Il Tirreno

Toscana

Meningite, «Io, sopravvissuto, dico: non mollate»

Sabrina Chiellini
Marco Giacomelli
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Marco Giacomelli

Intervista a Marco Giacomelli, 18 anni: è stato il primo caso nel Pisano. Da circa un mese e mezzo è tornato a scuola: "Mai sottovalutare i sintomi". Intanto la Regione raccomanda il vaccino per tutti i giovani dagli 11 ai 20 anni

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CASCINA. Marco Giacomelli, 18 anni, studente dell’istituto “Antonio Pesenti” di Cascina (frequenta la quinta F indirizzo sportivo) ha sconfitto la meningite di tipo C. Il suo, all’inizio di febbraio, è stato il primo caso in provincia di Pisa, almeno dall’inizio dell’anno. Da circa un mese e mezzo lo studente è tornato a scuola. Non è ancora tutto come prima - niente palestra, poche uscite serali - ma ha vinto la battaglia per la vita. I medici gli hanno detto che ha avuto una forma di malattia di un ceppo diverso dalla meningite che ha colpito in altre zone della Toscana di recente, facendo alcune vittime.

Cosa hai pensato quando ti hanno detto che avevi la meningite? Hai avuto paura?

«Sinceramente all’inizio non lo sapevo, stavo male ma non avevo capito cosa mi stava succedendo. E quando me lo hanno detto, dopo che ero stato ricoverato tre giorni in terapia intensiva, ormai ero fuori pericolo. Per cui non sapevo che potevo essere in pericolo di vita. Certo, quando ci penso o quando leggo di persone morte di meningite, mi rendo conto che la mia vita è stata in pericolo e che sono stato molto, molto fortunato. Oltre ad avere incontrato medici molto bravi».

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Cosa ti senti di dire alle famiglie che stanno vivendo il vostro stesso dramma?

«Di non sottovalutare i sintomi. Di non perdere tempo. Noi ci siamo subito allarmati, anche i miei genitori hanno capito che non dovevamo aspettare. E i medici del pronto soccorso di Cisanello hanno fatto subito la diagnosi giusta. Se fossi arrivato due ore dopo all’ospedale non so come sarebbe andata a finire... Il mio consiglio è quello di rivolgersi subito a un medico o di andare all’ospedale. Nel mio caso tutto è cominciato con la febbre alta, la mattina e il pomeriggio. Poi la sera avevo dei terribili dolori alle gambe, quasi non riuscivo ad alzarmi. Infine, ho visto alcune macchie ai piedi. Mi hanno portato subito all’ospedale e ora sono salvo».

Consiglieresti alle famiglie di seguire la strada delle vaccinazioni?

«Conosco troppo poco l’argomento, non me la sento di dare consigli. I medici mi hanno consigliato di fare alcune vaccinazioni appena mi sarò ripreso del tutto. Credo che le farò».

Se tu potessi incontrare una persona che combatte contro la meningite cosa le diresti?

«Di non mollare. Di combattere per la vita senza pensare alle conseguenze e immaginando di potercela fare. Di avere fiducia anche se stanno male. L’affetto delle persone vicine conta molto. Io non mi sono sentito mai solo, sapevo che potevo contare sul sostegno di parenti, genitori oltre che dei medici che mi hanno seguito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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