Il Tirreno

Toscana

Nepal, tutti salvi i tre toscani nell'inferno del terremoto

Ilaria Bonuccelli
Un'immagine del terremoto in  Nepal (foto Ansa)
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Un'immagine del terremoto in Nepal (foto Ansa)

Rintracciati fra le montagne i due ragazzi fiorentini che non davano notizie da alcuni giorni.  Paolo Nicolai, volontario massese, scampato al sisma

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Stanno tutti bene. Paolo Nicolai (nella foto in basso), volontario massese, e i due fratelli di Firenze, Daniel ed Elia Lituani. Nel primo pomeriggio di domenica 26 aprile, il padre dei ragazzi, esce dal laboratorio di scultura, e pronuncia la frase che si tiene dentro da più di 24 ore. "Sì, stanno bene. Stanno tutti bene". Da pochi minuti, la notizia è ufficiale. A casa ha chiamato la sorella della ragazza di Daniel, dalla Germania. Anche lei aveva appena ricevuto una chiamata dal Nepal. Pochi minuti, forse meno. Giusto il tempo di capire che i tre ragazzi si trovano in mezzo alle montagne, lontani abbastanza da Kathmandu da non aver neppure avvertito le scosse di terremoto.

I toscani non sono feriti

La Toscana, dunque, tira un sospiro di sollievo. Almeno, per ora. A metà pomeriggio di domenica 26 aprile non risulta che nessuno dei propri cittadini rintracciati in Nepal sia rimasto vittima o ferito dal terremoto che ha flagellato il paese. Il peggiore degli ultimi 80 anni, dicono le statistiche e gli esperti. Chi vive quei momenti, però, non sta a fare paragoni di potenza o di vittime. Misura il disastro in sofferenza. Capita anche a chi sopravvive, soprattutto se nel paese c'è stato nel massimo dello splendore. Come Paolo Cattani, carrarese, amante del Nepal, dove è stato per scalate Island Peak nel 2012 insieme a una dozzina di persone con una spedizione nel 2010 patrocinata dal Cai di Carrara: sabato sera si era sparsa la voce che potesse essere lui la persona in Nepal scampata al terremoto. Poi, domenica la conferma, invece, che si tratta di Nicolai, 43 anni, ex dipendente di una società informatica, deciso a lasciare tutto, proprio per diventare un volontario. E poi un membro di una ong internazionale, Weworl, attiva in Nepal.

Le prime notizie sabato 25

Entrambi i Paolo della provincia di Massa Carrara, comunque, stanno bene. Cattani, che in Nepal l'ultima volta è stato ne 2014, ieri domenica 26 è stato a fare un'escursione sulle Apuane. Paolo Nicolai, invece, in Nepal si trova da alcuni mesi. E sembra che resterà ancora alcuni giorni. La Farnesina, il ministero degli Esteri, conferma di essere in contatto con tutti i nostri connazionali rintracciati, e di essere in grado di concordare con loro piani di rientro, in base alle esigenze personali e alle possibilità di volo. "L'aeroporto di Kathmandu viene riaperto in determinati momenti. Anche domenica mattina ci sono state alcune ore in cui si poteva partire. In base alle disponibilità valuteremo le opzioni di rientro".

Nicolai, comunque, sta bene. Già sabato 25 aprile, in serata, è riuscito anche a mettersi in contatto con i familiari. Ha rassicurato tutti, in particolare la moglie Lisa Zannerini, originaria di Piombino.  E' la stessa Lisa ad annunciare sui social, sulla bacheca di Facebook che i Paolo sta bene. E che tutta la famiglia è in salvo. La precisazione non è inutile: fino a pochi giorni fa, infatti, Lisa con i bambini erano in Nepal, insieme a Paolo. Sono rientrati in Italia appena prima del terremoto.

La conferma dello scampato pericolo, arriva, poi dallo stesso Nicolai che, sabato a tarda serata viene intervistato da una televisione. E assicura di stare bene, malgrado il paese sia in ginocchio.

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A Firenze domenica 26 con il fiato sospeso

In salita, invece, inizia domenica 26 aprile, per la mamma di Daniel ed Elia, 25 e 22 anni, partiti un paio di settimane fa per il Nepal. L'ultimo contatto con i genitori, infatti, risaliva a una mail inviata alcuni giorni prima da Pokhara. Poi il silenzio. Che non ha pesato, fino al terremoto. Allora è iniziata l'angoscia. La mamma  Dafi Krier, israeliana, ha dato l'allarme: "Non ho notizie dei miei figli". Si è perfino rivolta alle autorità israeliane per avere informazioni su Elia, in viaggio in Asia da un anno e sul fratello Daniel che lo aveva raggiunto da circa tre settimane. Insieme, i due ragazzi - secondo quanto riferisce l'Ansa - poi sarebbero arrivati in Nepal solo una quindicina di giorni fa. Fino a pochi giorni fa la famiglia aveva seguito gli spostamenti. Poi la difficoltà di rintracciarli dopo il terremoto.

Dalla Germania la conferma: tutti salvi

Allora è iniziata l'angoscia. La mamma che non rilascia dichiarazioni: "Aspetto solo buone notizie. Non ha senso parlare. Lo farei se aiutasse i miei figli". Ma parlare non serve. L'unica cosa che conta è aspettare. L'attesa, poi, termina domenica nel dopopranzo. Con le notizie dalla Germania. E l'annuncio liberatorio, appunto: "Stanno tutti bene". I due fratelli e la fidanzata di Daniel. Nemmeno sfiorati.

Il passaparola su Facebook

Per Paolo Nicolai  i problemi di comunicazione sono stati più brevi. Già sabato 25 aprile  è stato in grado di fornire indicazioni dettagliate sulle proprie condizioni alla moglie e ai figli che, fino a pochi giorni fa, erano con lui in Nepal. Qui, in realtà, la famiglia Nicolai si è trasferita: vive a Kathmandu dal 2011. Lo testimoniano le molte foto che compaiono anche sui social. La più recente, toccante, di pochi giorni fa: tutta la famiglia circondata dalle "preghiere della pace", fogli colorati che contengono parole di conciliazione, scritte su fogli colorati che sventolano nel sole.

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