Il Tirreno

Toscana

Mps:caos lavoratori Fruendo

La sede di Mps
◗
La sede di Mps

Profumo,lascio dopo l'aumento. L'assemblea verso terza convocazione, e Salvini minaccia: occuperemo

3 MINUTI DI LETTURA





SIENA. I problemi sono ormai di casa a Siena dove, da almeno 3 anni, da quando scoppiò il caos Antonveneta, non sembra esserci pace. L'ultima tegola per Banca Mps potrebbe essere la decisione del giudice del lavoro del tribunale senese che obbliga il reintegro di circa 250 lavoratori che avevano presentato ricorso contro il passaggio a Fruendo, l'azienda a cui la banca ha ceduto i servizi di back office e trasferito 1066 lavoratori il primo gennaio 2014. Come spesso è successo nel recente passato, i nuovi problemi arrivano alla vigilia di un importante appuntamento per i soci, il via libera all'aumento di capitale da 3 miliardi e il rinnovo del Cda, e mentre il presidente Alessandro Profumo, che la Fondazione Mps ha ricandidato, conferma l'intenzione di voler lasciare Siena subito dopo l'operazione di ricapitalizzazione. Un'operazione che molti analisti vedono come il primo passaggio verso una futura aggregazione del Monte.

Profumo, a questo proposito, allontana per quest'ipotesi Ubi (una di quelle di cui si parla): "Non c'è alcun contatto con Victor Massiah: sono nostri competitor come altre banche italiane".

Per la verità l'assemblea dei soci, in prima convocazione, oggi, martedì 14 è andata deserta, e probabilmente succederà anche domani, mercoledì 15 per la seconda: discussione e voto sul lungo ordine del giorno ci saranno alla terza e decisiva convocazione di giovedì.

A Siena, invece, per ora non sembrano troppo preoccupati delle ultime minacce arrivate dal leader della Lega Nord Matteo Salvini che è arrivato stamani, martedì 14 davanti al centro direzionale (ma Profumo aveva giàdichiarato chiusa l'assemblea da alcuni minuti) per dire che lui e i suoi "occuperanno" le sedi di Mps per "difendere lavoratori e azionisti". Minacce, ricorda qualcuno, che erano arrivate da Beppe Grillo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11229878:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/04/13/news/mps-il-giudice-la-banca-riassuma-250-lavoratori-passati-a-fruendo-1.11229878]]

Sulla sentenza del giudice del lavoro nè il Monte nè Fruendo (la joint venture costituita da Bassilichi con il 60% e Accenture con il 40%) hanno voluto commentare le parole dello stesso giudice per il quale i lavoratori devono essere reintegrati perché la struttura ceduta dalla banca "era una entità creata ad hoc in vista ed in occasione del trasferimento" e perciò "occorreva il consenso dei lavoratori". E, spiegano due dei legali dei lavoratori, gli avvocati Luigi De Mossi e Domenico Cirillo, questa "è una delle cause di nullità". Non solo: il giudice nelle 87 pagine della sentenza, scrive che i servizi trasferiti non erano "una entità economica dotata di propria individualità e sufficiente strutturazione ed autonomia funzionale". Non solo: Fruendo ha come quasi unico cliente, si legge ancora nella sentenza, l'istituto di Rocca Salimbeni, e una struttura troppo "dipendente" dalla banca. La Fisac Cgil, in una nota, chiede l'immediato reintegro, come stabilito dal giudice, ma l'avvocato Cirillo sembra più cauto. Intanto questo sarà possibile solo per i ricorrenti, "per chi si era opposto entro 60 giorni" anche se lo stesso Cirillo indica uno spiraglio per gli altri lavoratori: "potrebbero puntare su una causa per 'interposizione fittizia di manodopera'. E mi sembra sia chiaro che è Banca Mps a dare il lavoro a loro. Vedremo".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze