Il Tirreno

Toscana

Ossa sospette in un cimitero aretino: arrivano i Ris

Le indagini delle tute bianche mirano a stabilire a chi appartennero i resti umani, ritrovati non lontani da casa di Guerrina Piscaglia. Ci sarebbe anche della cartilagine. I resti compatibili con un corpo femminile

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SESTINO (AREZZO). Alla vigilia di Pasqua il caso di Guerrina Piscaglia, scomparsa da Ca Raffaello piccola frazione di Badia Tedalda (Arezzo) quasi un anno fa, il primo maggio 2014, si arricchisce di nuovi elementi. Il ritrovamento nel cimitero di San Gianni, nel comune di Sestino, di frammenti di ossa con piccole parti di cartilagine ancora attaccati, prelevati dal Ris e trasportati a Roma oggi, sabato 4 aprile, hanno fatto scattare l'allarme anche se dalla procura di Arezzo non arrivano conferme. Il cimitero si trova a pochi chilometri dall'abitazione della donna.
   Il sopralluogo dei militari di Roma insieme ai colleghi di Arezzo e della Valtiberina,  è iniziato la mattina alle 9 ed è terminato alle 14. Il ritrovamento era avvenuto qualche giorno fa dopo un funerale tenutosi nel cimitero. Quelle ossa, apparentemente meno datate di quelle sistemate nell'ossario, avevano evidentemente attirato l'attenzione dei necrofori.
Sarebbero stati loro, secondo alcune fonti, a dare l'allarme.
Adesso le analisi che i militari faranno nel loro laboratorio di Roma dovranno stabilire, attraverso le comparazioni, se si tratta di Guerrina oppure no. La conformazione sarebbe compatibile con un corpo femminile, sempre secondo le stesse fonti vicine alla procura.
   Al momento sul caso, emerso in tutta la sua drammaticità nell'agosto del 2014, oltre tre mesi dopo la scomparsa della donna passata inizialmente come un allontanamento volontario, nessuno rilascia dichiarazioni. Per la scomparsa è indagato padre Gratien Alabi, il frate congolese rimasto nella parrocchia di Ca Raffaello fino allo scorso settembre e per il quale è in vigore un'ordinanza di divieto di espatrio che scadrà il prossimo 25 aprile. Favoreggiamento in sequestro di persona e omicidio le ipotesi di reato. Durante i tre incidenti probatori tenutisi davanti al gip Ponticelli del tribunale di Arezzo un venditore ambulante, una giovane romena e l'attuale parroco di Ca Raffaello, padre Faustino, avrebbero aggiunto elementi tali da ricostruire la personalità del frate, in particolare padre Faustino avrebbe confermato che Gratien gli parlò di un allontanamento di Guerrina con zio Francesco, un personaggio mai individuato e ritenuo dalla procura frutto della fantasia del frate congolese.
   La procura di Arezzo sarebbe pronta a dare una svolta alla vicenda, ma la notizia non viene confermata: molto potrebbe dipendere ora dalle analisi sulle ossa per le quali, se si escludono i frammenti di cartilagine e pare alcuni frammenti di arcata dentale pi veloci da analizzare, potebbero volerci settimane. Nessuna dichiarazione dall'avvocato di padre Gratien, Luca Fanfani, che ha scelto per il suo assistito la linea del silenzio. "Ha gia' detto tutto - ha commentato il legale - ma non  stato creduto". Da parte sua invece il legale della famiglia Piscaglia, l'avvocato Francesca Faggiotto, ha sottolineato come da tempo si indicasse il cimitero, che si trova vicino a una casa vacanze di propriet della curia, come un luogo dove poter cercare risposte alla vicenda.
 

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di Redazione Pisa