Lutto
Enrico Letta: mi dimetto dal Parlamento, vivrò del mio lavoro
L'ex premier lo annuncia a "Che tempo che fa": "Da settembre guiderò la scuola di affari internazionali dell'Università di Parigi e non prenderò nessuna pensione da parlamentare"
"Dal primo settembre andrò a dirigere la Scuola di affari internazionali di Sciences Po a Parigi, mi dimetterò da deputato e non prenderò nessuna pensione da parlamentare". Lo annuncia a sorpersa l'ex premier Enrico Letta a "Che tempo che fa". L'addio a Montecitorio dell'ex capo del governo arriva come un fulmine a ciel sereno per il Pd che non ne era stato informato. Non è così per il capo dello Stato Sergio Mattarella, preventivamente informato dall'esponente democratico. "Non mi dimetto dalla politica, la buona politica si può fare anche fuori dal Parlamento, sono parlamentare da 13 anni e penso che sia giusto che io arrivi al mio prossimo impegno politico vivendo del mio lavoro, in politica è importante saper fare un altro mestiere", spiega Letta.
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Tornato in tv a 14 mesi dal ribaltone e dal tweet di «Enrico stai sereno" scritto dall'attuale inquilino di palazzo Chigi e dalle immagini freddissime dello scambio della campanella con Renzi, Letta dice di non avere mai pensato di lasciare il Pd. "Il mio impegno tra i fondatori del Pd è di chi giosce quando prende tanti voti e soffre quando lo vede faticare. La scissione? Spero di no sarebbe un errore da parte di tutti e da parte di chi dirige se la favorisse". Con Renzi dice di avere un rapporto «sereno" ma le differenze saltano agli occhi. A partire dai gusti televisivi. "Detesto House of Cards, magari è una fiction che diverte ma fa vedere la poltica fatta solo di intrighi. Piace a Renzi? Non lo sapevo", assicura. Del suo passato governo «istituzionale" si confessa orgoglioso. E ammette che la fine del suo esecutivo è stata inaspettata.
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"Per me è stata una cosa inaspettata e credo non solo per me, quest'anno ho letto e riflettuto molto sul mio futuro e suoi miei impegni". Una riflessione che lo ha portato a scrivere un libro, che uscirà martedì. "Andare insieme, andare lontano", dal sottotitolo se vuoi corre veloce vai da solo se vuoi andare lontano devi farlo insieme. E che lo ha spinto a fondare una scuola di politica per giovanissimi, 19 - 25 anni, "di politiche" precisa. Inevitabile anche il passaggio sull'attualità.
Sulla legge elettorale Letta auspica che "si trovi un'intesa perché serve una legge elettorale con il consenso più ampio, bisogna fare le riforme ma alcune riguardano il governo ma ci sono cose sui cui deve essere il Parlamento il protagonista, non il governo, come la legge elettorale o le riforme costituzionali e soprattutto si devono fare con maggioranze larghe". Nel giorno dell'ennesima tragedia nel canale di Sicilia, Enrico Letta dice che la Ue deve rivedere il trattato di Dublino sull'accoglienza dei rifugiati. Alla domanda su cosa l'Ue deve fare, ha replicato: "Nell' immediato deve far si che non risucceda una cosa del genere. Hanno fatto bene il governo italiano e Hollande a chiedere subito un Consiglio europeo".
Grazie a tutti, ricomincio da 3 parole: un libro, #AndareinsiemeAndarelontano, la #scuoladipolitiche, un lavoro.
— Enrico Letta (@EnricoLetta) April 19, 2015
Dirigere scuola Affari internazionali @sciencespo è sfida impegnativa. Per far bene mi dimetto dal Parlamento non di certo dalla politica
— Enrico Letta (@EnricoLetta) April 19, 2015
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