Attenzione
Cocaina dal Brasile, agente sotto copertura incastra gang specializzata anche in rapine: 14 arresti in Toscana
Firenze: la droga, una volta spacciata, avrebbe fruttato oltre 12 milioni di euro. Ordinanze di custodie cautelari nelle province di Firenze, Pisa, Pistoia, Lucca e La Spezia
La notizia in tre flash
- Maxi traffico di cocaina: agente sotto copertura incastra gang internazionale. 14 arresti
- Nella banda anche due fratelli di Pontedera e una guardia notturna di Altopascio
- La gang avrebbe compiuto anche rapine in bar, abitazioni e autogrill lungo la Fi-Pi-Li
FIRENZE. Smantellato, grazie soprattutto a un agente sotto coperturra, un traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Brasile. Sono 14 gli arresti e sono stati sequestrati 80 kg di cocaina per un valore di oltre 12 milioni di euro nell'operazione denominata "Siesta".
Gli arresti
Dalle prime ore del mattino di mercoledì 15, i finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria di Firenze hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare nelle province di Firenze, Pisa, Pistoia, Lucca e La Spezia. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Firenze Paola Bagnoli, su richiesta della procura della Repubblica-Dda di Firenze riguarda 14 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanza stupefacente, rapina, lesioni personali e detenzione e porto illegali di armi da fuoco.
Ecco i nomi e la città di residenza degli 11 della banda già arrestati (3 sono ricercati)
Antonino Barrese, calabrese residente a Altopascio
Adriana Ines Gomes, era agli arresti domiciliari a Altopascio, ora in carcere
Federico Vigerelli, residente a Pontedera
Silvia Vigerelli, residente a Pontedera
Valerjan Arra, residente a Pistoia
Rinald Shega, residente a Pistoia
David Arra, residente a Pistoia
Ana Carla Dantas Ferreira Gonzaga, residente a Carbonia
Franco Saviozzi, residente a Pisa
Elaine Rocha Martins Goretti, residente Pisa
David Goretti, residente in provincia di Lucca (agli arresti domiciliari).
Tutto è partito da un agente sotto copertura
Un agente sotto copertura, per alcuni mesi, ha mantenuto i contatti con alcuni dei membri dell'organizzazione criminale dichiarandosi disponibile ad acquistare cocaina al momento che ce ne fosse stata la disponibilità dal Brasile. Questa iniziativa investigativa, più le attività di intercettazione e i metodi classici di osservazione e pedinamento, hanno permesso alla Guardia di finanza di Firenze di ricostruire il traffico di cocaina.
Non solo droga ma anche violente rapine
Il sodalizio criminale era dedito all'importazione dal Brasile in Italia di ingenti partite di cocaina purissima. Complessivamente sono stati sequestrati circa 80 chili di cocaina purissima per un valore, una volta spacciata, di oltre 12 milioni di euro. Nel corso delle indagini è stato accertato, inoltre, che alcuni appartenenti alla banda, oltre a dedicarsi al traffico di droga, avevano creato una “sotto consorteria” dedita alle rapine a mano armata - tra il 2012 e il 2013 - tra le province di Pisa e di Firenze.
La rapina più violenta fu in un bar-pizzeria di Empoli dove, dopo le minacce con pistola, il titolare che aveva l'incasso e tentava di difenderlo fu colpito con violenza con frattura del cranio. Basista era una giovane brasiliana. Altre rapine riguardano un'abitazione privata e tre assalti a stazioni di servizio lungo la Firenze-Pisa-Livorno. I gestori vennero a volte minacciate anche con roncola oppure con taser a scarica elettrica.
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La banda era organizzata così
In particolare, come riporta una nota della Finanza, la struttura delinquenziale era articolata su due gruppi:
- Uno composto da cittadini italiani e brasiliani, stanziati tra la Toscana ed il Brasile, guidato da una cittadina brasiliana di 34 anni che si occupava di reperire la cocaina mantenendo i rapporti con i fornitori stanziati in Brasile.
- L’altro composto da cittadini albanesi, residenti in provincia di Pistoia e coordinati da un uomo di 30 anni e un altro di 33, che gestiva l’immissione dello stupefacente nel mercato clandestino. Due fratelli, residenti a Pontedera – 34 e 42 anni – erano addetti alla pianificazione delle importazioni di cocaina dal Sudamerica attraverso l’individuazione dei finanziatori delle singole spedizioni delle partite di sostanze stupefacenti.
Coinvolto anche un altro italiano, una guardia notturna di un supermercato di Lucca, calabrese originario di Taurianova (Reggio Calabria) ma residente ad Altopascio (Lucca), tra i primi membri della gang, avvicinato da un agente sotto copertura già nel 2012.
La "capa" gestiva il traffico da un convento di suore
Adriana Ines Gomes, 34 anni, la brasiliana che Dda e Fiamme gialle di Firenze ritengono a capo della banda per un periodo ha gestito l'attività criminale da un convento a Roma, quello della congregazione delle Suore Adoratrici, con sede in via Torlonia, dove le religiose erano ignare di come agisse effettivamente la loro ospite. Nel convento la brasiliana si trovava agli arresti domiciliari nell'estate del 2013 dopo che - in seguito a un primo arresto in carcere a Civitavecchia -, il tribunale del riesame di Roma accolse un suo ricorso per attenuare la misura restrittiva, scattata con una precedente condanna a 5 anni per traffico di droga. Approfittando del nuovo status detentivo meno coercitivo, che le consentiva maggiore libertà di comunicazione, la 34enne si è dotata subito di telefoni cellulari per riallacciare rapporti con i fornitori di cocaina del suo paese di origine e per organizzare nuove spedizioni in Italia.
IL MATERIALE SULL'OPERAZIONE FORNITO DALLA FINANZA
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