Sicurezza
Rapina in una oreficeria a Firenze: ferito un gioielliere
L'uomo sarebbe stato picchiato da due uomini che, dopo averlo costretto ad aprire la cassaforte, sono scappati con i gioielli
FIRENZE. Rapina in un'oreficeria di via Gioberti a Firenze. Il gioielliere, che sarebbe il figlio del titolare, è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale dai sanitari del 118. Secondo una prima ricostruzione, due uomini che parlavano con accento dell'est Europa, non armati, si sono presentati all'interno del negozio spacciandosi per clienti. Quando il negoziante, 41 anni, ha dato loro le spalle, lo hanno immobilizzato con delle manette ai polsi e aggredito con numerosi pugni alla testa. Poi l'uomo è stato costretto ad aprire la cassaforte e i malviventi sono scappati con tutti i monili che si trovavano all'interno. Sul posto, oltre all'ambulanza, è intervenuta la sezione antirapina della squadra mobile della polizia e personale della polizia scientifica.
Una decina di giorni fa il gioielliere rapinato aveva chiamato le forze dell'ordine segnalando la presenza di persone sospette davanti al suo negozio. È quanto raccontato da alcuni negozianti della zona. "Arrivarono i carabinieri con le pistole in mano perché si credeva che fosse una tentata rapina, poi risultò un falso allarme", racconta il titolare di un bar che si trova a poche decine di metri dalla gioielleria. "Alcuni mesi fa in zona c'è stata una rapina in un negozio di bigiotteria appena aperto - racconta -, e poi alcuni furti e taccheggi". Da tempo i negozianti di via Gioberti si sono riuniti in un comitato, che di recente ha incontrato istituzioni e forze dell'ordine proprio per affrontate il tema sicurezza: "La questura ci ha dato due agenti che un giorno a settimana pattugliano la strada", spiega il presidente del comitato, Danilo Bencistà. "Li ringraziamo - afferma -, è tanto ma purtroppo per risolvere il problema non basta". "Inoltre - continua - abbiamo chiesto al Comune di installare delle telecamere, anche a spese nostre, ma non abbiamo avuto risposta". Secondo Bencistà, "negli ultimi tempi la situazione si è aggravata, la via è piena di questuanti e venditori insistenti".
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