Lutto
Meningite, dieci giorni di contatto e scatta il vaccino
La Regione definisce le modalità per difendersi dal contagio. Ecco le indicazioni per individuare le varie "comunità", dalla scuola alla palestra e il calendario vaccinale
FIRENZE. Contatto "stretto o regolare" nei dieci giorni precedenti l'inizio dei sintomi della meningite: è questa la condizione necessaria per far scattare la vaccinazione di "comunità". Dopo settimane di allerta, la Regione detta le regole per la prevenzione della patologia che, dall'inizio dell'anno ha già provocato 22 ricoveri: fra questi pazienti, 4 sono deceduti.
Vaccinazione oltre i 45 anni
La situazione - ribadisce la Regione - ancora non è di emergenza. Tanto che, a livello preventivo, al momento vengono vaccinate le persone fino a 45 anni. Tuttavia il "servizio di Igiene pubblica della Regione valuterà anche l'estensione agli altri contatti di età superiore a questa età in base a quando emergerà dall'inchiesta epidemiologica". Tale inchiesta precisa la Regione deve essere condotta in tutti i casi di "malattia invasiva da meningococco, iniziata immediatamente anche al solo sospetto, deve essere competa e dinamica, cioè deve proseguire con la raccolta di ulteriori informazioni mirate alla identificazione della tipologia di contatti del caso e delle comunità frequentate al fine di indirizzare tempestivamente gli interventi di profilassi (con la somministrazione di antibiotici)". I contatti identificati - sottolinea la Regione - devono essere "mantenuti in sorveglianza ed eventuali casi secondati devono essere rapidamente individuati e collegati ai casi primari nella scheda di segnalazione".
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Cos'è la comunità
Importante, però, è definire il concetto di comunità. Intanto, a livello generale - stabilisce la Regione - per comunità si intende "l'insieme di individui che hanno frequentato lo stesso ambiente contestualmente al paziente nei 10 giorni precedenti l'inizio dei sintomi, con contatto stretto o regolare".
Convivenza
Nello specifico la Regione elenca una serie di esempi. A cominciare dalla convivenza che può riguardare la famiglia, in senso tradizionale, ma anche la coabitazione o convivenza in collettività residenziale. In questo caso si opera una distizione fra contatto stretto e contatto regolare. Per "contatto stretto si intende quello che esiste fra persone che condividono la stessa camera da letto (ad esempio marito e moglie, due fratelli, due familiari e così via); per "contatto regolare" si intende quello che si verifica fra "percone che sono presenti in famiglia o con cui si condividono spazi quotidianamente; compagni che condividono spazi comuni come sala da pranzo, attività ricreative e così via".
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Vita collettiva prolungata: scuola, lavoro, centri diurni
Nel concetto di comunità rientrano anche le persone che frequentano ambienti dove è obbligatoria la convivenza per almeno 4 ore al giorno. Fra questi rientrano la scuola, i luoghi di lavoro, i centri diurni, gli oratori estivi e strutture analoghe. All'interno di queste comunità, di nuovo, la Regione opera distinzioni fra contatto stretto e contatto regolare.
Definisce contatto stretto quello che si instaura fra studenti e insegnanti della stessa classe "o della stessa scuola se si parla di asilo nido o di scuola materna" o colleghi di uno "stesso ambiente confinato, come ufficio e reparto"; per contatto regolare, invece, si intende - stando alla Regione - quello che si instaura "fra studenti e professori della stessa scuola con i quali vi siano momenti quotidiani di contatti, ad esempio nei laboratori o in palestra".
Palestre, discoteche, centri sportivi, bus, treni
La Regione raccomanda la vaccinazione anche a persone che facciano parte di altre comunità all'interno delle quali si siano verificati casi di meningite. Fra queste sono indicate le comunità con "frequenza di ambienti per periodi brevi", inferiori a quattro ore al giorno, come centri sportivi e ricreativi, discoteche oppure spazi non confinati, come mezzi di trasporto pubblico.
L'andamento della meningite
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Nel 2015, nonostante i 22 casi dall'inizio dell'anno, la situazione - secondo la Regione - non è di emergenza, nonostante i 4 decessi che hanno portato la percentuale di mortalità (per la meningite batterica) al 25%. Una decina di anni fa - stando alle statistiche - si è avuto un picco della malattia. Secondo i dati forniti dal sistema di sorveglianza delle malattie infettive della Regione, in Toscana, l'anno peggiore per la meningite è stato (finora) il 2005, con 36 casi, seguito dal 2004 con 27 casi.
Dopo questo picco, in effetti, la Regione ha deciso di introdurre la vaccinazione per i bambini nel secondo anno di vita contro il meningococco C e, infatti, i casi, nel 2006 sono scesi a 14. Anche negli anni successivi, la malattia è rimasta sotto controllo fino all'anno scorso. Quest'anno, invece, di nuovo c'è stata un'esplosione, con 22 casi di cui 17 di meningococco C. Quattro mortali. L'ultimo caso, in forma molto lieve, si è manifestato martedì 28 aprile di nuovo a Firenze, nell'Asl 10, dove pochi giorni fa è stata ricovereta una donna di 69 anni sempre per meningite batterica (da meningococco C).
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