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La Zucchi controllata da Gigi Buffon chiede un concordato in bianco, punta ad accordo con le banche

Gigi Buffon
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Gigi Buffon

L'azienda prende tempo, sì unanime dai soci alla domanda al Tribunale. Secondo Repubblica.it Buffon sarebbe intenzionato a non rafforzare la posizione

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RESCALDINA (MILANO).  "Per ora dobbiamo cercare di parare i gol, poi potremo segnarli anche noi". Usa la metafora calcistica Giovanni Battista Vacchi, amministratore delegato di Zucchi (il gruppo controllato da Gigi Buffon, portiere della Juve e della Nazionale e proprietario della Carrarese Calcio), per commentare il sì unanime dei soci a procedere con la "domanda prenotativa di concordato preventivo in bianco" al Tribunale di Milano in vista di un accordo sulla ristrutturazione del debito con le banche. "Siamo tutti impegnati a salvare un gruppo importante che occupa 1.100 persone - aggiunge Vacchi - e che rappresenta un pezzo della storia industriale e culturale del Made in Italy". Il gruppo tessile ha tra gli azionisti il portiere della Juve Gigi Buffon (al 56%) e tre delle cinque banche creditrici: Unicredit (4,7%), Intesa (3,4%) e Bpm (2,5%). Bnl e Ubi non risultano invece nel libro dei soci.
Il sì degli azionisti è giunto oggi, lunedì 20 alla ripresa dell'assemblea straordinaria interrotta lo scorso 24 marzo.
Rispetto ad allora, secondo il presidente Matteo Zucchi, le negoziazioni con le banche "sono progredite". Al momento, ha spiegato ai soci il rappresentante della famiglia, "non si intravvedono elementi preclusivi al raggiungimento di un accordo, le basi sono tali da poter risolvere i problemi di ricapitalizzazione". In tutto 15 milioni di euro, dopo aver varato una ricapitalizzazione di 20 milioni di euro un anno fa.
Quello deciso oggi è descritto come un passaggio precedente a una procedura concorsuale, con l'obiettivo di evitarla raggiungendo un accordo di ristrutturazione del debito con le banche ai sensi dell'articolo 182 bis della legge fallimentare.
Il Tribunale nomina comunque dei commissari giudiziali, che hanno un compito di supervisione e di vigilanza sull'operato del Cda, che al momento risulta decaduto. Prima dell'assemblea si è dimessa infatti Anna Schiaffino, dopo aver votato col board la delibera che è stata poi votata dai soci. Il consiglio si è quindi riunito nuovamente per convocare una nuova assise, per rinnovare il Cda: si terrà entro i 45 giorni dalla data di pubblicazione dell'avviso.
La decisione dei soci rappresenta, secondo l'a.d Vacchi, la "forma più idonea per mettere in protezione la società" in vista dell'accordo con le banche, che potrà giungere, a suo avviso "prima dell'estate". Il manager ha poi ricordato  l'incarico conferito lo scorso marzo a Ernst&Young di trovare possibili nuovi investitori: "Abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse interlocutorie da diverse parti del mondo - ha spiegato -  siamo una società con un patrimonio così forte che mi aspettavo un riscontro di questo genere".

Tecnicamente il gruppo controllato dal portiere della Juve, Gigi Buffon (al 56%) e da tre delle quattro banche creditrici (Unicredit 4,7%, Intesa 3,4% e Bpm 2,5%) presenterà una "domanda prenotatoria in vista di un accordo di ristrutturazione" ossia di un concordato, che è altra cosa rispetto alla procedura concorsuale. Sul concordato si dovrà esprimere il tribunale di Milano previo accordo con le banche che, come ha spiegato in assemblea il presidente Matteo Zucchi, "procede con le negoziazioni".

Secondo quanto riferisce Repubblica.it, "I vertici del gruppo tessile sono alla ricerca di nuovi azionisti dopo che Buffon, che ha già investito svariate decine di milioni nella società e nei suoi aumenti di capitale, sembra intenzionato a chiamarsi fuori o comunque a non rafforzare la posizione. Dai documenti depositati in vista dell'assemblea, risultava che, in mancanza di un accordo con le banche, si sarebbe resa necessaria per la Zucchi una nuova ricapitalizzazione da 26,5 milioni. In questa fase, sembrano plausibili le due ipotesi insieme, e cioè che, dato il passo indietro che Buffon sembra intenzionato a fare, la società abbia bisogno di nuovi azionisti così come di un accordo con le banche per la ristrutturazione del debito. Stando agli ultimi dati comunicati (la società figura nella black list della Consob e deve perciò rendere un'informativa mensile sulla propria situazione debitoria), alla fine di febbraio la posizione finanziaria netta della Zucchi risultava negativa per 85,3 milioni, in miglioramento rispetto al dato di 92,7 milioni di fine 2013", conclude Repubblica.it.

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