Attenzione
Scuole, da anni non si investe sugli edifici
L’assessore regionale Bobbio: anagrafe in costruzione ma serve un fondo specifico
«Alla base di quella che è diventata una vera e propria emergenza si sovrappongono due fattori combinati: il fatto che per anni non si è investito più nelle strutture scolastiche, ma anche le Province, alle quali era affidata la cura e la manutenzione, che sono state svuotate di risorse. Ed i risultati purtroppo si vedono». È molto chiara l’analisi di Emmanuele Bobbio, assessore toscano all’Istruzione: la regione non è esente da situazioni critiche, ma si sta lavorando soprattutto verso il medio e lungo periodo nell’ambito del’operazione “LaBuonaScuola” lanciata dal premier Matteo Renzi.
In concreto, che costa si sta facendo per fare in modo che alunni e insegnanti possano lavorare senza aver paura?
«In sostanza, dobbiamo costruire un’anagrafe nazionale a cui stanno contribuendo le regioni, in modo da avere un quadro completo degli edifici scolastici. Inoltre, con gli incontri che facciamo da gennaio è nato un osservatorio mensile che si occupa del coordinamento istituzionale tra Stato, Regioni, Province e Comuni. Infine, serve un fondo unico a cui attingere in base ad una graduatoria in cui vengono inseriti gli interventi in ordine di priorità».
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Tutto questo sembra molto efficace per il futuro, ma per risolvere le situazioni attuali e urgentissime che iniziative avete in programma?
«Come dicevo, siamo in una situazione particolare soprattutto per i tagli draconiani alle Province, ente a cui è sempre stata affidata l’edilizia scolastica. Da qui l’idea di costruire un fondo di riserva che è di 900 milioni a livello nazionale, di cui 53 toccheranno alla Toscana: toccherà poi a noi vedere come impiegarli».
Insomma, i soldi per intervenire subito nei casi come Pisa o Cecina (di cui parliamo a parte) ci sono o no?
«Come Regione abbiamo stanziato in bilancio tre milioni che costituiscono un bando sempre aperto. Così, se una scuola viene chiusa, se interviene il sindaco perché ci sono dei problemi per un soffitto o delle infiltrazioni, si possono prelevare subito 400mila euro per interventi immediati. Voglio dire che abbiamo delle risorse per questo, anche se si tratta di risorse limitate. Un aiuto del governo sarebbe quindi importante e per questo stiamo appunto pensando ad un fondo specifico, senza dover trovare ogni volta una soluzione ad hoc».
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