col
È la prima indennità di disoccupazione per chi ha un contratro di collaborazione (co.co.pro. o co.co.co) anche nella pubblica amministrazione ed è iscritto alla gestione separata Inps. L’indennità (sperimentale per il 2015) può durare massimo 6 mesi; si calcola sul 75% del reddito percepito e ha un tetto massimo di 1.300 euro. Dal quinto mese, scatta il taglio del 3% sull’indennità.
- La circolare dell’Inps
Precisa che per le cessazioni del rapporto di lavoro dal 1° gennaio, scatta oggi il termine di 68 giorni per presentare la domanda di indennità. L’ultimo giorno per presentare la richiesta (per chi ha perso il lavoro dal 1° gennaio) è il 4 luglio 2015. La presentazione telematica della domanda sarà possibile dall’11 maggio. Fino a quella data, l’Inps accetterà le domande cartacee da cittadini o patronati. I moduli per le domande sono sul sito www.inps.it sezione “moduli-prestazione a sostegno del reddito”. La richiesta può essere inviata anche per posta certificata all’Inps competente per territorio.
- Asdi
Per la prima volta è previsto l’assegno di disoccupazione a chi, scaduta la Naspi, non ha trovato un impiego «e si trovi in condizioni di particolare necessità». Si prenderà in considerazione l’Isee; la durata dell’assegno sarà di 6 mesi; l’importo sarà pari al 75% dell’indennità Naspi. Per il 2015 è previsto uno stanziamento di 200 milioni.
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