Il dolore
La corsa ai Caf: ecco quanto ci costa il 730 assistito
Si parte da 50 euro per i non iscritti ai sindacati, ma in caso di errori c’è la garanzia. Una bussola per i prezzi che si trovano in giro a uso di quelli che non vogliono complicazioni. In molti casi può convenire fare la tessera
Doveva semplificare la vita al contribuente e invece gliela complica: parliamo del 730 precompilato, cioè il modello 730 già “riempito” dall’Agenzia delle Entrate per i lavoratori dipendenti e i pensionati che nel 2014 hanno presentato il 730 o l’Unico pur avendo i requisiti per il 730.
Il precompilato non arriva a casa per posta ma si può solo scaricare da internet ed è necessario un Pin. Da quest’anno il contribuente può – in teoria – fare tutto da solo dal proprio pc, modalità di cui parliamo nella pagina accanto; ma, niente panico, non siete obbligati a scaricare il 730 dal web, potete lasciarlo lì dov’è e seguire la strada tradizionale, rivolgervi ad un Caf o a un professionista. Preparate il portafoglio: il servizio ha un costo non irrisorio; per i Caf dei sindacati si aggira in media sulle 50/60 euro (per gli iscritti le tariffe sono più basse). Ecco un vademecum per sapere la spesa a cui si va incontro e per arrivare pronti alla scadenza che quest’anno è posticipata: c’è tempo fino al 7 luglio e non più fino al 31 maggio.
IL PREZZARIO. Partiamo dalle tariffe: quelle dei “grandi” Caf, cioè i Caf di Cgil, Cisl, Uil. Quanto costa farsi fare un 730? Dipende. Innanzitutto le tariffe sono fissate in ambito provinciale: tra una provincia e l’altra potrebbero esserci delle differenze. Tutti e tre praticano prezzari in base al reddito, individuando scaglioni. Gli iscritti pagano decisamente meno, in alcuni casi anche la metà, in altri ancora meno della metà di quanto sborsano i non iscritti (converrebbe valutare l’iscrizione al sindacato).
Qualche esempio. Caaf Cgil: per redditi fino a 12.000 euro un iscritto paga 14 euro, un non iscritto 51 euro; per redditi oltre 12.001 euro un non iscritto paga 69 euro, mentre per gli iscritti si va in base ad un ulteriore scaglionamento in fasce di reddito e ci si muove tra 29 euro e 42 euro. Al Caf della Uil un lavoratore dipendente o un pensionato non iscritto con reddito superiore a 10.000 euro paga 70 euro (dato Caf Uil Massa Carrara).
Dai Caf Cisl Toscana ci dicono che per gli iscritti siamo di media sotto i 25 euro per i non iscritti il costo raddoppia: è una media; ciò significa che anche per i Caf della Cisl, come per i Caf di Cgil e Uil, il prezzo può salire in media di una/due decine di euro come scendere di altrettanto. Inoltre: una dichiarazione congiunta (redditi del dichiarante più quelli del coniuge) può costare 10-15-20 euro in più rispetto ad un 730 con i soli redditi del dichiarante. L’Unico costa in genere una manciata di euro in più rispetto al 730. Dal prezzario sono esclusi i costi delle dichiarazioni Imu e Tasi (di media 10-12 euro /20-24 euro).
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DOV’È LA CONVENIENZA. Con l’entrata del 730 precompilato questa spesa comporta più di un vantaggio. Primo, il contribuente può accettare il precompilato così com’è oppure modificarlo e integrarlo. Se lo si accetta com’è, bisogna sapere che nel precompilato non sono computate spese che possono dare accesso a sconti fiscali e rimborsi (spese da detrarre e/o da dedurre): ad esempio, mancano le spese per le visite mediche, per i farmaci acquistati, per l’istruzione, le detrazioni per le ristrutturazioni di casa…; se vogliamo recuperare queste spese, dobbiamo mettere mano al nostro 730: tanto vale, dunque, rivolgersi ad un intermediario, a meno che non si sia degli esperti. Secondo, dal 2015 Caf e professionisti sono responsabili di fronte al fisco al posto del contribuente: sono chiamati ad apporre il cosiddetto “visto di conformità pesante”, che fa sì che, in caso di errore, rispondano direttamente pagando di tasca propria l’imposta che il contribuente avrebbe dovuto sborsare se l’errore non fosse stato commesso, più sanzioni ed interessi. Il nuovo carico di responsabilità rimane sempre in capo a Caf e professionisti a meno che l’errore non discenda da una dichiarazione mendace del contribuente; questo aggravio, inoltre, porta con sé dei costi che si riverberano sul cittadino: i Caf faranno pagare una tariffa (la stanno valutando) anche a chi si predispone la dichiarazione dei redditi da solo e all’intermediario chiede l’invio telematico (non è un semplice invio, ormai, ma un’assunzione di responsabilità “pesante”).
FISSA LA DATA. Il consiglio è: prendere un appuntamento ad un Caf il prima possibile. Se lo si prende di persona è possibile firmare subito la delega con cui diamo mandato all’intermediario di scaricare dal web il nostro precompilato: bisogna avere con sé un documento e il codice fiscale. I Caf hanno già cominciato a ricevere le deleghe, anche se i precompilati saranno scaricabili dalla rete dal 15 aprile.
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