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Fecondazione, Betori: "Non si può dare vita a dei bambini con 3 o 4 genitori"
L'arcivescovo di Firenze durante la messa di Pasqua: "Dobbiamo difendere la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna"
FIRENZE. Se è giusta la "cautela" nelle tecniche di manipolazione per il cibo, "spaventati come siamo da sofisticazioni e contraffazioni", non si capisce perché "le barriere debbano per molti cedere quando si tratta di dare soddisfazione a ogni nostro miraggio, pur se si tratta del corpo umano e della sua naturalità, fino a non fermarci di fronte al dare vita a bimbi che dovrebbero riconoscersi figli di tre o quattro genitori o a non inorridire di fronte allo sfruttamento del corpo di donne costrette in situazioni di vera e propria schiavitù". Così l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, torna sulla fecondazione artificiale.
Nell'omelia per la messa di Pasqua in Duomo, Betori richiama alla "dignità della persona" che non può essere lasciata "all'arbitrario definirsi delle individuali aspirazioni e voglie", in un mondo dove tutto sembra "relativo" e ciascuno "possa aspirare al riconoscimento dei propri desideri come diritti - ha proseguito -, mentre per converso si assottigliano sempre più gli spazi della libertà di coscienza e della libertà religiosa".
Per superare gli ostacoli culturali, secondo l'arcivescovo, l'Occidente deve fare leggi in cui si difende prima di tutto "la cellula fondamentale che è la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna". Un'attenzione che va chiesta ancor più in Italia dove la stessa Costituzione richiama a "una società che deve favorire la famiglia, società naturale fondata sul matrimonio"
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