Attenzione
Expo: la Toscana sbagliata è un errore di Eataly
In un cartello dell'Expo di Milano la nostra regione è stata scambiata davvero per l'Emilia Romagna. A commettere l'errore un grafico che lavora per l'azienda di Farinetti
MILANO. Non è un fotomontaggio, ma un errore reale. A commetterlo è stato un grafico che lavora per Eataly, l’azienda di cibo di alta qualità fondata da Oscar Farinetti. Non si tratta di un “fake”: la Toscana è stata scambiata davvero per l’Emilia Romagna. L’immagine sta facendo il giro del web e ha ormai raggiunto migliaia di condivisioni. L’insegna è quella di un ristorante dell’Expo di Milano: c’è scritto “Toscana - I Borghi più belli d’Italia”, ma la cartina del Belpaese fa riferimento all’Emilia Romagna. Eppure Farinetti, grande amico di Matteo Renzi, la nostra regione dovrebbe conoscerla piuttosto bene. Certo, a cadere nell’errore non è stato lui, ma un collaboratore della sua azienda.
Ad ammetterlo è la stessa Eataly. «Si è trattato di un errore umano», fanno sapere dall’ufficio stampa. La società fondata da Farinetti ospiterà all’interno del proprio padiglione i ristoratori che gestiranno i locali delle venti regioni italiane. Nel cartellone errato, che a breve verrà rimosso, compariva anche una scritta riconducibile al club “I borghi più belli d’Italia”, il cui direttore dallo sbaglio prende le distanze. «Il grafico di Eataly ha stampato un manifesto di prova – afferma Umberto Forte – ma lo ha fatto, immagino, per rendersi conto della grandezza dei caratteri e per testare il cartellone dal vivo. Il nostro logo non dovrebbe neanche stare lì». “I borghi più belli d’Italia”, insomma, con quelle cucine non c’entra niente.
Forte, proprio giovedì 23 aprile, rivela di essersi sentito telefonicamente con Farinetti. «Mi ha detto che è un cartello senza alcun valore – spiega il direttore del club – e che non comparirà durante l’Expo. Lì è ancora tutto un cantiere ed è chiaro che hanno fatto solo una prova». Di sicuro, però, l’esposizione universale non ha certo brillato per la cartellonistica. Oltre all’ultima gaffe sul ristorante toscano, c’è stata quella macroscopica (in un inglese a dir poco maccheronico) con su scritto “But your ticket at Fieramilano” che agli occhi di un anglofono non significa certo “Acquista in fiera il tuo biglietto” dato che “but” significa “ma” a differenza di “buy” che sta per il corretto verbo comprare.
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Come non ricordare poi il logo di dubbio gusto fatto realizzare dalla Regione Toscana, senza la Torre di Pisa, o quello (anch’esso ampiamente criticato) che rappresenta la Lombardia, con su impresso lo slogan “Lombardia voce del verbo lavorare” e la forma della regione sorretta da due gambe su di un prato. Sull’errore del ristorante, Toscana Promozione – l’agenzia di promozione economica dell’ente regionale – non c’entra niente. Fra l’altro – fanno sapere da Firenze – in questi giorni gli addetti ai lavori sono alle prese con gli ultimi preparativi in vista dell’Expo e non hanno neanche avuto il tempo di approfondire l’origine della gaffe. Peccato perché la gaffe ha ormai fatto il giro del web e purtroppo, alla Toscana, di promozione non ne ha fatta per nulla.
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