Sicurezza
La ricchezza abita a Forte dei Marmi e dove c’è l’università
Pisa, Firenze e Siena al top degli over 120mila euro di reddito. I poveri si concentrano in montagna, primato negativo a Zeri
Nel comune di Bagno a Ripoli – 25.000 abitanti in provincia di Firenze e patria del grande Gino Bartali – ci sono più ricchi che a Pistoia, Massa e Carrara. Si tratta di 296 persone: sono coloro che nel 2013 hanno dichiarato un reddito superiore a 120.000 euro. È ciò che emerge da un’analisi statistica del ministero dell’Economia e delle Finanze, da cui si può ricavare una lettura della ricchezza e della povertà in Toscana. Un caso è certamente quello di Pisa: con 721 contribuenti in fascia massima (su un totale di 63.485) supera Livorno, che si ferma a 683 ma ha molti più abitanti e contribuenti. L’altro è Zeri, piccolo comune della Lunigiana, dove su ben 955 lavoratori e pensionati oltre il 44% (422) nel 2013 ha dichiarato al massimo 10.000 euro. E come Zeri c’è Sestino, in provincia di Arezzo.
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FORTE DEI MARMI AL TOP. Forte dei Marmi, se la rapportiamo alla totalità dei contribuenti, è la località toscana con più contribuenti agiati. Sono 149 su 5.561 (il 2,68%). A certificarlo sono sempre i dati pubblicati recentemente sul sito del dicastero guidato da Pier Carlo Padoan. In Italia – dove a dominare è il comune di Basiglio con il 7,3%, che non a caso ospita il villaggio residenziale Milano 3 costruito negli anni Settanta da Silvio Berlusconi – Forte dei Marmi si classifica in diciottesima posizione, davanti ad aree fiorentine come Impruneta, Fiesole, Bagno a Ripoli, la stessa Firenze e Vaglia, oltre a tutti i capoluoghi di provincia del Belpaese fatta eccezione per Milano.
FIRENZE, SIENA E PISA. Le tre realtà universitarie toscane, fra i comuni maggiori, sono anche quelle dove si annida la ricchezza: e forse non è un caso. La conoscenza, nella società post-industriale, è diventata un fattore importante della capacità economica dei singoli. Nel capoluogo vi sono 3.780 contribuenti su un totale di 276.579 (l’1,37%) che nel 2013 hanno dichiarato più di 120.000 euro. Al secondo posto Siena con 499 paperoni su 42.397 (l’,1,2%) seguita da Pisa, con l’1,1% e 721 persone in fascia massima su 63.485.
IL 30% DEI TOSCANI SOFFRE. Nel 2013 il 27% dei contribuenti toscani ha dichiarato meno di 10.000 euro, per l’esattezza 744.220 lavoratori o pensionati. Fra i comuni più importanti Montecatini Terme è quello in cui, in rapporto alla popolazione, figurano più persone all’interno della fascia 0-10.000 euro: 4.826 su 14.531 (il 33,2%). Seguono Viareggio (con il 31%), Prato (30,9%) e, appaiate, Cecina e Massa (29,1%). Siena, Pisa e Livorno sono invece le tre realtà toscane con meno cittadini nella fascia di reddito più bassa. Siena si ferma al 20,7%, seguita dalla città della Torre (23,7%) e da Livorno (24%). Sotto la media regionale anche Lucca, Firenze, Pontedera, Pistoia, Arezzo e Piombino.
A ZERI IL RECORD DI POVERI. Dall’analisi del ministero dell’Economia e delle Finanze – che divide i dati per singolo comune – Zeri, in Lunigiana, emerge come il più povero comune della Toscana: 1.148 residenti al primo gennaio 2014, 955 contribuenti, di cui 422 nella fascia minima di 0-10.000 euro (il 44,2%). Come il piccolo territorio in provincia di Massa Carrara anche Sestino, paesino di confine fra la nostra regione, le Marche e la Romagna. Seguono Careggine, sul versante lucchese delle Alpi Apuane, e una serie di comuni in provincia di Grosseto: Scansano, Semproniano, Roccalbegna, Manciano, Sorano e Montieri. Qui, la fascia di reddito più bassa, rappresenta minimo il 38 per cento del totale dei contribuenti. Sono tutti comuni montani, popolati essenzialmente da pensionati ex-agricoltori che percepiscono pensioni minime o sociali.
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