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Grandi affari con i farmaci rubati: ecco come difendersi da furti e truffe

di Gemma Vignocchi
Grandi affari con i farmaci rubati: ecco come difendersi da furti e truffe

Diciannove persone in manette e 50 indagati oltre al sequestro di beni per oltre 23 milioni di euro. Nei guai anche un direttore di farmacia di Lucca. I furti avvengono nelle farmacie degli ospedali, oppure nei magazzini o sui camion. I medicinali vengono poi ripuliti nell'Europa dell'Est con falsi documenti

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Ventidue milioni di euro almeno. È il valore dei farmaci ospedalieri rubati dal 2006 al 2014, ma si tratta di una stima per difetto. Il dato è contenuto nel dossier di “Transcrime”, il centro interuniversitario di ricerca della Cattolica di Milano e dell’ateneo di Trento. In media un ospedale su dieci in Italia viene preso di mira dalle reti criminali e i colpi sono molto più frequenti al sud (110 casi).

Si ruba, si ricicla, si rivende all’estero: il business rende molto bene perché ai ladri di salute fanno gola soprattutto le medicine costose, prodotti molto richiesti sul mercato illegale. Il fenomeno negli ultimi anni è cresciuto in modo drammatico, con conseguenze anche gravi per la salute. La risposta è stata la creazione di una task force per fermare i farmo-trafficanti.

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C'è poi l’altro lato della medaglia: la vendita online di prodotti contraffatti. In entrambe le situazioni si ha a che fare con vere e proprie associazioni criminali anche se «al momento - spiega il capitano Paolo Belgi dei Nas di Milano che ha guidato l’operazione Pharmatraffic - non c'è alcun riscontro che si tratti di organizzazioni legate a mafia o camorra».

Cosa e come si ruba. I farmaci oncologici sono quelli più spesso trafugati (nel 52% dei casi), seguiti dai medicinali per la cura di malattie rare: hanno prezzi molto alti e producono quindi utili elevati. I furti possono avvenire direttamente nella farmacia ospedaliera oppure nei magazzini dei grossisti o sui camion per il trasporto. Spesso le forze dell’ordine non riscontrano nemmeno lo scasso e questo sta a indicare che della rete criminale fanno parte basisti o addirittura personale medico corrotto. Le regioni più colpite sono la Campania e la Puglia (nel 45% dei casi) e ogni colpo frutta in media 250mila euro.

Il riciclaggio. Le “lavanderie”, secondo il dossier di Transcrime, sono soprattutto in paesi dell'Europa dell'est come Lituania, Ungheria, Slovacchia, Romania, Slovenia. Qui i farmaci vengono ripuliti con falsa documentazione dai grossisti e poi immessi nella rete ufficiale di paesi esteri, ovviamente ignari della “filiera”. Altre volte invece vengono commercializzati nel mercato nero oppure sul web.

I precedenti. Il 24 febbraio scorso i carabinieri di Siena, hanno smantellato un'organizzazione che aveva basi operative e logistiche a Napoli e in provincia di Bari (9 le persone fermate). In poco più di un anno - tra il dicembre 2013 e il gennaio scorso - la banda aveva messo a segno 18 colpi negli ospedali di varie regioni trafugando medicinali per 6 milioni di euro. Un commerciante napoletano era la mente dell’organizzazione.

Un altro caso - risolto grazie alla collaborazione tra Nas e Aifa, l'Agenzia del farmaco - ha riguardato l'Herceptin, un anti-tumorale usato nel trattamento del carcinoma mammario e gastrico. Il medicinale, rubato in Italia, veniva manipolato e poi rivenduto con falsa documentazione in vari paesi europei. È stato un grossista inglese a segnalare all'Aifa nel marzo 2014 che c'erano delle anomalie su alcune confezioni: non tornavano i numeri di lotto nelle confezioni. In quel caso il sistema di allerta europeo ha funzionato.

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La contraffazione. Riguarda diverse tipologie di prodotti, anche i salvavita, e può essere di vari livelli: un farmaco contraffatto può contenere le stesse sostanze di quello originale ma con dosaggi diversi, oppure può contenere il principio attivo ma con eccipienti diversi - ad esempio coloranti cancerogeni. A volte invece non c'è neppure il principio attivo e il “farmaco” è costituito da sostanze pericolose. Di rado poi si rispettano le necessarie garanzie igieniche e le condizioni di trasporto sono di solito inadeguate. Si stima che nel mondo il 7% dei farmaci sia contraffatto, ma in alcuni paesi africani e asiatici si arriva al 50%.

I sequestri. In Italia - spiega il capitano Belgi - dal 2010 a oggi sono state denunciate 1950 persone e sequestrati farmaci contraffatti per un valore di 7 milioni. Milano è la porta d'ingresso dei medicinali, che arrivano a Malpensa e Linate per essere poi smistati attraverso il servizio postale: «Noi controlliamo i pacchi a campione - spiega Belgi - all’interno degli aeroporti». Il 70% dei prodotti contraffatti sono farmaci contro la disfunzione erettile, il 20% è costituito da sostanze dopanti e il resto da dimagranti. Il principale canale di vendita è internet.

La rete. Oggi in Italia è vietato commercializzare medicine online (anche se si possono fare acquisti su siti stranieri) eppure sul web si trova di tutto, in gran parte prodotti a rischio (i più gettonati sono sempre i medicinali contro l'impotenza). Aifa e Nas, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, stanno facendo un campionamento dei siti sospetti, per arrivare a stilare una lista delle false farmacie da rendere al più presto pubblica. I carabinieri in alcune occasioni hanno anche oscurato alcuni siti ma è facile poi aprirne altri con nomi diversi.

La direttiva Ue. Intanto un po' di ordine in questa confusa materia potrebbe arrivare dal recepimento di una direttiva europea - che in Italia diventerà operativa il primo luglio - che consentirà la vendita online di farmaci di fascia C - cioè da banco - che siano però associati a una farmacia reale e registrata. Anche dopo quella data l'Aifa invita comunque alla cautela: «I farmaci devono sempre essere acquistati secondo le indicazioni del medico - dice Domenico Di Giorgio - e attraverso canali autorizzati».

Impact. L'Italia ha di recente costituito una task force denominata Impact della quale fanno parte le principali istituzioni che s'impegnano a combattere la contraffazione dei farmaci ma visto che i traffici sono spesso internazionali il nostro paese è anche attivo nella cooperazione con strutture come il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione mondiale della sanità: obiettivo, fermare i criminali che speculano sulla salute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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